Novoli/Focara 2014… Puntando all’Unesco
A colloquio con il Sindaco Oscar Marzo Vetrugno per scoprire le novità sulla nuova edizione della festa.
Fiamme che bruciano i conflitti/ “Nagasawa ci è sembrata un’ipotesi praticabile verso il dialogo tra la cultura d’oriente e quella d’occidente, in un percorso in cui la focara è simbolo di pace”.
Dalle Piramidi ai Pirenei, dal Tavoliere al Monte Fuji, il fuoco di Sant’Antonio Abate brucia il mondo. L’anacoreta di origine egiziane, le cui spoglie dall’XI secolo sono conservate in Francia, e santo protettore della città di Novoli infiamma anche la terra del Sol Levante. La focara del 16 gennaio prossimo, nell’intrinseca funzione lustrale e fecondante, unirà l’Occidente e l’Oriente. Ne parliamo con il Sindaco di Novoli, il dott. Oscar Marzo Vetrugno.
Sindaco Vetrugno, quali novità bruciano quest’anno nella “focara” in onore della festa di Sant’Antonio Abate?
Il Comune di Novoli promuove il territorio con un ampio partenariato, grazie al quale l’evento ha assunto una definizione internazionale. Quest’anno, infatti, approda a Novoli la Rete Italiana di Cultura Popolare che promuoverà un convegno per l’incontro tra le culture delle città del fuoco. Una nota di rilievo sarà la mostra con gli scatti di focara 2013 di Letizia Battaglia e l’ospite fotoreporter Peppe Avallone, mentre torna alla sua seconda edizione l’evento “Penne al dente” con 20 giornalisti cuochi per 10 ricette con prodotti di Campagna Amica Coldiretti Lecce. La festa riserva un ampio spazio alla musica internazionale, e novità di enorme rilievo è la partecipazione attiva di Hidetoshi Nagasawa.
Come è nata ed esattamente in che cosa consiste la collaborazione con l’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa?
La sua collaborazione è già iniziata con il Manifesto d’autore per la focara 2014 e si perfezionerà soprattutto con il suo progetto creativo per stallazione della stessa. Dopo i cavalli di Paladino ed i numeri di Nespolo la nostra ricerca si è spostata sino a risalire alle componenti orientali della festa. E Nagasawa ci è sembrata un’ipotesi praticabile verso il dialogo tra la cultura d’oriente e quella d’occidente, in un percorso in cui la focara è simbolo di pace.
La “focara” di Novoli è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e ora partecipa alla catalogazione per il riconoscimento come Patrimonio Intangibile dell’Umanità, quali sono le reali possibilità che quest’evento diventi Patrimonio dell’Unesco?
La candidatura purtroppo è soggetta a norme, valutazioni e decisioni di carattere internazionale. Abbiamo illustrato la nostra causa investendo sull’attenzione del Ministro Bray che ha riconosciuto il grande lavoro prodotto nella documentazione, della quale sta valutando i contenuti. Noi continuiamo, pertanto, ad acquisire ulteriori partner locali, nazionali ed internazionali che possano sostenere continuamente la candidatura in attesa del nostro turno.
Goethe nel suo viaggio in Italia racconta di aver partecipato alla festa di Sant’Antonio Abate, ricordandolo come “patrono delle creature a quattro zampe”, persistono ancora usi o costumi, legati agli animali domestici, finalizzati a scongiurare le malattie e favorire la fecondità?
È interessante tornare al racconto dei grandi pensando che ancora oggi, le pratiche quotidiane, degli abitanti di questo territorio, offrono terreno fertile in senso materiale e spirituale per un nuovo racconto. Se non proprio nelle stesse modalità degli antichi, chi torna al rito della benedizione degli animali, probabilmente ritrova un rinnovato feeling con la diversità che la natura ancora ci offre. Atti che nell’indifferenza globale contemporanea generano risvolti affettivi e di relazione, che alimentano stati psicologici e dell’animo benefici e propiziatori di un benessere profondo, anche spirituale.
Si ricorda a Novoli qualche avvenimento particolare, un personaggio singolare o una leggenda straordinaria legata all’anacoreta egiziano e alla sua festa?
Ce ne sono sicuramente tante, ma ritengo che l’evento più straordinario sia legato alla presenza di padre Pizzaballa, custode di Terra Santa, che personalmente è venuto ad accendere la focara con il Fuoco Buono attinto alla Grotta di Betlemme. L’intima speranza è che il “fratello foco” rimanga sempre acceso, per ardere incessante nel cuore di ciascuno e illuminare costantemente le menti di tutti.


















