Maria nel Salento/La Madonna della Neve e la Madonna della Scala
Titoli tipicamente salentini…
Ci soffermiamo questa settimana su due altri titoli con cui la Vergine Maria è venerata nella nostra terra. Il primo titolo è quello purissimo di S. Maria della Neve. L’Infantino ci informa che sotto questo titolo esisteva a Lecce un’antica cappella, visitata nel 1485 dal Vescovo Marco Antonio Tolomei, volgarmente detta degli Aletini, poiché un Giovanni di quel casato vi aveva fondato un beneficio (Lecce sacra, Lecce 1634, p. 84). In seguito la cappella fu detta di S. Angelo e dei Lecciso, poiché compresa nel palazzo che quelli avevano nei pressi del conservatorio S. Leonardo (Lecce città chiesa, Galatina 1974, pp. 62 e 132). Un’altra cappella, dedicata anche a S. Onofrio, sorgeva nella corte degli Alatri, poco distante dal convento degli Agostiniani (Lecce città chiesa, p. 132).
Alla Madonna della Neve era pure dedicato un altare, promiscuamente detto anche degli Innocenti, nella Cattedrale prezimbalesca, visitato nel 1555 dal Vescovo Braccio Martelli. Sotto il titolo di S. Maria ad Nives, la Vergine è ancora venerata a Copertino, a Galugnano, a Neviano, a Strudà e ad Acaia, dove le sono dedicate chiese di grande valore storico e artistico. La festa di S. Maria della Neve ricorre il 5 di agosto in concomitanza con la Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore il cui perimetro sarebbe stato tracciato nella neve da Papa Liberio dopo un’insolita nevicata estiva. Il secondo titolo è quello di S. Maria della Scala, con cui la Vergine era venerata presso il marmoreo altare principale, ora trasferito a San Pio X, della cripta della Cattedrale. Questo titolo, ricorrente anche a Maglie, Noci e Massafra, presenta Maria come colei che ha consentito a Dio di discendere sulla terra e allo stesso tempo permette a noi di salire al cielo. Nell’Inno Akathistos si canta: “Ave, o scala celeste che scese l’Eterno; ave, o ponte che porta gli uomini al cielo” e Fulgenzio di Ruspe afferma: “Maria è diventata scala verso il cielo, perché per mezzo di lei Dio scese sulla terra e gli uomini possono salire al cielo”.
Michele Giannone
















