Memorie/Wojtyla e il segreto passaggio da Lecce
Il Patriarca Roncalli ospite del Congresso Eucaristico.
Papa Roncalli e Papa Wojtyla sono stati ospiti d’onore del Salento. Il primo una volta sola e nemmeno da Papa; bensì da Patriarca di Venezia, durante il XV Congresso Eucaristico Nazionale tenutosi a Lecce dal 30 aprile al 6 maggio 1956. Ma c’è chi riferisce di una sua precedente visita tra il 1921 e il 1925 quando ricopriva la carica di Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie Italiane. Personalmente l’avevo conosciuto già in un altro Congresso Nazionale, quello di Torino del 1953: a piazza Vittorio; le forze dell’ordine bloccarono erroneamente le macchine di tutti i cardinali, eccetto quella del legato pontificio. Durante l’attesa, attorno alla fontana centrale ci incontrammo col futuro Pontefice a parlare di Lecce per molti minuti. Poi ancora, mezzo secolo fa, fui ricevuto in udienza privata il 24 gennaio 1962, con mamma e mio fratello don Raffaele, (nella foto) pochi giorni prima che annunziasse la data di apertura del Vaticano II, nell’aula della Benedizione in Vaticano. Quando dimorò a Lecce nel cuore dell’antica città, fu ospitato a Palazzo Marangio (ora Tomacelli); anche se solo per poche ore. Al mattino il Patriarca si recò in Santa Croce e poi in Cattedrale e nella cripta restaurata per l’occasione.
Don Raffaele, la sua mamma, Don Oronzo (si scorge) e Giovanni XXIII
Aveva però già parlato al Politeama Greco in via XXV Luglio a tutti i sacerdoti ivi convenuti. A pomeriggio si riposò nella casa ospitale del rione Scalze ma non per la successiva notte, perché a modo suo un riposo pomeridiano valeva quanto un riposo notturno. Ma la vera causa fu perché urgeva il suo ritorno serale nella città lagunare. Papa Giovanni Paolo II fu a Lecce due volte. La prima, il 5 ottobre del 1980 in occasione del suo viaggio idruntino, in modo segreto. La seconda in forma ufficiale. Alla prima, come rivelato pubblicamente, pochi anni or sono, dall’arcivescovo Ruppi. Le cose andarono così: la pista dell’Aeroporto Militare di Lecce-Galatina fu scelta per l’incontro ufficiale con la diocesi di Otranto. A un certo momento quella pista divenne inservibile per l’entusiasmo della folla che superò ogni sbarramento utile per far ripartire il Papa. Fu così che si rese necessario scegliere un altro aeroporto per raggiungere Roma. Il corteo papale di auto inforcò riservatamente la “provinciale” Galatina-Lecce. E, dopo aver percorso una decina di chilometri, piegò a Lecce attraversando viale Gallipoli e viale Taranto per poi imboccare la superstrada Brindisi-Lecce.
Il vero amichevole incontro con noi leccesi avvenne comunque 14 anni dopo: 17-18 settembre 1994. Anche stavolta vi fu qualcosa di riaccomodato. Contrariamente alle prime disposizioni protocollari, i giorni di visita divennero due e non uno. Tutti ricordano le fasi degli accadimenti. Qualche mese prima una banale caduta nel Palazzo Pontificio procurò al Santo Padre la frattura di un femore. La Casa Pontificia si premurò d’informare ufficialmente l’allora Arcivescovo Ruppi. Questi, non se la diede per vinta. E dopo aver assicurato ai responsabili Vaticani che il futuro Santo non avrebbe fatto alcuno sforzo nel cammino si premurò di allestire un improvvisato ascensore e di ridurre quanto doveva accadere in due giornate. Felicemente il programma si svolse senza intoppi. Bellissimo, soprattutto, l’incontro con la città in piazza Sant’Oronzo ed anche il discorso di piazza Duomo. Indimenticabile la Celebrazione Eucaristica allo Stadio di via del Mare e l’inaugurazione del nuovo e grandioso Seminario Arcivescovile. E, nonostante l’impacciato uso del “baculum senectutis”, nel capoluogo salentino Giovanni Paolo si sentì alquanto rinvigorito, come egli stesso poi confidò.
Oronzo De Simone


















