Maria Gallo/Nuove Frontiere per le Poste/In atto una forte revisione delle tante esigenze dei Salentini
DICIOTTO GLI UFFICI INTERESSATI/CHIUSURA PER ANTIECONOMICITÀ
UN COMPROMESSO NECESSARIO PER TAGLIARE LE SPESE
La lista comprende alcune marine del Salento, il che determinerebbe inevitabili disservizi per i turisti, come nel caso di Frigole e Boncore, a pochi passi da Torre Lapillo.
Dopo sanità e istruzione, ora tocca alla Società Poste Italiane subire le manovre volute dal Governo Monti. Parola d’ordine, anche in questo caso, è “chiusura degli uffici antieconomici” o – nel migliore dei casi – la “razionalizzazione” degli stessi attraverso l’apertura a giorni alterni e con orari ridotti. L’azienda, che nell’ultimo anno si è vista drasticamente ridurre il contributo dello Stato, a luglio ha annunciato il suo piano di tagli che toccherebbe ben 18 uffici postali della provincia di Lecce. Una misura che, se adottata, colpirà quasi 20mila salentini.
A far parte della “black list” sono i Comuni di Ortelle, Santa Cesarea Terme e le frazioni di Acquarica di Lecce e Pisignano (Vernole), Barbarano del Capo (Morciano di Leuca), Boncore (Nardò), Casamassella (UggianoLa Chiesa), Castiglione (Andrano), Cocumola (Minervino di Lecce), Depressa (Tricase), Frigole (Lecce), Giuliano (Castrignano del Capo), Ruggiano (Salve), Serrano (Carpignano Salentino), Torrepaduli (Ruffano), Vaste (Poggiardo), Villa Baldassarri (Guagnano), Vitigliano (Santa Cesarea Terme). Per il rione di Tricase Porto (Tricase), invece, è prevista la chiusura amministrativa, ossia una conversione in sportello multiservizi, dall’anagrafe alle poste.
Si consideri che la lista comprende alcune marine del Salento, il che determinerebbe inevitabili disservizi per i turisti, come nel caso di Frigole e Boncore, a pochi passi dalla marina di Torre Lapillo. E non si tralasci l’assurdità logistica che vede protagonista proprio l’ufficio postale di Boncore: a febbraio, infatti, è stato siglato l’accordo tra Poste Italiane e Comune di Nardò per la ristrutturazione dell’edificio postale; ora, a soli 5 mesi di distanza, se ne reclama la presunta antieconomicità.
















