Omnia in Bonum/Don Fernando Vescovo
LA CHIESA DI LECCE TI AMA E TI INVIA…
Intervista esclusiva/“In Papa Francesco vedo un esempio luminoso per il mio ministero”.
“IL SIGNORE MI ACCOMPAGNERÀ SEMPRE”
Sperimento la paternità spirituale, che è proporre il vangelo nella sua interezza, creare nel cuore degli adulti la convinzione che la vita cristiana non è un ambito da indossare a seconda delle circostanze.
1978 – Concelebra con don Antonio Cruciato
È quanto mai urgente un profondo apostolato dell’intelligenza: comunicare sulla verità per comunicare la verità.
1992 – Rettore del Seminario, con Mons. Ruppi ed il futuro Card. Re
Solo pochi minuti dopo l’annuncio dell’Arcivescovo D’Ambrosio al clero leccese riunito in Episcopio insieme con le autorità del territorio, con lo scampanio solenne di Piazza Duomo a far da sottofondo, mons. Fernando Filograna rilascia la sua prima intervista da Vescovo di Nardò-Gallipoli.
1996 – Arciprete Parroco di Trepuzzi
Eccellenza, quali sono i suoi primi sentimenti dopo aver appreso dell’elezione a Vescovo di Nardò-Gallipoli? Con quale spirito affronterà questo nuovo percorso?
È successo qualcosa che uno non si aspetta e quindi la prima è stata una sensazione di panico. Ho poi riletto il Vangelo, che parla della chiamata degli Apostoli: anch’essi si sentivano inadeguati e poi abbiamo visto che cosa hanno operato. Ecco, vado con questa fiducia: il Signore mi accompagna sempre.
Quali saranno i primi passi da fare nella sua nuova diocesi?
Conoscerò, per prima cosa, i preti con i quali lavorerò. E quindi poi, pian piano, andrò a trovare le varie comunità che compongono la diocesi e inizierò a camminare insieme con loro.
Se lo aspettava?
Assolutamente no, era un pensiero lontano mille miglia, proprio non lo immaginavo.
Come ha esercitato fino ad ora, da sacerdote, il dono della paternità spirituale e pastorale?
Fino al 1996 il Vescovo ha voluto che mettessi le mie energie umane e spirituali a servizio del Seminario Diocesano e delle vocazioni al Sacerdozio. Sono stati anni straordinari, dove ho verificato il lavoro della grazia nel cuore dei giovani nel periodo di ricerca vocazionale e di sequela di Gesù. Poi è arrivata la decisione del Vescovo di lasciare il Seminario e servire la comunità della chiesa madre di Trepuzzi.
Cosa è cambiato nella sua vita con l’ingresso in parrocchia?
Sono entrato in punta di piedi e ho iniziato a dedicarmi alla conoscenza dell’ambiente dove ero chiamato a rinvigorire la fede e aprire solchi per gettare la semente del Vangelo. Tante iniziative, tanto fervore…, ma l’esperienza che mi ha lasciato un segno è stata la visita agli ammalati presso i quali mi portavo per la confessione e la comunione: mi ha permesso di entrare nelle famiglie e di entrare nel cuore della gente con il passo di Gesù. Poi camminando con le persone, ho maturato l’idea che non dovevo impostare la pastorale avvicinando solamente i bambini, nella speranza di portare gli adulti in chiesa, ma dovevo avvicinare le famiglie per portare in chiesa i bambini, attirandoli con la loro fede riscoperta e convinta e con il loro esempio contagioso. In questo ambito ma anche negli altri mi sembra di aver sperimentato quella paternità spirituale, che è proporre il vangelo nella sua interezza, creare nel cuore degli adulti la convinzione che la vita cristiana non è un vestito da mettere e togliere a seconda delle circostanze, ma è un cammino quotidiano di conversione che fa guardare con occhi diversi la vita e gli altri, appassiona e offre la vera libertà di cuore.
Secondo l’insegnamento di Papa Francesco e dei pontefici che lo hanno preceduto.
Il Signore ci ha fatto dono in questo intenso tempo storico di essere guidati da Sommi Pontefici che resteranno nella storia giganti, anche se ora non ne sappiamo apprezzare l’impronta che hanno lasciato o l’impronta che Papa Francesco sta tracciando. Mi piace ricordare Papa Roncalli prima e Papa Montini dopo: hanno inaugurato, guidato e condotto a termine il Concilio Vaticano II, e soprattutto Paolo VI ha guidato la Chiesa negli anni drammatici della contestazione. Mantenne fermo il timone, evitando sia nostalgici retromarcia, sia pericolose fughe in avanti. Con la sua sofferenza e il suo magistero mantenne unita la Chiesa. Poi ricordiamo la dolcezza e la santità di Papa Luciani, la straordinaria guida di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, e infine la carismatica figura di Papa Bergoglio.


















