Pubblicato in: Gio, Mag 15th, 2014

NEL LICEO ARTISTICO O “DELLA BELLEZZA”

Proseguono gli incontri dell’Arcivescovo con gli studenti degli Istituti Superiori della Città.

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Nei giorni scorsi, l’Ar­civescovo D’Am­brosio ha incontrato i ragazzi del Liceo Artistico “Ciardo-Pellegrino” di Lecce. È stato un momento di festa durante il quale il Pastore ha potuto conoscere la realtà dell’Istituto e confrontarsi con i ragazzi su diversi temi di attualità. Dopo il saluto di benvenuto del Dirigente Scolastico, Tiziana Paola Rucco, anche un’alunna, Serena Greco, è intervenuta per rivolgere un pensiero di accoglienza all’arcivescovo. La scuola ha donato a Mons. D’Ambrosio alcuni manufatti prodotti dai ragazzi disabili nei laboratori artistici. Ha inoltre regalato al Pastore un osten­sorio in ceramica realizzato nel laboratorio diretto dal prof. Salvatore Mazzotta.

L’ostensorio – ha promesso l’Arcivescovo – sarà utilizzato alla processione della prossima solennità del Corpus Domini. Riportiamo i brani salienti del saluto dell’alunna. “Benvenuto tra noi, Padre. Lei si trova in una scuola speciale. Dove noi ragazzi, oltre ad applicarci nel­lo studio, oltre ad essere spinti dalla buona volontà di raggiun­gere obiettivi prestigiosi, oltre a vivere spesso l’ansia delle verifiche e delle interrogazioni, abbiamo un grande segreto di cui siamo davvero fieri e gelo­si: l’amore per la bellezza. Per questo ci troviamo qui. Nella scuola della bellezza. Nella scuola che accoglie e forma chi ha la vocazione per la bellezza. Qui impariamo a diventare belli dentro, a dare un’anima profonda alle apparenze, a  non dare ascolto alle sirene del mondo dell’immagine, provando, invece, a trasferire il cuore nella forma e a scovare la sostanza nelle sembianze. È un vero cammino di ricerca. È uno scrutarci nel profondo del nostro essere alla scoperta di spifferi di verità. È la voglia di esprimerci: con una matita, con una pennellata di colore, con una scalpellata sulla pietra. E anche con la tecnologia: noi nativi digitali proviamo a sco­prire verità e a produrre bellez­za pure attraverso i fantastici strumenti della scienza e della tecnica.

V  Ves

Sappiamo, Padre, che anche lei è un grande fan della bellezza. Ci siamo informati: è un appassionato d’arte e sap­piamo che quando la mattina presto, alle prime luci del gior­no, per buona abitudine, prega passeggiando per le viuzze del centro storico di Lecce, i suoi occhi e la sua anima si lasciano rapire dai ricami di pietra barocca, baciati dal sole appena acceso, come se, a stupirsi davanti a quella meravigliosa visione, fosse ogni mattina la prima volta. Sappiamo, poi, che ama aprire la sua casa per ospitare mostre straordinarie, facendo conoscere e apprezzare i tesori nascosti dell’arte sacra al popolo dei turisti che invade quasi tutto l’anno la nostra città.

È straordinario sapere che la casa del vescovo è aperta a tutti ed è lo scrigno di tanta bellezza, custode di messaggi profondi e di valori immensi. E, infine, – il nostro informatore è stato proprio bravo – quando il Papa Benedetto l’ha inviata a Lecce come Arcivescovo le ha affidato un messaggio straordinario da portare al popolo salentino: “La bellezza della fede trasforma in bellezza la vita”. È una frase che non ha più cancellato dal suo hard disk e che non perde occasione di ripetere alle persone che incontra. Le chiediamo solo una cortesia. Tenga presente la nostra scuola quando vorrà dare spazio alla bellezza. Quando vorrà promuovere l’arte per fare del bene”.

Vincenzo Paticchio

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