Pubblicato in: Gio, Mag 24th, 2012

Mese di Maggio/Il culto leccese dell’Addolorata

Devozioni popolari/Dedicate a Lei due cappelle urbane che non esistono più. Una intitolata alla Vergine dello Spasimo nei pressi della chiesa del Gesù e l’altra vicino alla chiesa di San Matteo.

“La Madre associata alla Passione del Figlio e vicino a Lui innalzato alla Croce”.

Tra i titoli con cui a Lecce, come in Lizzanello, viene reso particolare culto a Maria vi è quello che contempla “la Madre associata alla passione del Figlio e vicina a lui innalzato sulla croce”.
Nella storia della pietà mariana leccese, infatti, particolare distinzione meritò il culto riservato alla Vergine dei sette dolori, ovvero dello spasimo o, più modernamente, Addolorata, proclamata nel 1852 compatrona della città, essendo il sindaco di Lecce, di nome Antonio Macchia, Priore della Confraternita dell’Addolorata.
A lei erano dedicate due cappelle urbane, non più esistenti:l’una sotto il titolo di Vergine dello Spasimo nei pressi della Chiesa del Gesù e l’altra sotto il titolo di Vergine Addolorata, eretta nel 1709 dal giureconsulto Nicolò Arigliani vicino alla Chiesa di S. Maria della Luce.
Vanno pure menzionati tre altari: il primo,già di patronato Stomeo, presso la Chiesa del Carmine; il secondo, un tempo dedicato allo Spirito Santo, di patronato Giaconia, edificato su disegni dello Zimbalo nella Chiesa di S. Maria degli Angeli; ed il terzo presso la Chiesa di S. Angelo, nel 1952 eretta dal Vescovo Francesco Minerva a santuario diocesano.
Presso quest’ultimo altare, che a pieno titolo può essere annoverato tra i monumenti più rappresentativi del barocco leccese, è infatti collocata la notissima statua modellata in cartapesta da Antonio Maccagnani (1831) che il giovedì precedente la Domenica delle Palme vienesolennemente portata in processione per le vie del centro storico, suscitando un accorato sentimento di compassione.

Michele Giannone

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