Nel nome l’auspicio/Segreti e valori della Purezza
Mons. Ugo Camozzo, milanese, vescovo di Fiume dal 1938 al 1948 e poi, dopo l’avvento del maresciallo Tito, nella repubblica jugoslava, Arcivescovo di Pisa dal ’48 al ’70, scrisse molti libri. Tra i tanti fece successo un libro per i giovani, etichettato come cennato nel titolo “Purezza e pubertà”. Non tanto ricercato per l’associazione dei due nomi, quanto per il contenuto che invitava alla lettura soprattutto adolescenti che si affacciavano alla vita in quegli anni del primo dopoguerra, oltre mezzo secolo fa, in un clima diverso dal nostro che non concilia le due realtà tra loro; ma le dissocia nella maniera più netta. In questa civiltà di inizio terzo millennio ove è più facile comporre piacere e peccato.
La festa dell’Immacolata invita a questa riflessione quanti credono ancora – e sono tanto pochi – ai valori della religione e della felicità di vivere in pienezza autentica le realtà della vita. La pubertà – insegna Lo Zingarelli – è quella trasformazione fisiologica che si sveglia intorno ai 14 anni, trasformando ragazzi e ragazze da fanciulli in adolescenti; che è quanto dire coloro che si affacciano alla finestra della vita e ne svela i segreti e ne apprezza i valori.
A. Cortina, Inmaculada Concepción
San Leone Magno, commentando nella liturgia delle ore la seconda Lettera di Pietro, l’ultimo lunedì dell’anno liturgico, scrive: “Dove si ripone la felicità del godimento là si concentra anche la preoccupazione del cuore. Ma essendo molteplici i motivi e le fonti del piacere per ognuno il tesoro consiste in ciò che forma l’oggetto delle proprie aspirazioni”. E così continua: “Però se queste tendono ai beni terreni anche se pienamente appagate, non rendono felici. Portano alla felicità, invece, quelle orientate ai beni di lassù”. Dice un antico proverbio latino in nomine omen: nel nome c’è l’auspicio.
Vorremmo concludere questo nostro scritto con un augurio alle tante Maria Concetta che domenica celebreranno il loro onomastico. Purtroppo questo nome va sempre più scomparendo sostituito da tanti altri come Sara e Sabrina che un tempo erano detti “nomi da teatro”. Vorremmo, infine, auspicare che i doni di natura di questa e di tante altre dal Signore dotate si trasformino in doni di grazia, per intercessione di Maria concepita senza macchia di peccato.
Oronzo De Simone
















