Nutrire il Pianeta? Intanto troppo cibo finisce nei cassonetti
Expo e Povertà/Nel solo comparto della ristorazione il fenomeno dell’eccedenza alimentare: solo il 9,2% viene donato ad enti caritativi.
Secondo il Rapporto 2014 “Waste Watcher – Knowledge for Expo”, nel mondo più di 8 miliardi di euro di cibo all’anno vengono gettati nella spazzatura. Se ci riferiamo soltanto all’Italia, ogni giorno nelle discariche finiscono circa 4000 tonnellate di cibo ancora commestibile (www.educazionesostenibile. it). Secondo l’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori (Adoc) ogni nucleo familiare in Italia getta via all’anno 584 € di prodotti alimentari su una spesa mensile di 450 €, circa l’11%. Questi dati sono allarmanti in un’Italia che tuttavia, sempre secondo il Rapporto Expo, si presenta tendenzialmente attenta agli sprechi rispetto agli anni passati: l’81% sa leggere le etichette e controlla se il cibo scaduto è ancora buono prima di gettarlo. È stato osservato come l’attenzione al cibo sia un valore da sostenere prima ancora che un bisogno contro la povertà. Ma, la strada da percorrere è ancora lunga, poiché occorre smuovere le coscienze di tutti, cittadini, imprese, istituzioni. Ad esempio, nel solo comparto della ristorazione il fenomeno dell’eccedenza alimentare è pari a 209,1 mila tonnellate l’anno di cui solo il 9,2% viene donato ad enti caritativi, ciò vuol dire che 189.9 mila tonnellate l’anno finiscono nella pattumiera (ricerca “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità 2012”).
Eppure, combattere lo spreco è anche nell’interesse delle aziende, per le quali lo stoccaggio e lo smaltimento è un costo. Negli ultimi anni, la legge cosiddetta “del buon samaritano” (n.155, 25 giugno 2003, entrata in vigore il 16 luglio 2003) che disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale, ha permesso dei grandi passi in avanti in favore delle donazioni di cibo pronto e non consumato nell’ambito della ristorazione collettiva che altrimenti verrebbe gettato, e ha facilitato l’attività delle organizzazioni che distribuiscono pasti e generi alimentari agli indigenti, in modo gratuito. Tuttavia, in Italia, una legge antispreco vera e propria che scoraggi lo spreco alimentare ancora non esiste, ma, molti sperano che il passo sia breve, visti gli orientamenti a cui si stanno rivolgendo i paesi europei. Da pochi giorni, ad esempio, in Francia è stata approvata una legge che vieta lo spreco di cibo nelle catene della grande distribuzione. Gli alimenti invendibili ma ancora commestibili non dovranno più finire in discarica, ma donati ad associazioni di carità, trasformati in concime o in mangime per animali. Le sanzioni sono pesanti: multe fino a 75mila euro o due anni di carcere. Il provvedimento è stato votato dall’assemblea legislativa transalpina all’unanimità.
Fatima Grazioli
















