Pubblicato in: Gio, Feb 20th, 2014

Michele Palumbo da Calimera…

Griko nell’animo, spettatore estasiato della natura.

Palumbo M.

Palumbo M., Fresie, Olio compensato, Bari-Pinacoteca Prov.

Michele Palumbo nacque a Calimera il 4 giugno 1874 da Abele e da Rosa Pellè. Iniziò i suoi studi nel suo paese natale e fin da ragazzo manifestò una grande passione per la pittura. Ebbe come primo maestro Paolo Emilio Stasi (1840-1922) a Maglie, grazie al quale apprese le basi tecniche della pittura. Dal 1894 al 1898 si trasferì a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti e la scuola privata del celebre pittore macchiaiolo toscano Giovanni Fattori (1825-1908). Palumbo rientrò a Lecce nei primissimi anni del Novecento, dove intraprese una vasta attività pittorica che conseguì un lusinghiero successo; non a caso egli fu tra gli artisti più apprezzati e richiesti dai collezionisti salentini. Nel 1932, secondo Grazia Colaianni, proprio in virtù del prestigio acquisito, fu chiamato dalla municipalità di Lecce a far parte del Consiglio d’Istituto della Règia Scuola Artistica Industriale.

Palumbo

Palumbo M., Marina

Michele sposò Giulia Lucrezi, letterata molto stimata e apprezzata nell’ambiente leccese, figlia del noto cartapestaio Achille de Lucrezi (1827-1913) e sorella di Cesare Augusto (1880-1965); dal matrimonio nacque Mario, anch’egli pittore, Franco e Guido, quest’ultimo morto prematuramente nel 1910. Palumbo partecipò a numerose mostre regionali e interregionali: Palermo, Catania, Ancona, Belluno e Cortina d’Ampezzo. Egli fu invitato a esporre le sue opere in alcune collettive che si tennero in Puglia nella prima metà del Novecento: I Mostra d’Arte Pugliese di Bari del 1917; Mostra degli Artisti Pugliesi di Taranto del 1921; II Biennale di Gallipoli del 1923; I Biennale di Lecce del 1924; II Biennale di Lecce del 1926 e III Mostra d’Arte Moderna di Gallipoli del 1925. Grande successo di pubblico si registrò, poi, in occasione delle mostre personali che tenne nell’Accademia Meridionale di Belle Arti, Lettere e Archeologia, Sala dell’Associazione della Stampa, di Lecce (1925) e nel Circolo Artistico di Bari (1930).

Palumbo M., I fiori gialli

Palumbo M., I fiori gialli

I dipinti di Michele Palumbo di solito erano ispirati alla natura, cogliendone aspetti bucolici, ma non trascurò di rappresentare la figura. Il pittore salentino restò sempre nell’animo un griko e non dimenticò mai le sue origini, le sue tradizioni e la sua Calimera. Il rapporto viscerale con il suo paese natìo, infatti, lo portò a recuperare i manoscritti e gli studi fatti dallo zio Vito Domenico Palumbo. Egli, infatti, nel tentativo di salvaguardare quanto era stato scritto dallo zio, acquistò da una sua cugina, erede dell’umile dimora e degli averi del compianto ellenista.

Palumbo M., Marina con scogliera

Palumbo M., Marina con scogliera

La documentazione, infine, fu messa a disposizione del professor Giuseppe Gabrieli, eminente studioso e bibliotecario dell’Accademia dei Lincei di Roma, cultore delle tradizioni greco-salentine, che pubblicò una breve memoria di Vito Domenico Palumbo, con una nota bibliografica della sua produzione in gran parte inedita. Michele, secondo quanto pubblicato da Mario De Marco, aderì anche alla Massoneria; egli, infatti, fu iniziato presso la Loggia “Mario Pagano” il 28/12/1909, fu promosso Compagno il 03/05/1910 ed ebbe, infine, il grado di Maestro il 29/11/1910.

Palumbo M., Gallina

Palumbo M., Gallina, 1908, olio su tavoletta

Mario De Marco riferisce anche che, tra la documentazione d’archivio che lo riguarda, si conserva la minuta di un telegramma spedito il 10/03/1910, che riguarda le condoglianze espresse dalla Loggia “Mario Pagano” in occasione della prematura morte del suo “povero bambino” Guido. Michele Palumbo, proprio in ricordo del figlio Guido, offrì il terreno e il denaro per la costruzione di una chiesa, dedicata a San Guido, che oggi sorge nell’omonimo rione di Lecce.

Palumbo M., Ritratto

Palumbo M., Ritratto di giovane donna napoletana

Palumbo morì a Lecce il 12 Gennaio 1949, le sue spoglie mortali riposano nel cimitero del capoluogo salentino. Nel 1954 fu allestita una collettiva di artisti con tre retrospettive di pittori da poco scomparsi: Michele Massari (1902-1954), Michele Palumbo e Geremia Re (1894-1950) e un centinaio di opere di pittura e di scultura di artisti viventi. La mostra fu ospitata nel Castello Svevo ed ebbe notevole successo di pubblico e di critica. Nell’ambito della III^ Rassegna di Arti Figurative svoltasi a Castromediano (Le) nel maggio del 1986, fu allestita una mostra retrospettiva di opere di Michele e Mario Palumbo. Alcune opere di Michele Palumbo sono state esposte nella Mostra “Pittori pugliesi 1900-1950”, organizzata dalla Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci” di Foggia e curata da Mario Melchiorre, che si è tenuta nella galleria della fondazione dal 16 marzo al 6 aprile 2013.

                                                                                                  Giuseppe Mancarella

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