OLTRE IL NOBEL
Insieme perla Pace. Offrendola concreta testimonianza che il dialogo smantella contrasti e lotte e che nel nome della cultura, oltre che dell’economia comune, è possibile raggiungere obiettivi fondamentali della persona e benefici globali.
Con la certezza che l’incontro demolisce le barriere e che nel nome dell’antica civiltà si può convergere sull’antropologia. Chiuso un tragico passato e sorpassate secolari contrapposizioni nel segno dei diritti umani riconosciuti a 500 milioni di abitanti dei diversi Stati, con sorpresa degli stessi cittadini, è giunto il Nobel all’Unione Europea.
Dopo la guerra mondiale, a sei decenni dal Trattato di Roma stipulato dai primi Paesi nel 1957, si rilancia così con maggiore vigore nonostante l’attuale crisi economica, l’obiettivo di realizzare l’Unione in modo sempre più coeso.
Già la caduta del muro di Berlino, il Trattato di Maastricht nel 1992, la nascita dell’euro nel 1999 con l’emissione delle prime banconote tre anni dopo hanno dato un notevole impulso all’Unità.
È evidente che ora occorre proseguire nel fare in modo che tutti gli abitanti dei Paesi membri si sentano europei con maggiore convinzione e soddisfazione. E tendere a una reale solidarietà tra i Paesi. Certo, ritornano subito alla mente le parole del Papa sulle antiche radici comuni e la civiltà cristiana.
Eliminando detestabili atteggiamenti di superiorità tra le nazioni e superando rovinosi contrasti tra cattolici e non cattolici. Si può citare, a questo proposito, il recente e intrigante confronto avvenuto ad Assisi tra il presidente Napolitano ed il cardinale Ravasi.
Un laico, non credente con una lunga militanza comunista e una straordinaria serie di cariche istituzionali, ed un cardinale di Santa Romana Chiesa, prestigioso intellettuale e presidente del Pontificio Consiglio della cultura, hanno dimostrato che ormai devono essere abbandonate remote polemiche. All’insegna del comune atteggiamento di ricerca, per individuare nodali riferimenti dei cittadini, interpellare e stimolare le coscienze, programmare il futuro.
Senza trascurare gli apporti della classicità greco-romana, delle popolazioni non cristiane e dell’Islam. Riconoscendo nello stesso tempo la profonda esperienza cristiana che nel mondo romano ellenistico, barbarico e slavo ha costruito concordia e unità civile, culturale e religiosa. Maturando una rinnovata coscienza di valori che proprio nella cultura e nell’etica cristiane potranno trovare fruttuosi riferimenti comuni.
Adolfo Putignano















