Pubblicato in: Ven, Apr 11th, 2014

OBOEDIENTIA ET PAX. TOTUS TUUS MARIA

Visto da Vicino/Il profilo dei nuovi Santi nelle preghiere del Card. Comastri sul retro delle immaginette dei due Papi.

due papi

Se è vero che il centro dell’intero anno liturgico è la Pasqua del Signore, quest’anno il centro del mondo cat­tolico orbita attorno alle due cano­nizzazioni del prossimo 27 aprile, Domenica in Albis o della Divina Misericordia. Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Saran­no infatti proclamati santi e, per tale evento, è prevista la partecipazione di oltre un milione di fedeli, circa 4000 Vescovi e decine di migliaia di sacerdoti. I preparativi fervono e la Capitale si appresta ad accogliere i fedeli nel miglior modo possibile. Qui però non interessa indicare i pur importarti aspetti organizzativi, quanto piutto­sto l’ambito spirituale di questo straordinario avvenimento.In tal senso, ci lasciamo ispirare dalle due brevi, ma intense preghiere che si tro­vano sul retro delle immaginette dei due Santi, composte dal Cardinale Comastri in occasione della canonizzazione. Nella preghiera a Giovan­ni XXIII, il Porporato descrive il nuovo santo come persona “semplice e mite” che “profumava di Dio e accendeva nel cuore il desiderio della bontà” e lo invoca affinché possiamo, come lui, “avere un sano ottimismo per vincere il male con il bene”.

Il Cardinale Comastri ricorda anche quella parola dolce e commovente del Papa buono rivolta a favore dei bambini: “ Hai consegnato una carezza per tutti i bambini:.. così ci hai ricordato che le mani ci sono state donate non per colpire, ma per abbracciare e asciugare le lacrime”. In modo immediato, il Cardinale ha tracciato le linee portanti della santità di Giovanni XXIII: umiltà, dolcezza, bontà, fiducia, prudenza, orazione. È da queste prerogative che nasce quel sano ottimismo che ha portato Giovanni XXIII ad amare e abbracciare il mondo con le sue luci e le sue ombre e lo ha indotto a credere che la pace è sempre possibile, in ogni circostanza, anche la più impervia.

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Nella preghiera a Giovanni Paolo II, il Cardi­nale Comastri inizia con un’invocazione: “dalla finestra del Cielo donaci la tua benedizione”. È il ricordo tenero e commosso di quelle centinaia di volte in cui tantissimi fedeli lo hanno visto recitare l’Angelus ogni domenica, ne hanno custodito l’insegnamento, ne hanno apprezzato i gesti e ne hanno condiviso ansie e speranze, fino a vederlo, ormai terribilmente sofferente, incapa­ce di pronunciare più alcuna parola: ammalato e debole, esausto per aver donato tutto se stesso a Dio e alla Chiesa.

La richiesta di benedizione si rivolge poi ai due interlocutori preferiti del Papa: “benedici i giovani, che sono stati la tua grande passione. Riportali a sognare, riportali a guardare in alto” e “benedici le famiglie… Tu hai avvertito l’assalto di satana” contro la famiglia, “con la tua preghiera proteggi la famiglia e ogni vita che sboccia nella famiglia”. Infine, il Porporato ricorda come il Papa polacco abbia combattuto la guerra invocando il dialogo e “seminando l’amore” e continua a chiedere che tutta l’umanità possa seminare la pace, sul suo esempio. Entrambe le preghiere sono accomuna­te dalla richiesta di intercessione della Madon­na e dalla centralità che i due Pontefici hanno attribuito alla famiglia e alla causa della pace. Avviciniamoci anche noi a questo grande avve­nimento, portando nel nostro cuore e nella nostra vita l’esempio del Papa dell’Oboedientia et Pax e del Papa del “Totus Tuus Maria” e invocandoli su ciascuno di noi, come maestri e potenti interces­sori presso Dio.

Mauro Carlino

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