Pubblicato in: Ven, Giu 20th, 2014

Monteroni/Il Sindaco Guido:“Patto di stabilità, un freno allo sviluppo”

“Un Comune virtuoso come il nostro non può pagare l’inefficienza di quelli che non rispettano il vincolo. 

“Il Velodromo resta ‘l’incompiuta’ più seria: completato per l’80% e con i lavori bloccati a causa di problemi della ditta appaltatrice. Spero che il decreto “Sblocca Italia” possa far ripartire tanti lavori al più presto”. 

Lino GUIDO

Dott. Pasquale Giorgio Guido, Sindaco di Monteroni di Lecce

La verifica sulle limitazioni del Patto di stabilità, per cui è stato lanciato nei giorni scorsi un grave allarme dal Presidente Vendola, emerge in modo molto evidente nel territorio: esso costituisce un vero freno per lo sviluppo dei comuni. Un esempio tra i tanti: la situazione di Montero­ni. Addirittura, i risparmi attuati risultano penalizzanti. Il Patto, nell’attuale formulazione, è un danno, in quanto costituisce di fatto un freno che limita la spesa: si possono impegnare somme solo nei limiti previsti e s’impediscono possibili attività economiche dei comuni. Ecco, allora, “Non comprendo, spiega il Sindaco Lino Gui­do, come un comune virtuoso quale il nostro, unitamente con tanti altri d’Italia, debba pagare l’inefficienza di quelli che non rispettano tale oneroso vinco­lo”.

Naturalmente, è chiaro che, per realizzare concretamente un efficiente strategia economica soprattutto nel Sud, le risorse europee devono essere ammini­strate correttamente e procurare procedimenti realmente utili. C’è, poi, il sistema di fiscalità che è stato fortemente rior­ganizzato, provocando, però, nuove forme di tassazione. Com’è noto, le norme sono state riviste a dicembre dal governo, impedendo una rapida approvazione del bilancio pre­ventivo nel 2014 e prolungando la capacità di spesa dei comuni che ora devono rifare i regola­menti di tutti i tributi. Infatti, a dicembre al posto della Tares è stata introdotta la Tari; invece dell’Imu è stata introdotta la Iuc, che è composta dall’Imu e dalla Tasi (tassa sui servizi indi­visibili come pubblica illumi­nazione, strade, verde pubblico e vigilanza). Insomma, è stato completamente rifondato il sistema della tassazione.

patto di stabilità

Paradossalmente, però, tali tasse hanno comportato pena­lizzazioni per gli enti virtuosi: “Con questa risistemazione, spiega ancora il sindaco di  Monteroni, vengono mortificati quei comuni che sono stati più attenti nell’osservare le norme negli anni precedenti e che han­no tenuto il livello di tassazione bassissimo. Il comune di Mon­teroni, ad esempio, aveva tolto l’Imu sulla prima casa. Così noi oggi avremo dei danni proprio per la scelta di agevolare i cittadini, in quanto con le scelte del governo probabilmente si sarà costretti a rimettere le tassazioni sulla prima casa, con relative conseguenze sui servizi offerti perché il rifacimento di un manto stradale, il servizio di illuminazione, ecc.. servo­no anche ai proprietari della prima casa, secondo una finalità evidentemente diversa rispetto a quella che era la vecchia tas­sazione dell’Imu”. Il sindaco esamina concretamente alcune difficoltà riguardanti il bilancio e i mutui contratti dalla propria città: “Dopo un anno e tre mesi dal nuovo mandato, non si può lavorare con un bilancio che pur è positivo, perché negli ultimi sei anni abbiamo com­piuto un’opera di risanamento rispettando sempre il patto di stabilità, senza un aumento delle tasse per i cittadini ed abbiamo avuto la possibilità di contrarre dei mutui per opere necessarie”.

E conclude. “Ri­tengo proprio che la capacità di spesa dei comuni virtuosi dovrebbe essere distinta da quelli che sono penalizzanti”. Di opere bloccate a Monteroni non ce ne sono molte. Alcuni progetti, come il lastricato ed un nuovo parcheggio nel centro storico, l’area mercatale e gli ingressi della strada di Lecce sono state concretizzati. Rima­ne proprio serio, invece, il fer­mo del Velodromo, completato per l’80%, ma poi con i lavori bloccati per problemi della ditta appaltatrice. Ed allora Guido pensa a Renzi e al decreto “sblocca Italia”, voluto per far ripartire opere ferme. Così come alla richiesta, da presenta­re all’Ateneo, che la Facoltà di agraria sia inserita nel territorio cittadino. Il patto di stabilità voluto dall’Unione europea per far osservare a tutti i Paesi dell’Eurozona deve proprio es­sere mutato: oltre ad una mag­giore e concreta attenzione da parte di vari enti verso poveri e giovani, progetti già finanziati, carenze nei servizi, disoccupa­zione attendono urgentemente soluzioni positive. Pure in un piccolo centro del Sud.

Alessandro Martena

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti