Martiri di Otranto/Per la città degli uomini e la città di Dio
Testimoni di amor patrio, messaggeri dei valori cristiani, profeti di speranza. Gli Ottocento eroi che hanno offerto la vita nell’estrema difesa della propria terra e nell’oblazione di se stessi sino all’effusione del sangue per un Dio trascendente e nello stesso tempo crocifisso si rivelano pregnanti araldi di amore pure oggi.
Essi vissero in un periodo nel quale giungeva al declino un mondo che registrava il venir meno della civiltà medioevale illuminata dal Vangelo, con la cultura cristiana che influiva esplicitamente negli ordinamenti degli Stati e nella mentalità delle genti.
E mentre nel Duecento era giunto al culmine il sentire della società che si ispirava apertamente e unitariamente alla dimensione religiosa, dopo la caduta di Costantinopoli avvenuta il 29 maggio 1453 anche a causa dei contrasti tra i prìncipi cristiani, si stava ormai frantumando quell’unità necessaria a fermare le armate di Maometto II.
In tale contesto, l’eroismo dei Martiri idruntini si connotò di particolare valore a livello civico ed ecclesiale, poiché la dimensione antropologica e quella religiosa contrassegnavano la civiltà di una popolazione in cui i valori civici erano impregnati da chiaro amor di patria e profonda esperienza di fede.
E oggi, in una situazione di rilevante trapasso culturale e mentre nel mondo si registra una crescente sensibilità per le testimonianze di resistenza a ogni forma di oppressione ideologica e politica, di sostegno alla liberazione dalle diverse forme di oppressione, di solidarietà verso quanti lottano per l’affermazione dei diritti umani, essi ci offrono un messaggio fortemente rilevante e attuale.
Ormai prigionieri nella città conquistata dal pascià Agomaht, gli Eroi furono disposti a subire una morte atroce esprimendo nella loro decisione un attaccamento imperterrito alla propria comunità civile e una fede maturata nel valore del sacrificio quale “olocausto gradito a Dio”.
Dinanzi a tante attuali forme di egocentrismo, è davvero interessante considerare soprattutto la loro decisione nel contesto della dimensione comunitaria e dell’immolazione per gli altri, Dio e concittadini. Proprio nella nostra società
caratterizzata da tante situazioni di crisi, essi testimoniano con chiarezza che la fede costituisce uno straordinario valore capace di arricchire l’impegno civile, culturale e politico.
Adolfo Putignano















