Nutrigenetica/Un test genetico ci dirà cosa mangiare
A colloquio con il Dott. Sergio Carlucci, pioniere nel Salento della Scienza Alimentare di ultima generazione.
“Scoperta la variazione genetica non si suggerisce l’eliminazione di un alimento ma si consiglia di diminuire l’introduzione, in quanto l’organismo ha difficoltà a metabolizzarlo”.
Il nuovo confine della scienza alimentare di ultima generazione si chiama nutrigenetica, e il pioniere nel nostro territorio è il dott. Sergio Carlucci, grazie al quale questo metodo innovativo viene utilizzato anche a Lecce e in provincia. Il genetista pugliese ha dato avvio da più di un anno a un’esperienza medica nuova, e a un’eccellenza unica nella nostra regione. Il benessere fisico si declina secondo nuovi e innovativi parametri che, pur in un contesto di inclusione delle diete classiche e della canonica individuazione di particolari intolleranze, aprono efficaci orizzonti terapeutici focalizzati sull’individuazione di un’identità nutrizionale, attraverso l’analisi del Dna.
Dott. Carlucci, cosa è la nutrigenetica?
La nutrigenetica è una nuova disciplina che unisce la Scienza della Nutrizione alla Genetica, dando origine a un nuovo sistema per la formulazione di diete personalizzate basato sul proprio profilo genetico. Grazie a un test che si basa sullo studio de diversi polimorfismi genetici è possibile scoprire intolleranze, malassorbimenti e aumento di peso non imputabile solo ad una maggiore introduzione di cibo. È in particolare l’analisi di come la variazione genetica nei geni individuali influenza la risposta di un individuo a particolari nutrienti e tossine della dieta.
Molte persone con problemi di obesità o sovrappeso hanno già sperimentato varie diete o fatto analisi per le intolleranze ottenendo scarsi risultai, o subendo nel tempo l’effetto yo-yo. Qual è la differenza sostanziale che propone la nutrigenetica rispetto ai tradizionali metodi di dimagrimento?
Conoscere il proprio profilo genetico dà la possibilità di identificare non solo l’intolleranza genetica ad alcuni componenti (lattosio, glutine, nickel, caffeina, alcool ecc) ma anche studiare la sensibilità specifica verso altri determinanti componenti (carboidrati raffinati grassi saturi, ecc). Tutto questo consente non solo il raggiungimento del calo o, quando necessario, dell’aumento del peso corporeo ma anche la possibilità di mantenere in maniera stabile e duratura il raggiungimento del peso ideale e il conseguente equilibrio psicofisico. In poche parole è possibili mangiare come è scritto nel proprio Dna.
Individuati gli alimenti che fanno ingrassare, devono essere eliminati in modo definitivo dal proprio regime alimentare?
Scoperta la variazione genetica non si suggerisce l’eliminazione totale di un determinato alimento ma si consiglia di diminuire l’introduzione di quell’alimento, in quanto l’organismo ha difficoltà a metabolizzarlo o il suo consumo favorisce l’accumulo di metabolici spesso tossici. Questo significa che se un alimento deve essere ridotto, si può mangiare 1 volta a settimana anziché 3-4 volte. Mentre se le analisi evidenziano una carenza nutrizionale, si introduce più volte al giorno l’alimento che contiene questi principi nutritivi o si procede con piccole integrazioni di origine naturale. Più in generale, posso sostenere che la nutrigenetica non ha un effetto restrittivo ma ha l’obiettivo di fornire una guida utile nelle scelte alimentari e sensibilizzare all’importanza dell’alimentazione del cibo e del proprio metabolismo.
Il test genetico eseguito da un individuo può essere valido per un componente dello stesso nucleo familiare?
No, perché possono esserci delle differenze genetiche tra i membri della stessa famiglia. Il test è individuale ed è consigliabile che ogni singolo componente si sottoponga all’esame che, tra l’altro, si esegue una sola volta nella vita.
Ha eseguito dei follow-up di verifica dopo uno o più anni dall’inizio o dalla fine della dieta nutrigenetica personalizzata, per verificare se i risultati ottenuti sono stati mantenuti?
Si, e dalla maggior parte delle indagine effettuate è risultato che rispetto ad altre diete i pazienti che hanno utilizzato la dieta nutrigenetica hanno conservato nel tempo i risultati ottenuti, anche perché questo metodo ha rilevato che i nostri geni possono essere attivati in maniera positiva per attivare una adeguato stile di vita che dura nel tempo.

















