Offro e compro. Guadagno, spendo, risparmio
Stranezze al tempo della crisi/Sfogliando i giornali che raccolgono e pubblicano annunci di ogni genere.
Negli ultimi anni i canali di comunicazione si sono moltiplicati e risulta sempre più facile vendere e comprare prodotti in modo non tradizionale. Così, molte persone decidono di assolvere ai propri bisogni anziché rivolgendosi a negozi e agenzie specializzate, utilizzando giornali e siti dove si possono trovare annunci di ogni genere. Da un’attenta lettura di “Tutto Mercato”, settimanale pugliese di annunci economici e dalla consultazione di diversi siti web di e-commerce, nel canale di ricerca “Lecce e dintorni” è risultata la presenza di un mondo intriso di diverse tipologie di persone, con svariate esigenze e a volte alquanto curiose. Per semplificare abbiamo disposto sei categorie “tipo” che non hanno la pretesa di esaustività nè vogliono essere delle verità assolute, ma semplicemente suggerire alcune riflessioni.
Innanzitutto, bisogna dire che l’offerta supera di gran lunga la domanda sotto ogni voce, tranne che per quella “lavoro” dove le proporzioni sono invertite. Inoltre, la lista di annunci di lavoro fa eccezione anche perché è un insieme molto ampio sia per classe di età che per livello d’istruzione delle persone appartenenti: prevale comunque la domanda di collaboratori domestici a fronte di un’offerta che chiede invece maggiormente collaboratori autonomi come agenti, consulenti, ecc.. Ci divertiamo a definire questa categoria “atipica” per le sue caratteristiche eccezionali.
Un’altra osservazione lampante è che gli annunci sotto la voce “autoveicoli” sono i più corposi su “Tutto Mercato” rispetto agli altri dello stesso giornale, mentre tra i siti web notiamo una presenza massiccia anche di annunci sotto la voce “informatica e tecnologia” (telefonia, dvd, computer, ipod, tablet, videogiochi). Sia l’una che l’altra voce sono accomunate dal fatto che presentano prodotti costosi che risultano di breve durata, cioè vengono cambiati più spesso rispetto ad altro genere di consumo. Chiamiamo gli appartenenti a questa categoria, “i seguaci della moda”.
Prendendo in prestito le indicazioni del sociologo Simmel che ha definito la moda un insieme simbolico, molto più di una semplice tendenza effimera, le persone seguirebbero la moda per appartenenza ad un gruppo, ma anche per distinguersi. Tuttavia, sempre secondo la teoria di Simmel, la moda apparterrebbe alla classe sociale più abbietta che è la sola che può permettersela ed ecco che comprare e vendere usato sugli annunci potrebbe risultare un modo per seguire la moda superando l’ostacolo del portafoglio.
Un’altra categoria riscontrata è quella degli “amanti del vintage”. Essendo una tendenza, ancora potremmo parlare di moda, ma, rispetto alla precedente, questa è una tipologia trasversale che ricopre tutte le voci, dall’abbigliamento agli accessori, all’arredamento, ai veicoli, agli strumenti musicali, etc. (queste persone non seguono la moda in generale, ma il vintage). Ancora, pare che la nostra comunità salentina abbia anche una notevole sensibilità per gli animali. Sia sul giornale che sui siti, la voce “compravendita animali” è la seconda più numerosa, dopo quella degli autoveicoli e del mondo della tecnologia. Si vende e si compra di più cuccioli di cane, ma non mancano gatti, cavalli, caprette, maiali, galline, pavoni, canarini, perfino pesci rossi. E c’è chi scambia “lampada africana con cucciola di Pincher”, o, ancora, “maiale con capre”.
Rimangono due ultime tipologie. Quella delle “vittime della crisi” e quella dei “collezionisti”. La prima è di chi acquista e vende per bisogno (dalle case agli elettrodomestici, giardinaggio, ricambi etc.). Colpiscono in particolare, degli annunci dove vengono proposti abiti da sposa e da sposo, anelli, orologi. L’altra tipologia è quella degli immancabili amanti dell’antichità e del raro, come monete, fumetti, libri, cartoline. Un’osservazione a parte merita no gli annunci in cui si propone la vendita di enciclopedie: segno di una società che sta cambiando, più tecnologica e virtuale o semplice bisogno?! In conclusione, la compravendita tramite annunci viene preferita a quella nei negozi, a volte, perché è più facile e meno costosa, per bisogno di appartenenza e di distinzione, ma anche per un altro motivo, perché è più veloce, per dirla secondo l’illustre pensatore Bauman, in un mondo in cui il tempo si è “ristretto” a causa della vita sempre più frenetica, l’attesa è un lusso e tutto ciò a prescindere dalle singole esigenze e categorie di appartenenza.
















