Pubblicato in: Gio, Ott 30th, 2014

Nord e Sud/In Sanità cresce il divario… Le eccellenze restano lontane

IL CONFRONTO

PUGLIA

► Criticità legate all’infarto nella proporzione de trattati con Ptca entro 48 ore, dove il presidio ospe­daliero di Galatina e il S. Paolo di Bari non raggiungono l’1% quando la media italiana è del 30%.

► Esiti negativi anche sui tempi d’intervento per la frattura del femore dove solo l’Ospedale di Canosa di Puglia raggiunge un esito favorevole.

► Risultati negativi anche per le performance sui tagli cesari primari.

►Vanno meglio le risultanze sulla mortalità a 30 giorni dal ricovero per una Bpco riacutizzata.

►L’indicatore della mortalità a 30 giorni dopo un Bypass Aortoco­ronarioco la Casa di Cura Città di Lecce con l’1% sia l’unica struttura nelle Regioni analizzate ad aver raggiunto un esito positivo e stati­sticamente certo.

LOMBARDIA

► Il Niguarda di Milano e l’Ospe­dale di Lecco lavorano così bene da ridurre fino a zero il rischio di morte associato all’intervento: sono tra le migliori dell’intera peni­sola. Sempre in Lombardia.

► L’’Istituto clinico Humanitas a Rozzano brilla in appropriatezza in caso di ricovero per ictus.

► I tassi di mortalità per bron­copneumopatia cronoca più bassi di tutta l’Italia se li aggiudica la Fondazione Maugeri di Tradate.

VENETO

► Nell’Ospedale di Montecchio coloro che riportano una frattura al femore sono operati entro 48 ore, e ciò si verifica nell’89,6% (tre volte più della media).

► Buoni gli esiti sulla proporzione di tagli cesarei primari con solo una struttura non idonea: (il Presi­dio Ospedaliero di Trecenta).

> on September 5, 2012 in Berlin, Germany.

I DATI GENERALI/MAGLIA NERA AD ABRUZZO, CALABRIA E CAMPANIA

Dal programma emerge che le performance del Sistema sanitario nazionale migliorano, ma le diffe­renze tra le Regioni, e soprattutto all’interno delle stesse, permango­no. Qualche esempio: la proporzio­ne di fratture di femore sopra i 65 anni di età operate entro due giorni è passata dal 28.7% del 2008 al 45.7% del 2013, restando ancora al di sotto dello standard atteso, superiore all’80%. Si osserva una notevole variabilità intra e interre­gionale, con valori per struttura ospedaliera che variano da un minimo dell’1% ad un massimo del 98%; la proporzione di parti cesarei primari è passata dal 29% del 2008 al 26% del 2013, anche in questo caso con una notevole variabilità intra e interregionale: si va da un minimo del 4% ad un massimo del 93%. E le regioni peggiori? Calabria e Abruzzo con il 13% e il Lazio con il 14%. a maglia nera spetta, tuttavia, alla Campania: il 24% degli ospedali (uno su quattro) ha una qualità peggiore rispetto agli standard nazionali. Altri dati: il tasso di mortalità, nell’operazione per fissare un by-pass coronarico, è di zero in Friuli e in Toscana, mentre per esempio in un ospedale di Caserta è di un caso su dieci. L’ospedale di Merano, invece, è il più rapido nell’intervenire su una frattura al collo del femore, mentre il più lento è quello di Patti, in Sicilia.

Pagine a cura di Maria Rosaria Contaldo

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