Natale 2013. Se la notte è ancora buia
L’altra festa/La Comunità Emmanuel e la Caritas Diocesana si preparano a farlo nascere tra i poveri della città.
Il silenzio assordante della notte di Natale racchiude in sé tra i canti degli angeli e i suoni delle cornamuse dei pastori le grida spezzate del dolore umano, dei diversi della storia, degli emarginati della società, degli ultimi del mondo. Abbiamo deciso di esplorare quest’universo nascosto per rinascere con Gesù nella grotta spoglia della nostra esistenza.
“Sento un grido nella notte, tendo l’orecchio, accorro!” Padre Mario Marafioti della Comuntità Emmanuel scuote le coscienze e ci esorta a vivere un Natale diverso e lontano dai luoghi comuni. La notte di salvezza che si appresta ad arrivare è meno luminosa degli altri anni perché buio è il giorno che la precede: per questo Padre Mario non si esime dal fare un’analisi lucida e critica dell’attuale situazione socio-politica “Se guardiamo al mondo e alla società, per molti non ci sarà “Natale”! Non ci sarà nessuna “nascita”, nessuna novità!
C’è chi continuerà senza variazioni nella ricerca del suo “benessere” sordo e indifferente e chi nella sua emarginazione ed esclusione triste e dolorosa, e ingiusta!” Ma alla Comunità Emmanuel la stretta mortale della crisi di valori ancor prima che economica non toglie il respiro alla speranza di una vita nuova, un inizio che la comunità vivrà proprio la notte di Natale quando tutti si riuniranno intorno a Padre Mario per pregare e come precisa egli stesso “Vivere un ritorno alle origini! Ci chiamiamo “Emmanuel” = Dio-con-noi! Siamo nati da Lui: proprio nella notte di Natale del 1980. L’Emanuele ha messo vita-con-vita con noi e metteremo vita-con-vita con i poveri, i piccoli, i deboli, gli ultimi! Ripartiremo da loro una volta in più, in tutti i servizi d’accoglienza per tante forme di povertà”.
Gesti semplici che pulsano di uno speciale segno di rinascita, come il messaggio finale che ci lascia padre Mario “che ognuno incoraggi se stesso e gli altri con uno dei motti che hanno suscitato l’iniziativa e fanno ancora la vita della Comunità Emmanuel: se tanti uomini di poco conto, in tanti posti di poco conto, facessero con amore tante cose di poco conto, il mondo cambierebbe!”.
E nella notte di Lecce brilla anche la luce della Caritas, don Attilo Mesagne il deus ex machina della parte migliore di una città che corre non si sa dove, per arrivare in nessun posto, ci rivela l’aspetto divino di un natale pagano. Per don Attilio non esiste un Natale, esiste il Natale cioè il giorno della nascita di un Dio Bambino che viene al mondo ogni giorno nei volti di coloro che varcano la soglia di tutte le diverse strutture della Caritas. “Per Natale – precisa don Attilio – non ci saranno eventi eccezionali, porteremo avanti tutto il programma di accoglienza, salvaguardia, protezione, formazione e integrazione che attuiamo tutti i giorni dell’anno” e continua, sottolineando più volte con una dolce e paterna insistenza, “la Caritas apre le porte a chiunque bussi perché riconosce nell’altro un “Fratello e non un Fardello”.
Un individuo privo di differenziazioni di sorta e ricco solo del cuore che la Caritas, nelle sue mille forme di assistenza materiale e morale, riempie di amore. Alla Caritas per tutte le festività natalizie, come ogni giorno dell’anno, saranno offerti la colazione alle 8, il pranzo alle 12 e la cena alle 20 come ogni giorno dell’anno, continuando nella tradizione dell’eccezionalità del servizio quotidiano, senza alcuna iniziativa straordinaria ma perseguendo il meraviglioso impegno della salvifica azione ordinaria.

















