Pubblicato in: Sab, Set 1st, 2012

Mons. Oronzo Mazzotta, 70 anni di servizio/Sacerdote per la Chiesa di Dio

1942 – 30 Agosto – 2012/Anniversario sacerdotale/Scrittore arguto, storico profondo e già Preside della scuola del Seminario, continua con dedizione il suo impegno sacerdotale.

Era il 30 agosto 1942, quando nella Cattedrale di Lecce il Vescovo, mons. Alberto Costa, ordinava sacerdoti i diaconi don Cosimo Margiotta da Lequile, don Vincenzo Morroi da S. Pietro Vernotico, don Giuseppe Renna da Trepuzzi, don Alessandro Spagnolo e don Oronzo Mazzotta da Novoli. Di questi i primi quattro sono già tornati alla Casa del Padre; invece, l’ultimo, Don Oronzo Mazzotta, grazie a Dio ancora vivo e vegeto, nonostante i suoi quasi 93 anni di età e la maculopatia subita a causa delle frequenti letture di manoscritti antichi e di difficile interpretazione negli archivi di Lecce, Nardò, Napoli, Roma, ha il piacere di ringraziare il Signore insieme con i confratelli novolesi ed amici, con la partecipazione delle comunità parrocchiali novolesi per i suoi 70 anni di sacerdozio. Si può dire che Don Oronzo è uno dei pochi fortunati che possano celebrare solennemente questo avvenimento. Dire 70 anni è dire 25550 giorni allietati quasi tutti dalle celebrazioni eucaristiche.

Ha voluto affidare a me l’incarico di ricordare la sua vita sacerdotale perché, oltre ad essere amici fraterni ed avere convissuto oltre 30 anni di vita pastorale ad Arnesano, c’è stata un’amicizia particolare “consacrata dal san- giuanni, consolidata negli anni in cui le nostre famiglie abitarono nnu parite, e conservata immutata fino ad oggi” (Sono parole sue).

Lo confesso: don Oronzo è stato sempre per me un punto di riferimento a cominciare dagli anni del seminario regionale (1941-1942), quando egli frequentava l’ultimo anno ed io il primo. Lo ammiravo perché per me era uno che si distingueva per i diversi incarichi che ricopriva: nella Schola cantorum era il copista degli spartiti musicali, guida del coro nel canto gregoriano delle messe festive, ma principalmente quando si leggeva il Miles Christi, fermandoci maggiormente sui suoi articoli piacevoli ed arguti aventi come titolo “Sgomitolando” e a firma di Vespasiano da Pisticci (che era il suo pseudonimo).

Nel giorno della sua ordinazione sacerdotale, il vescovo pregava: “Rinnova loro l’effusione del Tuo Spirito di Santità, adempiano fedelmente, o Signore, il ministero del secondo grado sacerdotale da te ricevuto e con il loro esempio guidino tutti ad un’integra condotta di vita”. Dopo, consegnando il pane ed il vino, pronunciava a ciascuno dei sacerdoti appena ordinati queste parole: “Imita ciò che celebrerai, conferma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore”. E a conclusione lo stesso consacrante domandava: “Prometti a me e ai successori la riverenza e l’obbedienza?”. E il novello consacrato rispondeva: “Prometto”.

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