Pubblicato in: Sab, Giu 6th, 2015

Nutrire il Pianeta? Intanto troppo cibo finisce nei cassonetti

Expo e Povertà/Nel solo comparto della ristorazione il fenomeno dell’eccedenza alimentare: solo il 9,2% viene donato ad enti caritativi.

Secondo il Rap­porto 2014 “Waste Watcher – Knowledge for Expo”, nel mondo più di 8 miliardi di euro di cibo all’anno vengono gettati nella spazzatura. Se ci rife­riamo soltanto all’Italia, ogni giorno nelle discariche fini­scono circa 4000 tonnellate di cibo ancora commestibile (www.educazionesostenibile. it). Secondo l’Associazione per la Difesa e l’Orientamen­to dei Consumatori (Adoc) ogni nucleo familiare in Italia getta via all’anno 584 € di prodotti alimentari su una spesa mensile di 450 €, circa l’11%. Questi dati sono allarmanti in un’Italia che tuttavia, sempre secondo il Rapporto Expo, si presenta tendenzialmente attenta agli sprechi rispetto agli anni passati: l’81% sa leggere le etichette e controlla se il cibo scaduto è ancora buono prima di gettarlo. È stato osservato come l’attenzione al cibo sia un valore da sostenere prima ancora che un bisogno contro la povertà. Ma, la strada da percorrere è ancora lunga, poiché occorre smuovere le coscienze di tutti, cittadi­ni, imprese, istituzioni. Ad esempio, nel solo comparto della ristorazione il fenomeno dell’eccedenza alimentare è pari a 209,1 mila tonnellate l’anno di cui solo il 9,2% vie­ne donato ad enti caritativi, ciò vuol dire che 189.9 mila tonnellate l’anno finiscono nella pattumiera (ricerca “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità 2012”).

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Eppure, combattere lo spreco è anche nell’interesse delle aziende, per le quali lo stoccaggio e lo smaltimento è un costo. Negli ultimi anni, la legge cosiddetta “del buon sama­ritano” (n.155, 25 giugno 2003, entrata in vigore il 16 luglio 2003) che disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solida­rietà sociale, ha permesso dei grandi passi in avanti in favore delle donazioni di cibo pronto e non consumato nell’ambito della ristorazione collettiva che altrimenti ver­rebbe gettato, e ha facilitato l’attività delle organizzazioni che distribuiscono pasti e ge­neri alimentari agli indigenti, in modo gratuito. Tuttavia, in Italia, una legge antispreco vera e propria che scoraggi lo spreco alimentare ancora non esiste, ma, molti spe­rano che il passo sia breve, visti gli orientamenti a cui si stanno rivolgendo i paesi europei. Da pochi giorni, ad esempio, in Francia è stata approvata una legge che vieta lo spreco di cibo nelle catene della grande distribuzione. Gli alimenti invendibili ma ancora commestibili non do­vranno più finire in discarica, ma donati ad associazioni di carità, trasformati in concime o in mangime per animali. Le sanzioni sono pesanti: multe fino a 75mila euro o due anni di carcere. Il provvedimento è stato votato dall’assemblea legislativa transalpina all’u­nanimità.

Fatima Grazioli

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