Monteroni/Il Sindaco Guido:“Patto di stabilità, un freno allo sviluppo”
“Un Comune virtuoso come il nostro non può pagare l’inefficienza di quelli che non rispettano il vincolo.
“Il Velodromo resta ‘l’incompiuta’ più seria: completato per l’80% e con i lavori bloccati a causa di problemi della ditta appaltatrice. Spero che il decreto “Sblocca Italia” possa far ripartire tanti lavori al più presto”.
Dott. Pasquale Giorgio Guido, Sindaco di Monteroni di Lecce
La verifica sulle limitazioni del Patto di stabilità, per cui è stato lanciato nei giorni scorsi un grave allarme dal Presidente Vendola, emerge in modo molto evidente nel territorio: esso costituisce un vero freno per lo sviluppo dei comuni. Un esempio tra i tanti: la situazione di Monteroni. Addirittura, i risparmi attuati risultano penalizzanti. Il Patto, nell’attuale formulazione, è un danno, in quanto costituisce di fatto un freno che limita la spesa: si possono impegnare somme solo nei limiti previsti e s’impediscono possibili attività economiche dei comuni. Ecco, allora, “Non comprendo, spiega il Sindaco Lino Guido, come un comune virtuoso quale il nostro, unitamente con tanti altri d’Italia, debba pagare l’inefficienza di quelli che non rispettano tale oneroso vincolo”.
Naturalmente, è chiaro che, per realizzare concretamente un efficiente strategia economica soprattutto nel Sud, le risorse europee devono essere amministrate correttamente e procurare procedimenti realmente utili. C’è, poi, il sistema di fiscalità che è stato fortemente riorganizzato, provocando, però, nuove forme di tassazione. Com’è noto, le norme sono state riviste a dicembre dal governo, impedendo una rapida approvazione del bilancio preventivo nel 2014 e prolungando la capacità di spesa dei comuni che ora devono rifare i regolamenti di tutti i tributi. Infatti, a dicembre al posto della Tares è stata introdotta la Tari; invece dell’Imu è stata introdotta la Iuc, che è composta dall’Imu e dalla Tasi (tassa sui servizi indivisibili come pubblica illuminazione, strade, verde pubblico e vigilanza). Insomma, è stato completamente rifondato il sistema della tassazione.
Paradossalmente, però, tali tasse hanno comportato penalizzazioni per gli enti virtuosi: “Con questa risistemazione, spiega ancora il sindaco di Monteroni, vengono mortificati quei comuni che sono stati più attenti nell’osservare le norme negli anni precedenti e che hanno tenuto il livello di tassazione bassissimo. Il comune di Monteroni, ad esempio, aveva tolto l’Imu sulla prima casa. Così noi oggi avremo dei danni proprio per la scelta di agevolare i cittadini, in quanto con le scelte del governo probabilmente si sarà costretti a rimettere le tassazioni sulla prima casa, con relative conseguenze sui servizi offerti perché il rifacimento di un manto stradale, il servizio di illuminazione, ecc.. servono anche ai proprietari della prima casa, secondo una finalità evidentemente diversa rispetto a quella che era la vecchia tassazione dell’Imu”. Il sindaco esamina concretamente alcune difficoltà riguardanti il bilancio e i mutui contratti dalla propria città: “Dopo un anno e tre mesi dal nuovo mandato, non si può lavorare con un bilancio che pur è positivo, perché negli ultimi sei anni abbiamo compiuto un’opera di risanamento rispettando sempre il patto di stabilità, senza un aumento delle tasse per i cittadini ed abbiamo avuto la possibilità di contrarre dei mutui per opere necessarie”.
E conclude. “Ritengo proprio che la capacità di spesa dei comuni virtuosi dovrebbe essere distinta da quelli che sono penalizzanti”. Di opere bloccate a Monteroni non ce ne sono molte. Alcuni progetti, come il lastricato ed un nuovo parcheggio nel centro storico, l’area mercatale e gli ingressi della strada di Lecce sono state concretizzati. Rimane proprio serio, invece, il fermo del Velodromo, completato per l’80%, ma poi con i lavori bloccati per problemi della ditta appaltatrice. Ed allora Guido pensa a Renzi e al decreto “sblocca Italia”, voluto per far ripartire opere ferme. Così come alla richiesta, da presentare all’Ateneo, che la Facoltà di agraria sia inserita nel territorio cittadino. Il patto di stabilità voluto dall’Unione europea per far osservare a tutti i Paesi dell’Eurozona deve proprio essere mutato: oltre ad una maggiore e concreta attenzione da parte di vari enti verso poveri e giovani, progetti già finanziati, carenze nei servizi, disoccupazione attendono urgentemente soluzioni positive. Pure in un piccolo centro del Sud.
Alessandro Martena

















