Omnia in Bonum/Don Fernando Vescovo
Un ministero molto denso e molto attivo eppure contrassegnato da un permanente spirito contemplativo che ha permeato il suo carattere rendendolo incline all’affabilità, all’ascolto, al non avere mai fretta con le persone, alla direzione spirituale quale attività quotidiana Da vicario generale e primo collaboratore del vescovo, si è sempre prodigato per la fraternità sacerdotale e per una feconda collaborazione tra presbiteri e laici, il tutto nella discrezione e non mettendo mai avanti la propria persona o il proprio pensiero. L’amicizia nei suoi confronti spingerebbe a tirar fuori tanti altri tratti interessanti del suo profilo sacerdotale ma proprio lo stile sobrio e discreto di don Fernando impone di fare silenzio e trasformare la gioia di questo magnifico evento in lode e ringraziamento al Signore.
E noi presbiteri di Lecce siamo contenti che un confratello come don Fernando sia stato scelto a rendere presente in un’altra diocesi la figura di Gesù buon pastore. Il pontificato di Papa Francesco, anche se da pochi mesi, è tutto strutturato sull’amore e la misericordia del buon Pastore che si prende cura di tutte le pecore in particolare delle più deboli ed esposte ai pericoli. Don Fernando certamente ha la formazione e la predisposizione per impersonare il buon Pastore. Una profonda dimensione spirituale strettamente unita a una visione concreta della realtà, una vasta esperienza pastorale che sa attingere ad una solida cultura teologica, sono supporti non trascurabili sui quali la grazia di Dio potrà agire con grande frutto.
Le comunità cristiane, ma anche i non credenti, esprimono, con diverse modalità, il bisogno di “vedere”, “toccare” l’amore di Dio. Il vescovo che cos’è, che cosa è chiamato ad essere se non l’immagine più immediata e più nitida di questo Amore? Nel pensiero dei Padri della Chiesa, il vescovo è l’amore comunitario personificato, è il centro di unione così necessario che senza di lui non si può pensare all’unione della comunità. Al caro don Fernando dedico questo testo con il quale Origene descrive la figura del vescovo: “Verso di lui tutti devono levare gli occhi, e chi contempla la sua vita deve accendersi tutto di entusiasmo per Gesù Cristo. Le sue parole sono un torrente di vita interiore, le sue azioni manifestano le ricchezze inesauribili della grazia divina” (Commento alla Lett. ai Romani 9,2, PG 14, 1209A).
Luigi Manca















