Pubblicato in: Ven, Nov 1st, 2013

Novoli/Focara 2014… Puntando all’Unesco

A colloquio con il Sindaco Oscar Marzo Vetrugno per scoprire le novità sulla nuova edizione della festa. 

focara

Fiamme che bruciano i conflitti/ “Nagasawa ci è sembrata un’ipotesi praticabile verso il dialogo tra la cultura d’oriente e quella d’occidente, in un percorso in cui la focara è simbolo di pace”. 

Il sindaco Vetrugno e il maestro Nagasawa

Dalle Piramidi ai Pire­nei, dal Tavoliere al Monte Fuji, il fuoco di Sant’Antonio Aba­te brucia il mondo. L’anacoreta di origine egizia­ne, le cui spoglie dall’XI seco­lo sono conservate in Francia, e santo protettore della città di Novoli infiamma anche la terra del Sol Levante. La focara del 16 gennaio prossimo, nell’in­trinseca funzione lustrale e fe­condante, unirà l’Occidente e l’Oriente. Ne parliamo con il Sindaco di Novoli, il dott. Oscar Marzo Vetrugno.

Sindaco Vetrugno, quali novità bruciano quest’an­no nella “focara” in onore della festa di Sant’Antonio Abate?

Il Comune di Novoli pro­muove il territorio con un ampio partenariato, grazie al quale l’evento ha assunto una defini­zione internazionale. Quest’an­no, infatti, approda a Novoli la Rete Italiana di Cultura Popo­lare che promuoverà un conve­gno per l’incontro tra le culture delle città del fuoco. Una nota di rilievo sarà la mostra con gli scatti di focara 2013 di Letizia Battaglia e l’ospite fotoreporter Peppe Avallone, mentre torna alla sua seconda edizione l’e­vento “Penne al dente” con 20 giornalisti cuochi per 10 ricet­te con prodotti di Campagna Amica Coldiretti Lecce. La festa riserva un ampio spazio alla musica internazionale, e novità di enorme rilievo è la partecipa­zione attiva di Hidetoshi Naga­sawa.

Come è nata ed esattamen­te in che cosa consiste la collaborazione con l’artista giapponese Hidetoshi Na­gasawa?

La sua collaborazione è già iniziata con il Manifesto d’au­tore per la focara 2014 e si perfezionerà soprattutto con il suo progetto creativo per stallazione della stessa. Dopo i cavalli di Paladino ed i numeri di Nespolo la nostra ricerca si è spostata sino a risalire alle com­ponenti orientali della festa. E Nagasawa ci è sembrata un’ipo­tesi praticabile verso il dialogo tra la cultura d’oriente e quella d’occidente, in un percorso in cui la focara è simbolo di pace.

La “focara” di Novoli è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e ora parte­cipa alla catalogazione per il riconoscimento come Pa­trimonio Intangibile dell’U­manità, quali sono le reali possibilità che quest’even­to diventi Patrimonio dell’U­nesco?

La candidatura purtroppo è soggetta a norme, valutazioni e decisioni di carattere interna­zionale. Abbiamo illustrato la nostra causa investendo sull’at­tenzione del Ministro Bray che ha riconosciuto il grande lavoro prodotto nella documentazione, della quale sta valutando i con­tenuti. Noi continuiamo, pertan­to, ad acquisire ulteriori partner locali, nazionali ed internazio­nali che possano sostenere con­tinuamente la candidatura in attesa del nostro turno.

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Goethe nel suo viaggio in Italia racconta di aver partecipato alla festa di Sant’Antonio Abate, ricor­dandolo come “patrono delle creature a quattro zampe”, persistono anco­ra usi o costumi, legati agli animali domestici, finaliz­zati a scongiurare le malat­tie e favorire la fecondità?

È interessante tornare al racconto dei grandi pensando che ancora oggi, le pratiche quotidiane, degli abitanti di questo territorio, offrono terre­no fertile in senso materiale e spirituale per un nuovo raccon­to. Se non proprio nelle stesse modalità degli antichi, chi torna al rito della benedizione degli animali, probabilmente ritro­va un rinnovato feeling con la diversità che la natura ancora ci offre. Atti che nell’indiffe­renza globale contemporanea generano risvolti affettivi e di relazione, che alimentano stati psicologici e dell’animo benefi­ci e propiziatori di un benessere profondo, anche spirituale.

Si ricorda a Novoli qualche avvenimento particolare, un personaggio singolare o una leggenda straordinaria lega­ta all’anacoreta egiziano e alla sua festa?

Ce ne sono sicuramente tante, ma ritengo che l’even­to più straordinario sia legato alla presenza di padre Pizza­balla, custode di Terra Santa, che personalmente è venuto ad accendere la focara con il Fuo­co Buono attinto alla Grotta di Betlemme. L’intima speranza è che il “fratello foco” rimanga sempre acceso, per ardere incessante nel cuore di ciascuno e illuminare costantemente le menti di tutti.

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