Pubblicato in: Sab, Apr 19th, 2014

Messa Crismale/Consacrati… Mandati…

L’Omelia dell’Arcivescovo Mons. Domenico D’Ambrosio durante la Messa Crismale. 

“Interceda per tutti noi, fratelli e sorelle, la Vergine Santa, la nostra Madre Maria e ci aiuti a ridire il no­stro si nell’urgenza dell’ora presente in cui più impe­riosa che mai deve risuonare la buona notizia di Gesù. Alla vigilia della loro canonizzazione siamo certi, e la vogliamo chiedere, della protezione e invocazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Ci sostengano e ci facciano sentire e gustare la passio­ne della buona e gioiosa notizia, il vangelo da portare ai poveri e a quanti attendono l’ora della salvezza”.

FRATELLI MIEI, SIETE INSOSTITUIBILI

In questo giorno santo e benedetto accolgo tutti voi, fratelli e sorelle, in questa nostra Chiesa Cattedrale, convocati e radunati per condividere la pienezza di grazia unica di questa Eucaristia nella quale il vescovo con tutti i presbiteri vive e celebra la ricchezza incredibile e inesti­mabile del dono che ci fa partecipi dell’unico sacerdozio di Cristo Signore. Questa celebrazione è la manifestazione sacramentale più alta della comunione dei presbiteri con il loro Vesco­vo. In questa celebrazione saranno benedetti i santi Oli e consacrato il crisma per la vita cristiana.

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Voi, cari presbiteri, rinnoverete nelle mani di colui che il Signore ha voluto come pastore e guida di questa santa Chiesa, messaggero, testimone ed ‘economo della grazia divina’. Ogni giorno rendo grazie al Signore per la ricchezza insostituibile della vostra presenza e del vostro diuturno e quotidiano impegno al servizio del Regno e nella dedizione generosa e gratuita ai vostri fratelli.

CIRENEI PER AMORE

Oggi ancor più prego e imploro per voi e sono certo di poter contare sulla vostra preghiera e su quella dei fratelli qui convenuti perché non mi sottragga al compito imma­ne che mi è stato affidato, convinto e consapevole dei miei limiti e delle mie mancanze, ma ancor più deciso nel portare con voi, con serenità e gioia, il quotidiano peso che ci vede e ci vuole ad immagine di Cristo, il pastore e guardiano delle nostre anime.

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Credo che in questa nostra Chiesa sono molti i ‘cirenei per amore’ che aiutano me e voi presbiteri a portare la Croce del servizio alla Chiesa nell’obbedienza che non chiede ma che ama e dona.

LA FRAGRANZA DELL’OLIO

In questa celebrazione domina la soave fragranza dell’o­lio, nutrimento e sollievo del nostro corpo:

– per gli ammalati nel corpo e nello spirito perché dall’un­zione ottengano conforto e siano liberati da ogni malattia, angoscia e dolore”;

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– per i catecumeni “perché compren­dano più profondamente il Vangelo di Cristo e assumano con generosità gli impegni della vita cristiana”;

– perché “ l’olio sia crisma di salvezza per tutti i rinati dall’acqua e dallo Spirito e li renda partecipi della vita eterna e commensali al banchetto della gloria “ (cf. liturgia della benedizione degli oli).

LA VOCAZIONE DEGLI ‘UNTI’

Ora leggendo e meditando la parola del profeta Isaia e la proclamazione che di essa Gesù fa nella sinagoga di Nazaret, soprattutto noi presbiteri, veniamo invitati a ri­leggere la nostra vocazione di ‘unti del Signore’ nelle sue originali e profetiche caratteristiche: Consacrati dal Signore: “Lo Spirito del Signore Dio è su di me… mi ha consacrato con l’unzione (Is 61,1,).

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Fratelli miei, non ci siamo autocandidati al ministero. Dio ci ha chiamati. Pur nella contraddizione fragile che ci appartiene, c’è stata e ci deve essere la nostra continua, obbedien­te risposta. Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, come premessa necessaria per un annuncio di verità e di grazia, ci ricorda che “chiunque voglia predicare, prima dev’essere disposto a lasciarsi commuovere dalla Parola e a farla diventare carne nella sua esistenza concreta… e … accettare di essere ferito per primo da quella parola che ferirà gli altri” (EG 149).

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