Nonostante la gravissima crisi economica/ Non rinunciamo a rendere migliore la Comunità
Emarginati, inabili gravi, disoccupati, immigrati c’interpellano in modo lancinante mentre si stanno ridisegnando geografia e compiti delle province, si registrano preoccupanti astensioni dal voto e pericolose avvisaglie di antipolitica, non di rado alimentata dagli stessi politici con la loro imperterrita difesa dei privilegi.
Eppure, occorre sottolineare la necessità e l’urgenza di risolvere i problemi occupazionali e nello stesso tempo ricordare che non si può rinunciare a progettare, per quanto possibile, il futuro sui grandi valori, a cominciare dalle giovani generazioni.
Ravvivando in tutti la consapevolezza di una sfida che interessa le componenti profonde della nostra identità e facendo leva sulla volontà di non darsi per vinti. Si tratta di rinvigorire la memoria: “Il futuro ha bisogno del passato remoto”, scrive il direttore de “Sole 24 ore” Roberto Napolitano nel suo recente testo Promemoria italiano.
Con la certezza della validità dell’eredità culturale e spirituale dei nostri avi e nella memoria di grandi personaggi che hanno avuto il coraggio e la forza, tra situazioni molto difficili, di applicarsi a costruire e ricostruire. Si può menzionare, ad esempio, la significativa scelta di De Gasperi che scriveva alla moglie: “la politica era la mia missione”.
A livello personale, nell’ambito familiare, all’interno della propria comunità locale, ogni cittadino può confermare il valore di rapporti improntati all’incontro civile, al dialogo, allo spirito di cooperazione tra le diverse componenti culturali e sociali, alla dedizione verso gli altri.
Si può riconfermare ulteriormente la presenza di una norma morale universale nel cuore dei singoli e della società e la concreta riproposta che il rapporto di ogni cittadino con lo Stato può essere realizzato con la rigenerazione della comunità rilanciando il senso civico di ciascuno e validi percorsi democratici che garantiscano il rispetto dei diritti umani.
Oggi più di ieri è necessaria la nobile testimonianza del servizio nei diversi ruoli mediante la generosa abnegazione personale all’interno di un cammino solidale con tutti. Ancor più i battezzati possono offrire un apporto di operosa speranza.
Con la loro esperienza di vita, da non considerare solo attuazione di norme morali, riducendo il cristianesimo a “agenzia etica”, per usare con molte riserve un’espressione di Umberto Galimberti, ma concreto vissuto di una solidarietà frutto dell’agape evangelico. Ma annuncio di una Trascendenza “al di là delle cose”, offerto nel travaglio delle amare situazioni attuali con diligente cura e sostegno nei confronti degli ultimi.
Adolfo Putignano















