Pubblicato in: Dom, Giu 14th, 2015

Nuovo CD/Francesco Coppola… Nove brani per una preziosa ricerca

Gli interventi sonori e gli effetti elettronici sono stati curati da Gian Luigi Gallo.

elettrone

Nell’universo della musica strumen­tale ha fortemente voluto “dire la sua” il poliedrico salentino Francesco Cop­pola con il CD “Elettrone” (etichetta Etnagigante). I suoi nove brani percorrono diversi itinerari sonori attraverso jazz, blues, tango, samba, valzer e rumba balcanica accomunati da un collante indispensabile per diffondere un’originale fragranza udi­tiva. “L’alba delle aquile” “Dicembre rosso ‘91” e “So­cietà avanzata” racchiudono le linee ritmico-melodiche dell’est europeo e lasciano ampio margine all’ascoltatore di ritrovare le sue “coordina­te” essenziali alla vita stessa. Il clima si ammorbidisce con “Bacio effimero” nel chiaro intento di stordire il fruitore e liberarlo dai suoi stessi recenti attraverso infiniti voragini sonore che successivamente risollevano, con la stessa ed opposta energia, il malcapitato di turno. Il virtuosistico “Elet­trone” illumina il sassofono alto di Coppola e lo rende flessibile e duttile attraverso la tecnica strumentale che im­pone, senza indugio, i colori progettati, i quali determinano il vero successo dell’idea mu­sicale.

max

L’entusiasmante dialogo tra sassofono e tromba in “Pa­gliacceria” rappresenta il giu­sto ed intenso equilibrio tra le­gno ed ottone, tra clarinetto in sib e tromba. E quest’ultima vede come protagonista Roy Paci, piacevole ospite accanto a Coppola; i due inebriano lo spazio sonoro e lo rendono ac­cattivante anche al più scettico ascoltatore: l’energia sprigio­nata non può che coinvolgere tutto e tutti. Il brano “Perro de Buda”, dedicato al cane Ernesto, crea una simpatica at­mosfera attraverso il suadente sassofono e l’intervento caldo e coinvolgente della fisarmo­nica di Rocco Nigro; tale stru­mento è fortemente presente nei brani del disco e conferisce al lavoro un amalgama ben ri­cercato e consolidato. Il tango “Romanticinica”, che viene preceduto dall’introduzione della famosa ballad di “Over the rainbow” di Harold Arlen, sottolinea la valenza originale del sassofono sottoposto anche a meticolosi interventi sonori attraverso effetti elettronici grazie alla competenza dell’in­gegnere del suono Gianluigi Gallo che ha curato l’intero cd. L’ultimo brano “Wind chi­mes”, l’unico con il pianista Emanuele Coluccia, emana una vellutata e morbida sono­rità, nuova in questo lavoro, e conferma l’intento di Coppola di voler porre la giusta atten­zione al suono attraverso la ricerca e la tecnica. 

Antonio Martino

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