Maria nel Salento/La Madonna del Pane e la Madre che allatta
Il Miracolo di Novoli…
Concludiamo il mese di maggio accennando ad altri due titoli mariani cari alla nostra popolazione. Apriamo con il titolo di Madonna del Pane con cui i novolesi festeggiano la Vergine Maria la terza domenica di luglio. Il titolo è legato ad un evento miracoloso avvenuto nel 1707 mentre una mortifera pestilenza mieteva vittime a Novoli e nell’intero Regno di Napoli.
La tradizione vuole che una giovane illetterata di nome Giovanna ogni sera si recasse ad accendere una candela presso un’icona della Madonna di Costantinopoli situata fuori dall’abitato, nei pressi della via per Veglie. La semplicità della ragazza era tale che l’unica preghiera a sua conoscenza era un’ingenua filastrocca dialettale. Una sera, recandosi presso l’icona, Giovanna incontrò una Signora bellissima che si presentò come la Madonna e le diede un pane da portare al parroco affinché lo dispensasse ai morenti. Recatasi dal parroco, la giovane raccontò l’accaduto, ma il parroco temendo un’allucinazione la rimandò indietro chiedendole di farsi insegnare dalla Signora l’Ave Maria.
Al ritorno, Giovanna trovò ad attenderla la Signora la quale le disse: “Va al tuo Parroco e dì che un’ottima maestra hai avuto e un’ottima scuola hai frequentato”. Tornata dal parroco, Giovanna conosceva perfettamente non solo l’Ave Maria, ma tutta la dottrina cristiana. Il parroco si rese allora conto che veramente la signora era la Madonna. Immediatamente fece visita agli ammalati distribuendo loro il “pane di Maria” e miracolosamente gli infermi guarirono. Nel luogo dove la Madonna era apparsa alla ragazza fu costruita una chiesa: lì è ancor oggi venerata la Madonna del Pane e si accorre per ricevere il pane benedetto.
Chiudiamo con il titolo negletto di S. Maria del latte il quale si riferisce non alla diffusissima immagine della Madonna che allatta il Bambino, bensì ad una immagine della Vergine situata in un’edicola lungo la via che portava al casale di Pozzuolo alla quale la pietà popolare assegnava, tra i molti miracoli, anche il prodigio di aver fatto ardere una fiammella nella lampada piena di latte. Per garantire un culto più degno a questa immagine prodigiosa, il cittadino leccese Giuseppe d’Ippolito nel 1707 fece costruire a sue spese una cappella, che, sconsacrata, esiste ancor oggi nei pressi della Torre di Belloluogo.
Michele Giannone
















