Pubblicato in: Dom, Ott 19th, 2014

Nuova Normativa/Abusi a caro prezzo… Più conveniente demolire i fabbricati non regolari

Qualora l’abusivo non abbatta il proprio manufatto entro novanta giorni pagherà una sanzione da 2mila a 20mila euro.

L’abuso edilizio non conviene più perché gli abusi si dovranno “pagare”. Questo, in sintesi, l’obiettivo di un emendamento approvato nell’ambito dei lavori della VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. L’emendamento – prima firmataria la deputata palermitana del Movimento 5 Stelle Claudia Mannino – intro­duce nel ddl 2093 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali (collegato ambienta­le alla legge di stabilità 2014)” una nuova sanzione economica contro l’abusivismo edilizio. Il testo prevede che, qualora l’abusi­vo non demolisca il proprio manu­fatto entro 90 giorni dall’ordine di demolizione, questi debba pagare una sanzione da 2.000 a 20.000 euro e, qualora l’abuso sia realizzato in zona vincolata, soprattutto a livello idrogeologico, che questa sanzione sia comminata nella misura massima. L’atto dovrà passare al vaglio di Camera e Senato, ma rappresenta una inversione di tendenza nella lotta a “cemento selvaggio”, che conta, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 2 milioni di abusi edilizi ancora in piedi, di cui poco meno di un mi­lione con una improbabile domanda di condono e poco più di un milione senza neanche uno straccio di carta a giustificarne l’esistenza. Le cifre sono confermate dal risultato del censi­mento delle case “fantasma” (perché in gran parte abusive) effettuato nel 2010.

Demo

Le cifre parlano chiaro e trova­no riscontro per difetto nel dossier di Legambiente: si tratta di un milione e duecentomila case, come ha dichiara­to il governo Monti a marzo 2012. La sanzione prevista dall’emenda­mento potrà essere reiterabile (ad esempio ogni anno) qualora persista la mancata demolizione e, ovviamente, la sua corresponsione non sana l’a­buso. “Gli abusivi – afferma Claudia Mannino – dovranno fare due conti. Se ad oggi delinquere gli conveniva poiché le demolizioni si contano sulle dita di una mano e loro abitano in immobili per i quali non si paga nulla allo Stato e ai Comuni, la nuova sanzione potrebbe spingerli concre­tamente all’autodemolizione per non nuocere al proprio portafoglio. Le somme stimate – continua la Manni­no – sono veramente ingenti. Siamo nell’ordine di 2 miliardi (potenzial­mente ogni anno)”. Per far marciare bene la macchina sanzionatoria è im­portante – secondo il legislatore – co­munque, che ognuno faccia la propria parte, compresi i dipendenti comunali, che dovranno infliggere le sanzioni economiche da mancata demolizione. Pertanto, nella disposizione sono stati previsti appositi provvedimenti, anche economici, per i dirigenti “distratti”.

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