Microcredito, una speranza concreta
Per condizioni di vita più umane. Matilde Bini, coordinatrice dell’ambito di economia dell’Università europea di Roma, ha ricordato che “quello di sviluppo è un concetto recente, formatosi nel corso del Novecento. Nei classici troviamo la parola crescita. Oggi sappiamo che la crescita è una componente dello sviluppo che non si esaurisce nella crescita economica. La crescita è fenomeno essenzialmente quantitativo, mentre lo sviluppo è fenomeno qualitativo. Nel 1967 l’enciclica ‘Populorum Progressio’ di Paolo VI segna una summa, per molti versi insuperata, del processo di arricchimento del concetto di sviluppo”. “Nel corso degli anni Settanta – ha ricordato Bini – l’elaborazione in seno alle Nazioni Unite dell’Indice di sviluppo umano ha consentito di aprire nuovi orizzonti, più umani, al concetto di sviluppo, portando la giusta attenzione a tre aspetti: il reddito pro capite, l’aspettativa di vita e il livello di istruzione della popolazione”. Negli ultimi anni “nuovi indici, più complessi e ricchi, sono stati elaborati, fino a comprendere decine di variabili di natura ambientale, economica, politica, sociale, con un ampio utilizzo anche dell’Indice di Gini per la misura delle disuguaglianze. Sono tutti aspetti di cui già alla metà degli anni Sessanta Paolo VI aveva intravisto l’evoluzione, sollecitando il passaggio da condizioni meno umane a condizioni più umane di vita”.
Al servizio della persona. Il microcredito, ha spiegato la docente, consiste in “piccoli prestiti, quelli che le banche non trattano, erogati a fronte dell’assenza di un deposito o di garanzie reali. Sono i prestiti per gli ultimi della Terra. I prenditori del prestito si impegnano a onorare il debito collettivamente: sono cioè responsabili l’uno con l’altro, prima ancora che con l’istituto che eroga il microcredito”. Dal successo del progetto imprenditoriale e dalla restituzione di tutti i prenditori “dipende la possibilità di accedere a un nuovo piccolo prestito. Il sistema è quindi basato essenzialmente sulla fiducia, sulla libertà, sulla responsabilità di ciascuno. Al centro, vi è la persona, che come tale e non come individuo, è costitutivamente in relazione con gli altri. Si tratta di una nuova prospettiva per un’economia al servizio della persona”.
Per vincere la povertà. Fulvio Milano, docente di finanza aziendale presso l’ambito di economia dell’Università europea di Roma, ha spiegato che il microcredito interviene “con organismi di credito specializzati, situati nei Paesi poveri e promossi dai Paesi sviluppati, che rendono ‘bancabili’ le situazioni personali non bancabili con i criteri tradizionali. I microprestiti vanno da 20 dollari a qualche centinaio di dollari, concessi per tempi brevi, senza garanzie reali, con una forte vicinanza al cliente. I rischi dei prestiti vengono coperti con criteri ‘metodologici’, quali prestiti a gruppi di microimprenditori con responsabilità solidale, tecniche avanzate di analisi della capacità e volontà di pagare da parte dei clienti, tecniche sofisticate di valutazione del rischio adattate alle esigenze dei microimprenditori dei Paesi poveri”. “I risultati concreti di questa attività bancaria – ha ricordato Milano – sono assai soddisfacenti, poiché il tasso di rimborso è altissimo, ben il 97%”. Daniele Ciravegna, ordinario di economia politica all’Università di Torino, ha sottolineato l’importanza dell’attenzione alla persona “come caratteristica positiva e virtuosa del microcredito, basata su valori fondamentali come la cultura dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento”. Pietro Masci, già direttore dell’Ufficio Mediterraneo e Balcani della Bei e già vice-direttore dell’Ufficio infrastrutture e finanza del Banco interamericano di sviluppo, ha spiegato che “il microcredito emerge come risposta alla domanda di credito dei micro-imprenditori, stimati in oltre 90 milioni in tutto il mondo con un potenziale di oltre 2 miliardi, che dimostrano iniziativa, disciplina e capacità di pagamento. La microfinanza include, oltre al credito, altri servizi finanziari come depositi, risparmi e assicurazioni. In questo senso il ruolo della microfinanza è cruciale per rompere il cerchio vizioso della povertà”.















