Pubblicato in: Ven, Set 20th, 2013

Nel segno della Speranza/Salento: Quale Futuro?

Siamo chiamati a relazionarci con la società mediante un forte impegno e nello stesso tempo con chiara e premurosa benevo­lenza per costruire, da cristiani e da cittadini, l’avvenire del Salento attraverso un nuovo pat­to sociale e culturale nel segno della speranza. Mons. D’Ambrosio ha così sottolineato incisivamente che ruolo del novello Vescovo mons. Filograna sarà quello d’essere “usciere della gioia” dei fratel­li, “impegnato a mettere alla porta la tristezza dei tormenti e la defatigante altalena di speranza e delusioni”.

Anche la Settimana sociale dei cattolici si chiude in questi giorni proponendo esplicitamen­te la speranza come “voglia di guardare al futuro” da parte di un “Paese che ne ha capacità” e valorizzando “la famiglia come realtà pubblica”, per cui occor­re individuare incentivi per i giovani e i coniugi con efficaci strategie per la crescita etica e civile: senza lasciarsi travolgere dal mutamento in atto e senza rinunciare alla specifica colla­borazione dei cattolici, come salentini e italiani dobbiamo, anzi, scommettere sul domani con una grande fiducia radicata nel solido patrimonio culturale e sociale che ci appartiene.

papa-francesco

Certo, nella nostra terra non mancano situazioni problemati­che. Basti citare, come ricordato esplicitamente al Presidente del Consiglio in occasione dell’aper­tura della Fiera di Bari, l’urgenza di rilanciare l’occupazione. O rammentare l’articolato dibattito tra Regione e Comuni sul Piano paesaggistico regionale riguardante la salvaguardia di tanti elementi del bene comune con importanti conseguenze sulla valorizzazione e i vincoli di tute­la e la concreta sostenibilità nella politica urbanistica. Così come imprenditori, espo­nenti della piccola e media impresa e operatori economici domandano di essere liberati da alcuni limiti del patto di stabilità.

“Non lasciatevi rubare la speranza”, ha esortato il Papa, parlando a braccio la Domenica delle Palme e poi nel giorno dell’Assunta a Castelgandolfo ed ha specificato di considerare tale virtù come “vittoria dell’A­more”, dono e nello stesso tempo valore acquisito dopo lotte tra bene e male. E, lo scorso nove settembre, Francesco ha ulterior­mente coniugato in un’omelia a S. Marta libertà e speranza, non in quanto semplice “ottimismo umorale”, ma quale forza libe­rante dello Spirito e rinascita di vita. Proprio mentre si registrano nuove lacune educative ed eti­che, comunità ecclesiale e civile sono chiamate a protendersi verso un gioioso futuro capace di costruire realmente l’uomo nuo­vo. Con ulteriore responsabilità e laboriosa dedizione. Sorrette da Speranza certa.

Adolfo Putignano

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