Novoli/È crisi anche nel “Paese dei Mercanti”
IL PARROCO/2
CI SONO POVERTÀ SILENZIOSE
Don Giuseppe, è Parroco a Novoli da quattordici anni. Come ha visto cambiare la realtà sociale?
Negli ultimi quattordici anni c’è stato un fortissimo calo della realtà giovanile: è spaventoso vedere le tante case con cartelli “vendesi” o “affittasi”. è un problema che da diversi anni a Novoli sta mettendo in crisi quel tessuto sociale sul quale si possono poggiare le prospettive di futuro. Dall’altro lato abbiamo una forte presenza di nuove comunità straniere.
Che tipo di povertà riscontra?
Ci sono povertà a diversi strati. Non esiste più ormai il mercato del commercio della biancheria. In molti non hanno avuto la capacità di adattamento, hanno vissuto di rendita e oggi si trovano in una situazione difficile. Ci sono tanti giovani che emigrano. Poi abbiamo alcune povertà silenziose, latenti. Non a caso in occasione della festa di San Paolo della Croce abbiamo fatto un invito a tutti i poveri, insieme al Convento dei Passionisti, alla Chiesa Madre, con le Caritas parrocchiali e con i Servizi sociali del Comune. Abbiamo valorizzato quella festa attraverso un pranzo per tutti. C’è stata una partecipazione legata a povertà storiche, ma molte persone con problemi non hanno aderito all’iniziativa, per preservare la loro dignità.
La Caritas è in prima linea?
Come Caritas interparrocchiale Sant’Antonio Abate e Maria SS. del Pane offriamo sistematicamente 46 pacchi per le famiglie. Abbiamo avuto un incremento del 70% negli ultimi due anni. Poi in parrocchia giungono persone che devono pagare le bollette e le medicine. Ma ci sono anche povertà più insidiose, forse nascoste agli occhi dei più… Stanno aumentando i giovani che soffrono di problemi mentali. Parlo di trentenni che hanno subito delusioni, hanno fatto scelte sbagliate, alcuni hanno fatto uso di sostanze. Anche Novoli ormai risente di un problema quasi sconosciuto fino a poco tempo fa: molti adolescenti fanno uso di droghe e di alcol.
Quali sono le sfide che vengono richieste oggi alla Caritas, organismo ecclesiale principe nel contrasto alle povertà?
Bisogna superare un dato storico. Spesso si confonde la Caritas con l’assistenzialismo. Invece serve un osservatorio, serve portare una buona parola, poi offrire risorse concrete. C’è la nuova necessità di far fronte alla solitudine, grande dramma che colpisce soprattutto gli anziani.
Pagine a cura di Salvatore Scolozzi
















