Pubblicato in: Gio, Mar 19th, 2015

Matrimoni Nulli… Notevole aumento di Cause in Puglia

A colloquio con don Antonio Sozzo Giudice del Tribunale Diocesano di Lecce e del Tribunale Ecclesiastico Regionale.  

tribunale-ecclesiastico

“Vorrei sfatare la leggenda dei costi altissimi di una causa di nullità. L’8xMille aiuta molto la giustizia ecclesiastica”.  

“LA PRIMA CAUSA DI NULLITÀ È LIMMATURITÀ”

In occasione dell’i­naugurazione dell’anno giu­diziario 2015, il Tribunale Eccle­siastico della Re­gione Puglia ha rivelato che per quanto riguarda le richieste di nullità di matrimonio le coppie pugliesi sarebbero più propen­se rispetto a quelle delle altre regioni italiane, a rivolgersi al Tribunale Ecclesiastico. “È un fatto apprezzabile”, ha afferma­to il Vicario Giudiziale don Pa­squale Larocca, “la fiducia dei fedeli nel Tribunale Ecclesia­stico Regionale… Dovremmo interrogarci sul motivo per cui solo una piccola percentuale di coniugi si rimette al giudizio della Chiesa, pur avendo cele­brato un matrimonio religioso. Anche se, va sottolineato, non tutti i matrimoni falliti sono di per sé nulli”.

Don Antonio SOZZO

Potrebbe di fatto esserci oggi, rispetto al passato, una maggiore consapevolezza delle coppie, nell’esprimere il libero consenso, e contraria­mente a quello che si pensa, un apprezzamento più profondo della sacralità del matrimonio. Paradossalmente, la famiglia ri­mane l’àncora di vita alla qua­le aggrapparsi e a cui credere, forse più di ieri, in nome dell’a­more. Siamo andati a colloquio con don Antonio Sozzo, Giu­dice del Tribunale Diocesano e Giudice del Tribunale Eccle­siastico Regionale, con cui sco­priamo che nel nostro territorio esistono alcuni luoghi comuni da sfatare sulla dichiarazione di nullità di matrimonio. Riper­corriamo, inoltre, i cambiamen­ti delle cause che inducono i coniugi salentini a fare richiesta di nullità, da cui scaturiscono riflessioni sul significato che le coppie nostrane danno oggi al matrimonio.

Don Antonio, che differen­za corre tra annullamento e nullità di matrimonio?

Bisogna fare chiarezza sui termini. La parola “annulla­mento” è assolutamente sba­gliata e provoca solo confusio­ne. Annullamento nella lingua italiana significa che una cosa prima è valida e poi viene an­nullata e non vale più. È ciò che accade con il divorzio: il matrimonio è valido e produ­ce diritti e doveri per i coniugi fino a quando un giudice non dichiara che tale matrimonio cessa i suoi effetti. In realtà, invece, il termine giusto, quello che è usato dal codice di diritto canonico, è “dichiarazione di nullità” con cu si indica che il matrimonio è nullo (non è mai stato valido).

In che modo il Tribunale Ec­clesiastico arriva ad emet­tere una dichiarazione di nullità?

Il Tribunale si deve accerta re della reale volontà degli spo­si e verificare che siano giunti alle nozze liberamente e consa­pevoli del significato di ciò che hanno fatto. Il matrimonio si fonda sulla libera decisione de­gli sposi di donarsi l’un l’altra e per sempre per costituire una comunione di vita aperta alla prole. Se il consenso è assente, il matrimonio non nasce e quin­di può essere, eventualmente, dichiarato nullo.

Nella nostra Provincia, oggi, quali sono le cause più fre­quenti per cui i coniugi ri­chiedono la dichiarazione di nullità matrimoniale?Di queste cause, quali sono quelle che vengono accolte più spesso dal tribunale ec­clesiastico?

Il cambiamento dei moti­vi di richiesta di nullità segue l’evolversi della società. Fino a una decina di anni fa un mo­tivo che spesso ricorreva nella richiesta di dichiarazione di nullità matrimoniale era il ti­more e la costrizione, che si re­alizzavano quando i futuri sposi venivano costretti dalle famiglie al matrimonio, (magari perché la ragazza era incinta). Oggi questa fattispecie giuridica è in rapido declino. Sono invece in forte aumento le richieste di nullità per immaturità e/o in­capacità psichica. Esse si rea­lizzano quando uno degli sposi o entrambi non sono in grado di comprendere e assumere gli obblighi del matrimonio. Mi spiego meglio. Per celebrare le nozze e vivere la vita matrimo­niale è necessaria un’adeguata maturità, proporzionata all’im­portanza e al valore dell’atto che gli sposi stanno compiendo. Se tale maturità manca o per disturbi di natura psichica o per particolari circostanze che limitano la loro libertà interna di scelta, la persona potrebbe non essere in grado di com­prendere il contenuto dei diritti e dei doveri coniugali o non es­sere capace di autodeterminar­si verso il matrimonio.

separazione

Se una coppia ha dei figli, si può richiedere la dichia­razione di nullità del matri­monio?

Gli obblighi che un genitore ha verso i suoi figli rimangono in­variati nella loro importanza, anche se si chiede e si ottiene una dichiarazione di nullità.

Prima di procedere con la ri­chiesta di nullità, esiste nel nostro territorio una figura di consulenza e di supporto prevista dal Tribunale Ec­clesiastico per i coniugi che fanno domanda di dichiara­zione di nullità? Specificata­mente, una figura che li aiuti a capire se stanno facendo la scelta giusta e che li sup­porti nell’iter di richiesta di dichiarazione di nullità ma­trimoniale?

Esistono sul territorio al­cune figure di consulenza. Fino allo scorso anno veniva in curia a Lecce un avvocato del Tribu­nale Ecclesiastico per ascoltare coloro che erano intenzionati ad iniziare una causa di nullità e svolgere un’attività di con­sulenza. Purtroppo dall’inizio di quest’anno per questioni di spending review, la consulen­za presso le curie delle diocesi pugliesi non si fa più con que­ste modalità ma è affidata al vicario giudiziale delle singole diocesi. È comunque possibile recarsi presso la sede del Tribu­nale Ecclesiastico a Bari per un colloquio con un avvocato del Tribunale.

Quanto costa iniziare una causa presso il Tribunale Ec­clesiastico Pugliese?

Ne approfitto per sfatare la leggenda metropolitana dei co­sti altissimi di una causa di nul­lità. In realtà le cause presso il Tribunale Ecclesiastico costano all’incirca quanto le cause di separazione presso i tribunali civili. All’inizio della causa, il Tribunale consegna all’attore, cioè colui che propone la causa, un prospetto informativo con i costi della stessa e, al termine, gli invia la distinta con l’indi­cazione precisa di quanto deve dare al suo avvocato, il quale non può pretendere nulla di più! Inoltre, per venire incontro a chi non potrebbe permettersi di essere assistito da un legale di fiducia, l’attore può chiedere di essere patrocinato da un avvo­cato del Tribunale; in tal caso l’assistenza legale non sarà a carico dell’attore ma del Tri­bunale tramite l’8xMille. Devo evidenziare e sottolineare che gran parte delle spese del fun­zionamento dei Tribunali Ec­clesiastici non ricadono sui fe­deli che iniziano una causa ma sono sostenute dalla Conferen­za Episcopale Italiana tramite le entrate dell’8xmille. Se non ci fosse il sostegno dell’8xMil­le, effettivamente il costo delle cause sarebbe a carico solo dei fedeli.

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