Minori, deviazioni e dipendenze… Alcool e droga a portata di mano
Indagine CeIS/Nemmeno la Scuola riesce totalmente ad adempiere al suo compito di educazione e vigilanza.
L’Analisi Sociologica dei dati emersi/Il disagio alla base del rischio.
Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma il progetto Pari & Impàri che sta per partire con la seconda edizione. Il progetto formulato dal CeIS, Centro Italiano di Solidarietà “Don Mario Picchi” , in collaborazione con l’assessorato comunale alle Politiche Sociali ha come obiettivo quello di prevenire la devianza minorile e ridurre il disagio giovanile, rafforzando le reti di protezione sociale con attività informative ed educative nelle scuole e nei quartieri a rischio. Prima di avviare la messa in atto del progetto, il CeIS ha esposto i risultati di una ricerca condotta in un anno di lavoro durante la stesura del progetto stesso, che hanno rivelato l’urgenza dei provvedimenti preventivi e cautelativi da prendere nei confronti dei ragazzi. Ad un campione di 3000 studenti dai 12 ai 18 anni è stato somministrato un questionario in cui si chiedeva loro di rispondere in forma anonima sull’abitudine a certi comportamenti cosiddetti “devianti” come l’utilizzo di droghe, alcool, sigarette ecc.. Dai risultati è emerso un quadro piuttosto preoccupante, poiché risulterebbe una larga percentuale di minori a rischio dipendenze. Vediamo nel dettaglio cosa affiora dal dossier. Da una prima lettura sociologica dei dati scaturisce un’analisi già alquanto allarmante poiché la percentuale dei ragazzi con comportamenti devianti è nettamente più alta rispetto a quella dei casi con comportamenti normali.
Il dato più preoccupante è quello che indica che la quasi totalità del campione preso in esame (95%) ha dichiarato di avere rapporti sessuali non protetti, una casistica che dimostra come oggi l’informazione e l’educazione sessuale sia ancora poco diffusa, se non addirittura un tabù. Un altro dato su cui riflettere è che il 27% ha dichiarato di procurarsi le sostanze a scuola. Questo dato non è allarmante tanto per il valore percentuale, quanto per la considerazione che la scuola, luogo di socializzazione secondaria, non riesce totalmente ad adempiere al suo compito di educazione e vigilanza. Inoltre, il fatto che il 73% degli studenti si procuri alcool e droga nell’ambiente in cui vive (fuori da quello scolastico) fa capire come questi ragazzi si trovino in un contesto socio-culturale deviante (marginalità degli spazi urbani; povertà economica e sociale; mancanza di riferimenti forti, ecc..) che sicuramente costituisce una causa molto incidente dei loro comportamenti. C’è da fare un’altra considerazione: le variabili tendono ad essere abbastanza omogenee tra di loro (con valori percentuali alti) ad eccezione di quella che misura la percentuale di coloro che giocano ai videopoker o slot-machine (18%). Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che nonostante questi ragazzi sviluppino comportamenti devianti, si tratta di pratiche socializzanti che permettono loro l’aggregazione e la solidarietà tra pari, al contrario, il gioco dei videopoker o delle slot-machine produce isolamento. Dunque dietro a tali comportamenti ci potrebbe essere anche il bisogno di accettazione da una parte e il desiderio d’indipendenza dall’altra, entrambi tipici dell’età pre- ed adolescenziale, bisogni che però, se non vengono accolti in un ambiente socio-culturale adeguato, contribuiscono ad aumentare il disagio e la devianza.

















