Pubblicato in: Sab, Giu 6th, 2015

Nutrire il Pianeta? Intanto troppo cibo finisce nei cassonetti

RISTORATORI LECCESI…

NON È UNA PRASSI DONARE… CI SI AFFIDA AI VOLONTARI 

Che fine fa il cibo rimasto invenduto o avanzato e intatto dai ristoratori di Lecce e Provincia? Lo abbiamo chiesto a loro e le risposte emerse ci rendono orgogliosi di appartenere ad un piccolo territorio che nel caos dello spreco mondiale pare risulti una minuta perla di saggezza e di buon sen­so. La nota positiva è che gli alimenti quasi mai vengono gettati nella pattumiera, ma, al contrario, i nostri commer­cianti ed imprenditori gastronomici, riescono a riciclare il cibo in modi diversi. Le pietanze avanzate da catering per ricevimenti ritornano alle famiglie che le hanno pagate, confezionate in vaschette da asporto. Pizzerie e trattorie riciclano il cibo intatto portandolo alla mensa dei poveri (in genere parrocchie), o ancora, se invenduto e in buono stato, a volte, ridistribuito tra i proprietari stessi. Se il cibo invece viene dalla sala e non si può donare, diventa nutrimento per animali, quali conigli, galline, ecc. Parlando con un panettiere, Alessandro, scopriamo che nei dintorni di Piazza L. Ariosto, ad esempio, il proprietario di una masseria di S. Cataldo, ogni giorno con la sua ape fa il giro di fruttiven­doli e panifici, al fine di recuperare alimenti per gli animali e concimare le piante della sua tenuta. Un discorso a parte merita la beneficenza.

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Simona, una volontaria dell’asso­ciazione dei City Angels che si occupa prevalentemente di senzatetto e famiglie bisognose, ci spiega la procedura: “il nostro coordinatore, ottenuta la disponibilità del ristoratore, firma con quest’ultimo un protocollo d’intesa, nel quale si chiariscono le finalità dell’associazione. In giorni stabiliti, poi, il ristoratore ci fa trovare le pietanze da portar via che però, prima di lasciare il locale devono essere registrate con uno scontrino fiscale (se pure a costo zero)”. Questo, ci spie­ga Simona, per evitare di andare contro la legge e non essere accusati di evasione fiscale. “Non possiamo regalare niente”, ci confermano i ristoratori, “paradossalmente, costerebbe di più regalare gli alimenti che buttarli via”. Un’ultima osservazione sulla modalità del riciclaggio. Abbiamo notato che qualsiasi sia la fine del cibo avanzato (beneficenza, concime per piante, nutrimento per animali) non è quasi mai il gestore stesso che si interessa al trasporto del cibo, ma il compito è lasciato ad un volontario: “non c’è una prassi, se qualcuno si prende l’impegno di portarlo alla mensa lo si fa tranquillamente”, dice Marzia, comproprietaria del pub/ pizzeria “Amadeus-Bella ‘Mbriana”, e questa risposta è stata simile a tante altre.

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