Matrimoni Nulli… Notevole aumento di Cause in Puglia
A colloquio con don Antonio Sozzo Giudice del Tribunale Diocesano di Lecce e del Tribunale Ecclesiastico Regionale.
“Vorrei sfatare la leggenda dei costi altissimi di una causa di nullità. L’8xMille aiuta molto la giustizia ecclesiastica”.
“LA PRIMA CAUSA DI NULLITÀ È L’IMMATURITÀ”
In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2015, il Tribunale Ecclesiastico della Regione Puglia ha rivelato che per quanto riguarda le richieste di nullità di matrimonio le coppie pugliesi sarebbero più propense rispetto a quelle delle altre regioni italiane, a rivolgersi al Tribunale Ecclesiastico. “È un fatto apprezzabile”, ha affermato il Vicario Giudiziale don Pasquale Larocca, “la fiducia dei fedeli nel Tribunale Ecclesiastico Regionale… Dovremmo interrogarci sul motivo per cui solo una piccola percentuale di coniugi si rimette al giudizio della Chiesa, pur avendo celebrato un matrimonio religioso. Anche se, va sottolineato, non tutti i matrimoni falliti sono di per sé nulli”.
Potrebbe di fatto esserci oggi, rispetto al passato, una maggiore consapevolezza delle coppie, nell’esprimere il libero consenso, e contrariamente a quello che si pensa, un apprezzamento più profondo della sacralità del matrimonio. Paradossalmente, la famiglia rimane l’àncora di vita alla quale aggrapparsi e a cui credere, forse più di ieri, in nome dell’amore. Siamo andati a colloquio con don Antonio Sozzo, Giudice del Tribunale Diocesano e Giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale, con cui scopriamo che nel nostro territorio esistono alcuni luoghi comuni da sfatare sulla dichiarazione di nullità di matrimonio. Ripercorriamo, inoltre, i cambiamenti delle cause che inducono i coniugi salentini a fare richiesta di nullità, da cui scaturiscono riflessioni sul significato che le coppie nostrane danno oggi al matrimonio.
Don Antonio, che differenza corre tra annullamento e nullità di matrimonio?
Bisogna fare chiarezza sui termini. La parola “annullamento” è assolutamente sbagliata e provoca solo confusione. Annullamento nella lingua italiana significa che una cosa prima è valida e poi viene annullata e non vale più. È ciò che accade con il divorzio: il matrimonio è valido e produce diritti e doveri per i coniugi fino a quando un giudice non dichiara che tale matrimonio cessa i suoi effetti. In realtà, invece, il termine giusto, quello che è usato dal codice di diritto canonico, è “dichiarazione di nullità” con cu si indica che il matrimonio è nullo (non è mai stato valido).
In che modo il Tribunale Ecclesiastico arriva ad emettere una dichiarazione di nullità?
Il Tribunale si deve accerta re della reale volontà degli sposi e verificare che siano giunti alle nozze liberamente e consapevoli del significato di ciò che hanno fatto. Il matrimonio si fonda sulla libera decisione degli sposi di donarsi l’un l’altra e per sempre per costituire una comunione di vita aperta alla prole. Se il consenso è assente, il matrimonio non nasce e quindi può essere, eventualmente, dichiarato nullo.
Nella nostra Provincia, oggi, quali sono le cause più frequenti per cui i coniugi richiedono la dichiarazione di nullità matrimoniale?Di queste cause, quali sono quelle che vengono accolte più spesso dal tribunale ecclesiastico?
Il cambiamento dei motivi di richiesta di nullità segue l’evolversi della società. Fino a una decina di anni fa un motivo che spesso ricorreva nella richiesta di dichiarazione di nullità matrimoniale era il timore e la costrizione, che si realizzavano quando i futuri sposi venivano costretti dalle famiglie al matrimonio, (magari perché la ragazza era incinta). Oggi questa fattispecie giuridica è in rapido declino. Sono invece in forte aumento le richieste di nullità per immaturità e/o incapacità psichica. Esse si realizzano quando uno degli sposi o entrambi non sono in grado di comprendere e assumere gli obblighi del matrimonio. Mi spiego meglio. Per celebrare le nozze e vivere la vita matrimoniale è necessaria un’adeguata maturità, proporzionata all’importanza e al valore dell’atto che gli sposi stanno compiendo. Se tale maturità manca o per disturbi di natura psichica o per particolari circostanze che limitano la loro libertà interna di scelta, la persona potrebbe non essere in grado di comprendere il contenuto dei diritti e dei doveri coniugali o non essere capace di autodeterminarsi verso il matrimonio.
Se una coppia ha dei figli, si può richiedere la dichiarazione di nullità del matrimonio?
Gli obblighi che un genitore ha verso i suoi figli rimangono invariati nella loro importanza, anche se si chiede e si ottiene una dichiarazione di nullità.
Prima di procedere con la richiesta di nullità, esiste nel nostro territorio una figura di consulenza e di supporto prevista dal Tribunale Ecclesiastico per i coniugi che fanno domanda di dichiarazione di nullità? Specificatamente, una figura che li aiuti a capire se stanno facendo la scelta giusta e che li supporti nell’iter di richiesta di dichiarazione di nullità matrimoniale?
Esistono sul territorio alcune figure di consulenza. Fino allo scorso anno veniva in curia a Lecce un avvocato del Tribunale Ecclesiastico per ascoltare coloro che erano intenzionati ad iniziare una causa di nullità e svolgere un’attività di consulenza. Purtroppo dall’inizio di quest’anno per questioni di spending review, la consulenza presso le curie delle diocesi pugliesi non si fa più con queste modalità ma è affidata al vicario giudiziale delle singole diocesi. È comunque possibile recarsi presso la sede del Tribunale Ecclesiastico a Bari per un colloquio con un avvocato del Tribunale.
Quanto costa iniziare una causa presso il Tribunale Ecclesiastico Pugliese?
Ne approfitto per sfatare la leggenda metropolitana dei costi altissimi di una causa di nullità. In realtà le cause presso il Tribunale Ecclesiastico costano all’incirca quanto le cause di separazione presso i tribunali civili. All’inizio della causa, il Tribunale consegna all’attore, cioè colui che propone la causa, un prospetto informativo con i costi della stessa e, al termine, gli invia la distinta con l’indicazione precisa di quanto deve dare al suo avvocato, il quale non può pretendere nulla di più! Inoltre, per venire incontro a chi non potrebbe permettersi di essere assistito da un legale di fiducia, l’attore può chiedere di essere patrocinato da un avvocato del Tribunale; in tal caso l’assistenza legale non sarà a carico dell’attore ma del Tribunale tramite l’8xMille. Devo evidenziare e sottolineare che gran parte delle spese del funzionamento dei Tribunali Ecclesiastici non ricadono sui fedeli che iniziano una causa ma sono sostenute dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite le entrate dell’8xmille. Se non ci fosse il sostegno dell’8xMille, effettivamente il costo delle cause sarebbe a carico solo dei fedeli.


















