Pubblicato in: Ven, Lug 6th, 2012

Omaggio a uno stile/Già a Lecce Prandelli…

Spiega e modula l’inten­sità della voce, affronta i problemi tecnici for­mando innanzi tutto un gruppo-squadra, stem­pera con molto autocontrollo il nervosismo, riesce a galvanizzare un popolo di scettici facendo qua­si dimenticare il momento di crisi morale del calcio, cita con com­mozione il Presidente Napolitano, dà una pacca di paterno conforto sulla spalla di ciascuno dei suoi giocatori…

I leccesi conoscono bene lo stile di Cesare Prandelli: ha allenato dal 1997 al 1998 la loro squadra del cuore. Ne hanno apprezzato i modi all’interno della società ed i riferimenti profondi che qualificanola Vita. Anchealla scuola delle Marcel­line, dove accompagnava il figlio raccomandando esplicitamente di non trattarlo con riguardo particolare, non mancava di ma­nifestare il suo stile. Che, secondo la nota espressione del conte di Buffon, il settecentesco autore del Discorso sullo stile, “è l’uomo”. Cioè orientamento per l’ordine e la bellezza, espressione concreata della qualità dei valori, splendore della dignità della persona.

Di recente, il c.t. della Nazionale ha fatto visita ai giocatori del Lecce, in allenamento a Squinzano. Nel segno di chi riesce a intrattene­re e sviluppare rapporti al di là dei ruoli. Come non riflettere che proprio nell’attuale crisi dei comuni legami etici e sociali, per cui si esaltano eccessivamente bellezza, vigore fisico, denaro, po­tere economico e politico, c’è bi­sogno di vivere nella quotidianità riferimenti etici fondamentali e di proporli in particolare alle nuove generazioni? Esaltando così, in un giusto contesto pluralistico, sia i diritti del singolo, della famiglia, della società sia il principio di uguaglianza e della pari digni­tà di ogni cittadino.

Mentre la scarsa attenzione alla dimensione spirituale impoverisce ulterior­mente l’esistenza, rendendola più soggetta ai tanti comportamenti morali negativi. E si registrano gravissime situazioni di disagio e nello stesso tempo spinte esaspe­rate verso il progresso tecnologi­co e lo sregolato successo econo­mico, con forte pressione verso il consumismo.

C’è tanta necessità di forti contributi al discernimen­to dell’autentica identità della persona, al maggiore apprezza­mento dei valori fondamentali, al riconoscimento dell’autentica dignità… 

Adolfo Putignano

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