Missionari… Made in Lecce
CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO/LE INIZIATIVE PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE
“NON LASCIAMOCI RUBARE LA GIOIA DELL’EVANGELIZZAZIONE”
“Periferie Cuore della Missione”, è lo slogan scelto quest’anno dalla direzione nazionale di Missio per farci vivere le cinque settimane dell’Ottobre Missionario e la Giornata Missionaria Mondiale non solo per focalizzare l’attenzione sulle periferie esterne del mondo, della società, della Chiesa, ma per ripercorrere, dentro di noi, quelle periferie che non ci fanno donare gratuitamente al prossimo, che ci incastrano nell’egoismo, che ci ricoprono di orgoglio. Luoghi che siamo chiamati a vivere, limiti che possiamo e dobbiamo solcare per crescere sempre più nella Fede e nell’Amore vicendevole. In questa frase così esplicita è contenuta una “provocazione” per le nostre Chiese locali: accogliere l’invito a uscire dal nostro modo di pensare e vivere, per essere Chiesa attratta dai “lontani della terra”, per riscoprire il “cuore” della missionarietà, che è la gioia sperimentata dal missionario mentre evangelizza. In fondo Gesù cosa ha cercato e amato durante la sua vita terrena? I poveri, i peccatori, gli emarginati, i delusi, gli stranieri, gli ammalati, chi era in cerca del senso della vita, cioè tutti quelli che per varie motivazioni vivevano relegati “nella periferia” della società: essi sono diventati il gregge del Buon Pastore, quelli per cui non esita a uscire alla loro ricerca per ricondurli al sicuro e poterli assistere e curare. La parola “periferie” ricorre frequentemente anche nel magistero di papa Francesco, che si è presentato come “venuto dalla fine del mondo” e che ci spinge continuamente a “uscire”, a creare nelle comunità le condizioni per favorire l’“inclusione”. Nell’Evangelii gaudium ci ricorda che siamo una “Chiesa in uscita”, ovvero pronta ad uscire da se stessa, dalle proprie convinzioni e certezze per camminare su sentieri nuovi e sconosciuti, dove siamo minoranza e costretti all’ascolto più che alle sontuose prediche. In un brano del suo messaggio per la 88° Giornata Missionaria Mondiale ci ricorda anche il modo in cui le nostre comunità devono vivere praticamente la missione e gli ostacoli che compaiono durante il nostro cammino: “Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor 9,7).
“La Giornata Missionaria Mondiale è anche un momento per ravvivare il desiderio e il dovere morale della partecipazione gioiosa alla missione ad gentes. In molte regioni scarseggiano le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Spesso questo è dovuto all’assenza nelle comunità di un fervore apostolico contagioso, per cui esse sono povere di entusiasmo e non suscitano attrattiva. La gioia del Vangelo scaturisce dall’incontro con Cristo e dalla condivisione con i poveri. Incoraggio, pertanto le comunità parrocchiali, le associazioni e i gruppi a vivere un’intensa vita fraterna, fondata sull’amore a Gesù e attenta ai bisogni dei più disagiati. Dove c’è gioia, fervore, voglia di portare Cristo agli altri, sorgono vocazioni genuine. Tra queste non vanno dimenticate le vocazioni laicali alla missione… Cari fratelli e sorelle, in questa Giornata Missionaria Mondiale il mio pensiero va a tutte le Chiese locali. Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione! Vi invito ad immergervi nella gioia del Vangelo, ed alimentare un amore in grado di illuminare la vostra vocazione e missione. Vi esorto a fare memoria, come in un pellegrinaggio interiore, del “primo amore” con cui il Signore Gesù Cristo ha riscaldato il cuore di ciascuno, non per un sentimento di nostalgia, ma per perseverare nella gioia”. Facendo tesoro delle parole del nostro Santo Padre Francesco e soprattutto con lo stesso suo entusiasmo e fervore i Centri Missionari, le associazioni, i movimenti, gli istituti religiosi, i sacerdoti devono vivere con particolare impegno l’Ottobre Missionario. Sia attraverso le iniziative proposte da Missio durante il percorso delle cinque settimane: l’Adorazione Eucaristica, la recita del Rosario Missionario, la celebrazione della Veglia Missionaria Diocesana, la Lectio divina, la recita dei Vespri, ma ancora di più attraverso iniziative che mirino a raggiungere tutti quei luoghi e quelle persone che possono essere considerate “periferie” perché lontane da noi. Si può pensare a realizzare dei punti di animazione e sensibilizzazione attraverso dei gazebo posizionati nelle vie di maggiore afflusso pedonale o nei centri commerciali in cui distribuire materiale missionario e illustrare il tema dell’Ottobre Missionario, si può realizzare in collaborazione con le scuole medie e superiori un momento di animazione e di approfondimento per i ragazzi, si possono realizzare mostre-mercato con materiale proveniente dai luoghi in cui vivono i missionari originari delle nostre zone, si può preparare la veglia o altri momenti in collaborazione e tante altre cose che potrebbero contribuire a diminuire la distanza tra noi e le periferie.
Gianni Ratta
















