Matrimoni da favola. Spese da follia
Quanto costa sposarsi oggi?/La tendenza generale è quella della festa in grande perché resti un giorno indimenticabile.
Arriva nella vita il momento delle grandi scelte, determinanti come quella di sposarsi. Negli attuali tempi di crisi, abbiamo chiesto a don Piero Quarta, parroco di S. Giovanni M. Vianney, se siano frequenti i matrimoni in economia ai nostri giorni. Il desiderio di sposarsi e creare un’immagine di benessere intorno a questa cerimonia esiste ancora, anche da parte di chi non dispone di sufficienti beni economici: c’è voglia di apparire, di dare un’immagine che soddisfi gli invitati. In alcune situazioni, ad esempio, giovani che convivono e si vogliono bene, non avendo lavoro sicuro o posto fisso, attendono di mettere da parte qualcosa per organizzare un bel matrimonio. A volte coppie già con figli, non sposate, chiedono il battesimo per essi, ma in prospettiva affidano ad altri tempi la celebrazione del proprio matrimonio. La tendenza, in generale, a fare la festa in grande c’è. Non sono frequenti nozze in economia.
Quante di esse sono dovute a necessità oggettive o a scopi filantropici?
Qualcuna ha lo scopo umanitario e nella mia esperienza ne ho visto non molte. Una coppia, ad esempio, ha avuto come ospite una ditta di assistenza di volontariato per disabili scelti quali invitati privilegiati, organizzando tutto in modo molto familiare, per permettere a questi amici di sentirsi accolti. Hanno potuto disporre di una grande villa con piscina in modo gratuito e festeggiato anche con un bel tuffo. In un’altra circostanza, un commerciante senza problemi finanziari e la sua sposa, dopo la cerimonia, mi hanno invitato a banchettare in pizzeria.
A cosa rinunciano più facilmente gli sposi?
Più che di rinuncia, come segno di attenzione verso gli altri nel bisogno, scelgono o di indirizzare largizioni pecuniarie ad associazioni o le bomboniere di beneficenza o pergamene, affermando che il pensiero economico va rivolto ad un preciso obiettivo umanitario: al mercato equo-solidale o a lavori in terre di missioni, mandando il corrispettivo monetario delle bomboniere in bonifico.
In generale, quanto costa una cerimonia religiosa a basso prezzo?
In chiesa ordinariamente 125-130 euro. Probabilmente, nel centro storico cittadino c’è una quota differenziata. L’offerta è accessibile. L’atteggiamento dei sacerdoti non è di puntualizzare la tariffa, piuttosto di mettere ordine contro gli abusi. In situazioni di bisogno non si chiede nulla o si dice di soprassedere. Ma, talvolta, tale disponibilità a venire incontro trova contraddizioni, perché si fa spreco sui fiori, abiti, riprese. Da parte della Chiesa non c’è accanimento economico, ma il superfluo si nota comunque.
















