Pubblicato in: Sab, Set 28th, 2013

Matrimoni da favola. Spese da follia

Quanto costa sposarsi oggi?/La tendenza generale è quella della festa in grande perché resti un giorno indimenticabile.

Arriva nella vita il momento delle grandi scelte, de­terminanti come quella di sposar­si. Negli attuali tempi di crisi, abbiamo chiesto a don Piero Quarta, parroco di S. Giovanni M. Vianney, se siano frequenti i matrimoni in economia ai nostri giorni. Il desiderio di sposarsi e creare un’immagine di benes­sere intorno a questa cerimonia esiste ancora, anche da parte di chi non dispone di sufficienti beni economici: c’è voglia di apparire, di dare un’immagi­ne che soddisfi gli invitati. In alcune situazioni, ad esempio, giovani che convivono e si vo­gliono bene, non avendo lavoro sicuro o posto fisso, attendono di mettere da parte qualcosa per organizzare un bel matrimonio. A volte coppie già con figli, non sposate, chiedono il battesimo per essi, ma in prospettiva affi­dano ad altri tempi la celebra­zione del proprio matrimonio. La tendenza, in generale, a fare la festa in grande c’è. Non sono frequenti nozze in economia.

Quante di esse sono dovu­te a necessità oggettive o a scopi filantropici?

Qualcuna ha lo scopo uma­nitario e nella mia esperienza ne ho visto non molte. Una cop­pia, ad esempio, ha avuto come ospite una ditta di assistenza di volontariato per disabili scelti quali invitati privilegiati, or­ganizzando tutto in modo mol­to familiare, per permettere a questi amici di sentirsi accolti. Hanno potuto disporre di una grande villa con piscina in modo gratuito e festeggiato an­che con un bel tuffo. In un’altra circostanza, un commerciante senza problemi finanziari e la sua sposa, dopo la cerimonia, mi hanno invitato a banchettare in pizzeria.

nozze

A cosa rinunciano più facil­mente gli sposi?

Più che di rinuncia, come segno di attenzione verso gli al­tri nel bisogno, scelgono o di in­dirizzare largizioni pecuniarie ad associazioni o le bombonie­re di beneficenza o pergamene, affermando che il pensiero eco­nomico va rivolto ad un preciso obiettivo umanitario: al mer­cato equo-solidale o a lavori in terre di missioni, mandando il corrispettivo monetario delle bomboniere in bonifico.

In generale, quanto costa una cerimonia religiosa a basso prezzo?

In chiesa ordinariamente 125-130 euro. Probabilmente, nel centro storico cittadino c’è una quota differenziata. L’of­ferta è accessibile. L’atteggia­mento dei sacerdoti non è di puntualizzare la tariffa, piutto­sto di mettere ordine contro gli abusi. In situazioni di bisogno non si chiede nulla o si dice di soprassedere. Ma, talvolta, tale disponibilità a venire incontro trova contraddizioni, perché si fa spreco sui fiori, abiti, riprese. Da parte della Chiesa non c’è accanimento economico, ma il superfluo si nota comunque. 

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