Pubblicato in: Ven, Lug 19th, 2013

Omnia in Bonum/Don Fernando Vescovo

LA CHIESA DI LECCE TI AMA E TI INVIA…

Intervista esclusiva/“In Papa Francesco vedo un esempio luminoso per il mio ministero”. 

“IL SIGNORE MI ACCOMPAGNERÀ SEMPRE” 

Sperimento la paternità spirituale, che è proporre il vangelo nella sua interezza, creare nel cuore degli adulti la convinzione che la vita cristiana non è un ambito da indossare a seconda delle circostanze. 

don fernando 1978

1978 – Concelebra con don Antonio Cruciato

È quanto mai urgente un profondo apostolato dell’intelligenza: comunicare sulla verità per comunicare la verità. 

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1992 – Rettore del Seminario, con Mons. Ruppi ed il futuro Card. Re

Solo pochi minu­ti dopo l’annuncio dell’Arcivescovo D’Ambrosio al cle­ro leccese riunito in Episcopio insieme con le auto­rità del territorio, con lo scam­panio solenne di Piazza Duomo a far da sottofondo, mons. Fer­nando Filograna rilascia la sua prima intervista da Vescovo di Nardò-Gallipoli.

1996

1996 – Arciprete Parroco di Trepuzzi

Eccellenza, quali sono i suoi primi sentimenti dopo aver appreso dell’elezione a Ve­scovo di Nardò-Gallipoli? Con quale spirito affronterà questo nuovo percorso?

È successo qualcosa che uno non si aspetta e quindi la prima è stata una sensazione di panico. Ho poi riletto il Vange­lo, che parla della chiamata de­gli Apostoli: anch’essi si senti­vano inadeguati e poi abbiamo visto che cosa hanno operato. Ecco, vado con questa fiducia: il Signore mi accompagna sem­pre.

Quali saranno i primi passi da fare nella sua nuova dio­cesi?

Conoscerò, per prima cosa, i preti con i quali lavorerò. E quindi poi, pian piano, andrò a trovare le varie comunità che compongono la diocesi e ini­zierò a camminare insieme con loro.

Se lo aspettava?

Assolutamente no, era un pensiero lontano mille miglia, proprio non lo immaginavo.

Come ha esercitato fino ad ora, da sacerdote, il dono della paternità spirituale e pastorale?

Fino al 1996 il Vescovo ha voluto che mettessi le mie ener­gie umane e spirituali a servi­zio del Seminario Diocesano e delle vocazioni al Sacerdozio. Sono stati anni straordinari, dove ho verificato il lavoro del­la grazia nel cuore dei giovani nel periodo di ricerca vocazio­nale e di sequela di Gesù. Poi è arrivata la decisione del Ve­scovo di lasciare il Seminario e servire la comunità della chiesa madre di Trepuzzi.

Cosa è cambiato nella sua vita con l’ingresso in par­rocchia?

Sono entrato in punta di piedi e ho iniziato a dedicarmi alla conoscenza dell’ambiente dove ero chiamato a rinvigorire la fede e aprire solchi per getta­re la semente del Vangelo. Tante iniziative, tanto fervore…, ma l’esperienza che mi ha lasciato un segno è stata la visita agli ammalati presso i quali mi por­tavo per la confessione e la co­munione: mi ha permesso di en­trare nelle famiglie e di entrare nel cuore della gente con il pas­so di Gesù. Poi camminando con le persone, ho maturato l’idea che non dovevo impo­stare la pastorale avvicinando solamente i bambini, nella spe­ranza di portare gli adulti in chiesa, ma dovevo avvicinare le famiglie per portare in chiesa i bambini, attirandoli con la loro fede riscoperta e convinta e con il loro esempio contagioso. In questo ambito ma anche negli altri mi sembra di aver speri­mentato quella paternità spiri­tuale, che è proporre il vangelo nella sua interezza, creare nel cuore degli adulti la convinzio­ne che la vita cristiana non è un vestito da mettere e togliere a seconda delle circostanze, ma è un cammino quotidiano di con­versione che fa guardare con occhi diversi la vita e gli altri, appassiona e offre la vera liber­tà di cuore.

Secondo l’insegnamento di Papa Francesco e dei ponte­fici che lo hanno preceduto.

Il Signore ci ha fatto dono in questo intenso tempo stori­co di essere guidati da Sommi Pontefici che resteranno nel­la storia giganti, anche se ora non ne sappiamo apprezzare l’impronta che hanno lasciato o l’impronta che Papa Fran­cesco sta tracciando. Mi piace ricordare Papa Roncalli prima e Papa Montini dopo: hanno inaugurato, guidato e condotto a termine il Concilio Vaticano II, e soprattutto Paolo VI ha guidato la Chiesa negli anni drammatici della contestazio­ne. Mantenne fermo il timone, evitando sia nostalgici retro­marcia, sia pericolose fughe in avanti. Con la sua sofferenza e il suo magistero mantenne uni­ta la Chiesa. Poi ricordiamo la dolcezza e la santità di Papa Luciani, la straordinaria guida di Giovanni Paolo II e di Bene­detto XVI, e infine la carismati­ca figura di Papa Bergoglio.

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