Novoli/È crisi anche nel “Paese dei Mercanti”
IL PARROCO/1
CHI “PAGA” È LA FAMIGLIA
Don Mimino, come Arciprete di Novoli vede come in tanti, sempre di più, bussano alle parrocchie perché hanno bisogno… Come Caritas della Parrocchia Sant’Andrea Apostolo offriamo sostegno a 50 famiglie ogni settimana, di cui 15 straniere, soprattutto rumene e della grande comunità senegalese. Offriamo i pacchi alimentari della Caritas diocesana; inoltre l’offertorio di tutte le cerimonie particolari viene devoluto alle realtà più disagiate. Molti chiedono denaro, ma non abbiamo risorse per far fronte alla richiesta. Il gruppo Caritas organizza attività per sostenere casi concreti di reale indigenza. In tanti, poi, chiedono di essere aiutati in segreto.
Come interpreta la situazione della povertà nella sua cittadina… In che modo è cambiato negli anni il tessuto sociale novolese?
Dall’esterno Novoli sembra un paese progredito, che sta bene. Ma quando scendi nel tessuto concreto vedi come la situazione sia completamente differente rispetto ad alcuni anni fa; ed è peggiorata. Ti si stringe il cuore quando vengono in parrocchia mamme o giovani, con un’unica richiesta: il lavoro. Purtroppo abbiamo il dovere di dire la verità, non li possiamo prendere in giro. Novoli non offre grandi prospettive di lavoro: non c’è più edilizia, di conseguenza tanti altri lavori correlati vengono meno; non ci sono industrie; il commercio è in crisi. Non sappiamo cosa dire.
Traspare nelle sue parole anche una difficoltà umana oltre che sacerdotale nel dover dire di no…
Non possiamo promettere nulla, purtroppo non abbiamo la possibilità di intervenire. La Chiesa spesso è prima frontiera, ma le istituzioni locali si trovano nella stessa nostra situazioni. Purtroppo, devo dire, manca anche l’iniziativa nel portare avanti dei progetti. Ma in questo è necessario l’intervento dello Stato o della Regione; anche l’istituzione locale ha la nostra stessa difficoltà. Il lavoro risolverebbe tanta povertà e ridarebbe tanta dignità.
In molti vivono anche in situazioni di nuova povertà?
Ci sono molte famiglie distrutte; molte situazioni le conosciamo attraverso i ragazzi del catechismo. In alcuni casi ci sono famiglie che ne risentono anche nell’aspetto materiale. Ma generalmente notiamo le difficoltà attraverso l’approccio dei figli, che cerchiamo di sostenere in tutti i modi: soffrono moltissimo di queste situazioni, spesso manca l’affetto.
















