Pubblicato in: Sab, Apr 19th, 2014

Messa Crismale/Consacrati… Mandati…

BELLEZZA E GRAVITÀ DELLA MISSIONE

Fortificati, rinvigoriti e sostenuti dallo Spirito che ci ha con­sacrati dobbiamo avvertire la bellezza e, nel contempo, la gravità della missione che ci è stata affidata invocando, contemplando, ascoltando quanto il Signore ci consegna della sua Parola da donare, consapevoli e convinti che abbiamo “la bellissima e difficile missione di unire i cuori che si amano. Quello del Signore e quello del suo popo­lo” (EG 143). Quando la Parola è proclamata alla santa assemblea convocata, noi che di questa parola siamo stati costituiti annunciatori, non dobbiamo dimenticare che durante il tempo dell’annunzio “i cuori dei credenti fanno silenzio e lasciano che parli Lui. Il Signore e il suo popolo si parlano in mille modi direttamente, senza intermediari” (LG 143).

Aprile 2013 (2)

La Parola che portiamo ai fratelli:

– deve annunziare sempre ‘l’amore salvifico di Dio’;

– non deve imporre la verità;

– è fonte di gioia e invito a un impegno deciso e forte che non si lascia intristire dalla fatica e dalle pene di ogni giorno;

– chiamati inoltre “a fasciare le piaghe dei cuori spezzati” (Is 61,1), Papa Francesco ci mette in guardia                  dall’accon­discendere “ai fatalismi e alle pusillanimità”.

LA PAROLA, FONTE DI OGNI GIOIA

Non possiamo non aiutare i molti che chiedono a noi il balsamo della consolazione, “a volersi curare, a rialzarsi, ad abbracciare la croce”, a non cedere alla tentazione che fa morire o impone il silenzio alla speranza, che si condannano o, forse molto più spesso, sono condannati a tirare i remi in barca. Gesù ci manda a proclamare la libertà ai prigionieri. Troppe, insidiose, malefiche, masche­rate, camuffate le trappole che insidiano la nostra libertà.

Aprile 2013 (1)

Schiavizzati dal denaro, da una cultura spersonalizzante che ci cattura con le sue conquiste di libertà che non az­zerano i valori etici fondanti che normano la nostra stessa identità, che tenta di sminuire in un’assurda e innaturale identità di genere l’irrinunciabile ruolo del padre e della madre, la Parola di Dio è libertà, è affrancamento anche da queste nuove schiavitù spesso sbandierate e reclamiz­zate come conquiste di libertà.

PROCLAMARE LA LIBERTÀ AI PRIGIONIERI

Solo la parola di Dio è in grado di sottrarci alla vera schiavitù, quella del peccato, della incapacità a fare della nostra vita e delle nostre scelte, una lineare e coerente fedeltà al progetto che la sequela di Cristo domanda a tutti noi. Guardandoci attorno, soprattutto in questo difficile momento storico , scopriamo i prigionieri e gli schiavi dei nostri egoismi, delle nostre insensibilità, delle nostre assenze, se non dei nostri rifiuti a farci carico delle attese dei poveri, degli odierni cercatori di pane materiale sempre più in aumento.

Aprile 2013 (4)

A loro deve giungere la parola del profeta che Gesù fa sua nella sinagoga di Nazaret: “lo Spirito del Signore mi ha mandato a proclamare ai pri­gionieri la gioia” (Lc 4,18). Una parola che deve liberarli dalla schiavitù della miseria perché i discepoli di Cristo sanno che a loro, attraverso una carità solidale, è deman­dato la lotta per allentare le spire soffocanti e affamanti di quella ingiusta forma di schiavitù che è la fame.

LA FEDELTÀ, GARANZIA DELL’ANNUNZIO

L’oracolo di Isaia si compie in Gesù che non solo spiega ma attualizza in sé la parola di Dio. Per i poveri, i prigionieri, i ciechi, gli oppressi, è Lui la parola vera ed efficace della salvezza. Lui la attualizza, la compie. Non è una semplice profezia per il futuro. è l’oggi di Dio nella nostra storia. Dunque la parola risuonata in questa santa assemblea oggi si compie ancora una volta per tutti noi. E il dono dello Spirito consacrandoci ci invia ad annunziare la gioia dell’anno di grazia del Signore.

Nuova (1)

Cari fratelli presbiteri, ancora una volta il dono dello Spirito ci costituisce e con­sacra per la missione e l’annunzio. è la nostra priorità assoluta. In questo annunzio dobbiamo vivere e mostrare la passione, l’amore forte e intenso per Cristo, per la sua parola, per la comunità che il Signore ci affida. Deve essere chiaro a tutti noi che la credibilità dell’an­nunzio scaturisce dalla fedeltà personale, dalla testimo­nianza, dall’operosità e dal quotidiano, intenso, gratuito servizio al Vangelo del Regno.

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti