Mons. Crociata: la scuola paritaria un bene per il Paese
“Il momento che il nostro Paese sta attraversando ha carattere di difficoltà straordinaria, non solo nel passaggio istituzionale e politico, ma anche, e per taluni aspetti soprattutto, nelle ricadute sociali ed economiche della crisi. Di queste difficoltà siamo pienamente avvertiti e seguiamo da vicino, con viva apprensione per il bene della nostra gente, gli sviluppi al momento non definiti”. Lo ha detto ieri, mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, intervenendo a Roncade (Tv) alla seconda Conferenza sulla scuola libera paritaria e formazione professionale.
Pilastro fondamentale. In Italia la legge sulla parità 62/2000 afferma che il sistema nazionale di istruzione non si identifica con la scuola statale. Da ciò deriva, ha spiegato mons. Crociata, che “il sistema nazionale non può considerarsi tale se mancano le scuole paritarie”, cui “va attribuito un valore costitutivo”. Eppure, “ad oggi è ancora avvertita una differenza di trattamento fra gli alunni delle scuole statali e quelli delle scuole paritarie, per via dell’incerta consistenza e tempestività delle pur modeste sovvenzioni”. Perciò, “si ha talvolta l’impressione che la parità sia offerta più per condividere gli oneri, che per riconoscere i diritti”. “La parità scolastica è un pilastro fondamentale, assieme all’autonomia, del sistema educativo di istruzione e di formazione – ha sostenuto il segretario generale della Cei -. Se la parità assolve, infatti, un servizio pubblico dentro il sistema scolastico nazionale, sembra logico che la sua attuazione risponda alle finalità proprie della scuola in quanto tale e sia sostenuta anche sul piano economico, oltre che pedagogico e culturale”. “È una risorsa – ha aggiunto – su cui la società italiana deve poter contare per l’educazione delle nuove generazioni: non un di più o un privilegio per pochi, ma una offerta formativa rivolta a tutti coloro che intendano usufruirne, con parità di doveri e diritti, secondo la logica della sussidiarietà che in questi anni si è consolidata anche sul piano costituzionale”.
No ai pregiudizi. La scuola paritaria “non vive in contrapposizione o in alternativa alla scuola statale, ma si pone accanto, come altra possibilità e garanzia di accesso all’istruzione e alla formazione, nel rispetto della ‘libertà di scelta educativa da parte delle famiglie’ sancito dalla legge istitutiva dell’autonomia di tutte le scuole”. Per mons. Crociata, “è necessario che il tema della parità sia adeguatamente sostenuto dalla promozione di una cultura scevra da pregiudizi ideologici e da stereotipi, che nulla hanno a che vedere con il valore educativo e culturale espresso dalla scuola paritaria e dalla necessaria libertà delle famiglie di poterne usufruire, senza penalizzazioni rispetto a chi sceglie la scuola statale”. Secondo il presule, “il cammino verso l’attuazione della legge sulla parità appare ancora lungo”. Anche se si registra a tutt’oggi una diminuzione delle pregiudiziali ideologiche, “resta ancora molta strada da percorrere perché le enunciazioni di principio trovino adeguata applicazione. Il principio della libertà di scelta educativa, che solo in un sistema integrato di scuole statali e paritarie può trovare piena realizzazione, fatica ancora ad affermarsi, così come la cultura della parità”. Dal punto di vista economico, poi, “le scuole paritarie non costituiscono un aggravio per lo Stato né sono una sottrazione di denaro alla scuola statale ma consentono invece un forte risparmio”. In Italia, infatti, “la presenza delle scuole paritarie, specie dell’infanzia, fa risparmiare ogni anno allo Stato cinque miliardi e mezzo di euro, a fronte di un contributo dell’amministrazione pubblica di poco più di cinquecento milioni di euro”. Malgrado ciò, “sul piano del finanziamento pubblico delle scuole paritarie la Legge 62/2000 ha previsto, purtroppo, sovvenzioni irrilevanti”.
La sfida dell’educazione. “L’apporto che tanti cristiani, religiosi e laici, stanno dando alla scuola in Italia, sia nelle scuole statali sia nelle scuole paritarie, evidenzia quanto stia a cuore alla Chiesa l’educazione delle nuove generazioni – ha affermato il segretario generale della Cei -. La scuola cattolica paritaria si presenta oggi più che mai come forma concreta di presenza di un patto educativo tra tutti i soggetti attivi nel territorio”. La comunità cristiana, anche attraverso la scuola cattolica paritaria, “mostra come si sia lasciata sempre interpellare dall’educazione della persona. Essa assume la sua missione educativa ponendosi in dialogo con il territorio, per costruire una proposta significativa per la vita dei ragazzi”. Sostenere la scuola libera paritaria oggi è “un modo concreto di porre la sfida dell’educazione in un contesto culturale e sociale che presenta crescenti difficoltà proprio nell’ambito educativo”. La sfida, quindi, è “culturale e pastorale, ma anche politica ed economica”. “In questo decennio, in cui tutta la Chiesa italiana è chiamata a porre al centro dell’azione pastorale l’impegno educativo, sono da favorire tutte quelle iniziative che coinvolgono le comunità cristiane nel servizio all’educazione di ogni persona e di tutta la persona”, ha concluso mons. Crociata.














