Pubblicato in: Ven, Nov 1st, 2013

Novoli/Focara 2014… Puntando all’Unesco

IL SIMBOLISMO DEL FUOCO…

QUELLA VOLTA DI GOETHE IN ITALIA 

Il fuoco di Sant’Antonio unisce posti lontani e visita luoghi non fisici, come le coscienze di santi e scrittori che nei loro viaggi dell’anima hanno incontrato l’Aba­te egiziano. Primo tra tutti Sant’Agostino che nelle sue “Confessioni” lo ricorda come esempio e compagno di viaggio lungo l’ardua strada della conver­sione. Entrambi accolsero l’invito del Signore “Và, vendi tutto quello che hai, distribui­scilo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi”.

O come Gustave Flau­bert ne “Les Tentations de Saint-Antoine”. Il padre del metodo dell’imperso­nalità cedette al fascino delle leggende sull’eremita e dei suoi “persecutori”, dopo essere stato ispirato dal quadro di Bruegel, su Sant’Antonio, ammirato al palazzo Barbi di Genova. Nel romanzo le tentazio­ni del monaco africano e le eresie della storia si intrecciano con i fantasmi, le paure e i peccati del monaco della letteratura francese.

goethe

E seguendo l’itinerario sotterraneo tra religiosi­tà pagana e cristianità medievale si può compren­dere l’enorme popolarità di Sant’Antonio, e della sua festa nel corso della quale si benedivano gli animali domestici per scongiura­re le malattie e favorirne la fecondità. Un’usanza che colpiva l’osservatore proprio come capitò a Goethe nel suo viaggio in Italia.

“Ieri, racconta nel suo diario al 18 gennaio 1787, festa di Sant’Antonio Abate, abbiamo goduto una divertente giorna­ta. […] Sant’Antonio, è patrono delle creature a quattro zampe, e la sua festa diventa un saturnale delle bestie. […] cavalli e muli sono condotti davanti a una cappelletta alquan­to discosta dalla Chiesa, dove un prete con un gran­de aspersorio in mano e una fila di secchi e tinozze d’acqua benedetta dinanzi a sé annaffia senza rispar­mio i vispi animali.[…] Asini e bestiame beneficiano di questa distribuzione di grazie per la parte loro destinata” .

Pagine a cura di Maria Rosaria Contaldo

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