Nella Casa del Padre… Fernando Seclì, Passaporto per il Cielo
Diacono Permanente dal 1996
Scrittore, giornalista ma soprattutto uomo di fede, il Diacono Fernando Seclì, 68 anni, è morto la notte di giovedì 7 novembre nell’Ospedale di Galatina, dopo una imperdonabile malattia. Nato a Novoli, il 3 aprile 1945, ordinato diacono dall’arcivescovo metropolita mons. Cosmo Francesco Ruppi il 25 maggio 1996, da diversi anni era collaboratore parrocchiale presso la chiesa Collegiata Maria Santissima delle Grazie a Campi Salentina. Commercialista, consulente aziendale e laureato il Scienze della formazione, nel 1987 aveva avviato e diretto, per 16 anni, la rivista di pastorale delle tre parrocchie novolesi “Camminiamo insieme”. Componente dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, intorno a quel periodico aveva raccolto e formato giovani, non solo novolesi, che volevano avvicinarsi al giornalismo. Aveva fondato ed era padre spirituale del gruppo di preghiera “Regina della pace” presso la Chiesa Matrice Sant’Andrea Apostolo a Novoli.
Instancabile organizzatore di viaggi spirituali, si era recato più volte sulla collina di Medjugorje, sempre accompagnato dalla viva e nutrita partecipazione di fedeli. Dalla piccola località della repubblica della Bosnia Erzegovina, aveva poi diffuso i messaggi che la Vergine consegnava alla giovane Mirjana, facendoli divenire temi di riflessione e meditazione. Autore di molti articoli, saggi e alcune pubblicazioni Fernando Seclì non aveva mai abbandonato completamente la sua passione per la pittura e per la sua adorata scrittura. Tra l’altro aveva pubblicato i volumi: Antonio l’eremita (Editrice Salentina, 1985), Fiori di Lilliput (Il Parametro, 2000) e La via madre (Segno, 2004). Nel 2009 aveva partecipato al II Convegno di studi “Da Oriente a Occidente: Sant’Antonio Abate e il monachesimo” con il contributo Introduzione al monachesimo: i modelli di Antonio il Grande (Bibliotheca Minima, 2010).
Lascia nel profondo dolore l’anziana mamma Maria Tarantini, i familiari, la moglie Angela Micalella con la figlia Mimma e i tanti amici che lo conobbero. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di venerdì 8 novembre, con la concelebrazione di una santa Messa, presieduta dal cugino passionista padre Antonio Curto, la partecipazione dei parroci don Cosimo Vetrugno e don Giuseppe Spedicato, dei sacerdoti don Mario Vetrugno, don Mario Versienti, don Gerardo Ippolito e di sedici diaconi guidati dal delegato diocesano don Carlo Santoro che ha letto il toccante messaggio inviato dall’Arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio.
Il confratello Diacono Pasquale Pennetta ha fatto giungere il pensiero ed il ricordo dell’Ufficio Diocesano per il Diaconato Permanente: “Stimato e apprezzato da tutti per la sua testimonianza cristiana nella famiglia, nella professione, nel ministero e nella malattia, lascia un vuoto incolmabile tra i suoi familiari, nel Collegio diaconale e in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Lo ricordiamo nella preghiera con immenso affetto, implorando per Lui la misericordia di Dio e la pace eterna.
Dino Levante
















