NATIVI DIGITALI E CONCILIARI: I MINISTRANTI
IN DIOCESI/LA COMUNITÀ EMMAUS
Come molti ragazzi tutto è partito da un semplice “provare”, mentre come pochi è diventato un continuare”, che ha comportato una serie di responsabilità, che traduco con felicità. La mia formazione è diventata più sistematica quando a circa quattordici, anni su indicazione del mio Parroco, sono diventato responsabile del gruppo ministranti della mia parrocchia; un compito che nella sua apparente semplicità io considero importantissimo e come l’unico strumento con il quale aiutare i ragazzi in quelle che dapprima sono state le mie difficoltà e incertezze.
In virtù di ciò ritengo che la presenza di un gruppo guidato da un educatore sia quanto mai necessaria in ogni parrocchia. Attraverso il tempo, l’esperienza e la formazione è importante coltivare le motivazioni che un ragazzo trova nello stare insieme agli altri e dare come punto di riferimento un incontro periodo per vivere consapevolezza il servizio.
Negli ultimi anni, grazie anche ad un buon uso delle tecnologie, lo sguardo sulla realtà di quelli che un tempo erano chiamati chierichetti, è diventato più vigile e grazie alla sensibilità di alcuni ragazzi che come me cercano di dare il loro piccolissimo ma utile contributo, i numeri dei ragazzi che abbandonano molto in fretta questo cammino va via via diminuendo. Luoghi come il seminario che prima erano conosciuti solo per nome, diventano un punto di ritrovo come ad esempio nei vari weekend vocazionali, per crescere in comunione fraterna.
Roberto Caione















