Pubblicato in: Sab, Gen 24th, 2015

Melendugno/La città dei sei centenari

L’aspettativa di vita è in con­tinuo aumento così come la popolazione che ha oltrepas­sato la soglia dei 90 anni. L’anno 2014, per il Comune di Melendugno, è stato un anno di festeg­giamenti per tre melendugnesi che hanno spento ben 100 candeline, portando a sei il numero dei suoi centenari. Un dato rilevante per una comunità di 7300 abi­tanti. Melendugno ha avuto, in dieci anni, un incremento della popolazione degli ultrasessantacinquenni. I dati Istat, infatti, affermano che nel 2004 vi erano 1577 abitanti appartenenti a tale classe di età e che è andata man mano aumentando di ben 447 punti. Al 1 gennaio 2014, infatti, tale classe d’età conta 2024 abitanti. Questo è un primo dato rilevante, che – se messo a confronto con la popolazione giovani­le – ci fa notare come la popolazione stia “invecchiando”. Difatti, se da un lato vi è scaturito un aumento della popolazione anziana, dall’altro è diminuita la popola­zione giovane. La classe d’età 0-14 anni, ad esempio, ha avuto un declino da non sottovalutare: 1405 abitanti giovani nel 2004, 1294 al 1 gennaio 2014. L’indice di vecchiaia, ossia il grado di invecchia­mento della popolazione, che si calcola rapportando in percentuale il numero degli ultrasessantacinquenni con il numero dei giovani fino ai 14 anni, ci dice che nel 2014 per il comune di Melendugno ci sono 156,4 anziani ogni 100 giovani (nel 2004 – dieci anni fa – tale percentuale ammon­tava a 112,2%).

C  C1

La speranza di vita per la classe d’età 100-104 anni, nella provincia di Lecce, nel 2013, era del 1,991% per i maschi e del 2,497% per le femmine. Un dato che è aumentato lievemente rispetto gli altri anni e rispetto la media regionale e nazionale. Se si volesse ipotizzare sulle cause di tale prolungamento della vita, occorre guardare innanzitutto ai migliora­menti economici, sociali e ai progressi della medicina. Melendugno, in particolare, non ha un’economia industriale, ma è basata prevalentemente sull’artigianato e l’agri­coltura. L’assenza di industrie ha fatto sì che il clima sia sempre meno inquinato. Si punta sull’importanza del paesaggio e sul turismo, al fine di non deteriorare l’ambien­te, al contrario di quanto hanno fatto altri comuni della provincia di Lecce e non solo, che hanno puntato sul polo industriale e che hanno un alto tasso di mortalità. Concludendo, la cosiddetta “terza età” sta assumendo un’importanza notevole non solo dal punto di vista numerico-demografi­co, ma anche in termini di benessere, costi­tuendo un’importante risorsa per la società. Si tratta di un periodo di vita da valorizzare, ponendo importanza sull’esperienza, sulla disponibilità e sulla storia dell’anziano.

[fonte: http://dati.istat.it/] 

ECCO I NOMI DEI CENTENARI: Raffaele Personè, Teta Santoro, Salva­tora Mazzeo, Elvira Santoro, Immacola­ta Petrachi, Natalina Micelli. 

Teresa Piliego

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