Pubblicato in: Ven, Lug 19th, 2013

Omnia in Bonum/Don Fernando Vescovo

La vita terrena di S. Maria, Madre di Cristo e dei sacerdoti, fu un fiat sincero, pieno di dedizione, portato a compimento fino alle ultime conseguenze, non si è manifestato in gesti spettacolari, ma nel sacrificio nascosto e silenzioso di ogni giorno. E ora ringrazio ciascuno di voi qui presenti per aver risposto all’invito dell’Arcivescovo. Non volevo scomodarvi in questo giorno di vacanza. Ringrazio Papa Francesco che presiede alla carità della Chiesa: grazie per la fiducia che ha riposto nella mia povera persona, gra­zie per la freschezza del Vangelo che in maniera speciale, viva, risplende sul suo volto innamorato di Dio.

Un grazie particolare, pieno di affetto e riconoscenza al nostro Padre e Pastore, per quello che è stato per me sin dal primo in­contro a Manfredonia, per il bene e la stima che ha riposto in me. Eccellenza, è dal profondo del cuore che le esprimo la mia rico­noscenza, perché in questi anni mi ha permesso di starle vicino e avvertire la sua statura di maestro e padre. La ringrazio per aver creduto alla mia persona, grazie per il suo amore premuroso: mi ha accompagnato con pazienza, illuminando con il suo esempio e con le sue confidenze i passi della mia vita di prete. Sarà sempre per me Padre, fratello e amico. In Lei rivedo e ringrazio tutti i pastori della nostra Chiesa che mi hanno guidato nel cammino vocazionale e sacerdotale: i vari pastori da mons. Minerva a mons. Mincuzzi, che ancora giovane di anni di sacerdozio ha scommesso su di me affidandomi la cura del Seminario minore. Grazie a mons. Ruppi e Mons. Mannarini: quanti insegnamen­ti, incoraggiamenti, ricordi… quando erano vicini alla morte e avevo la possibilità di incontrali, mi stringevano forte la mano e mi fissavano con gli occhi quasi a dirmi… Ora capisco.

Il Signore li porti nella sua Gloria. E parlando di coloro che ci hanno preceduti, concedetemi di ricordare don Ugo De Blasi, del quale ho sentito l’affetto e una forte guida all’inizio del mio sacerdozio, e poi Mons. De Grisantis, Mons. Riezzo… e tante figure belle del nostro presbiterio. Hanno lasciato un segno indelebile in tutti noi. La loro preghiera e la loro intercessione ci siano di aiuto nel nostro ministero. Dal cielo ci sorridono e ci benedicono. Tornando ora sulla terra rivedo il volto amico di Mons. Donato Negro, sempre vicino e fratello sincero, Mons. Marcello Seme­raro, di Mons. Luigi Pezzuto, del Card. Salvatore De Giorgi

E grazie a voi confratelli sacerdoti: il vostro impegno sacerdo­tale, lo zelo e l’amicizia mi hanno aiutato a conoscere, amare e servire la nostra Chiesa. È colpa anche vostra la mia nomina a vescovo, avendo fornito voi le informazioni. Ringrazio le comunità parrocchiali di Trepuzzi e S. Giovanni Vianney per il bene con cui mi hanno circondato, i miei compa­esani…

Saluto e ringrazio Voi, Autorità qui presenti, perché vi siete sco­modate: voglio oggi dirvi il mio grazie perché in questi anni mi è stato possibile dialogare con voi nel rispetto delle competenze di ciascuno, e ho apprezzato la vostra dedizione per il bene del nostro Popolo.

Ho finito, ma concedetemi un pensiero di lode al Signore per la Chiesa di Nardò-Gallipoli alla quale mi invia come pastore e maestro. Anche Nardò Gallipoli è una Chiesa bella, per la fede e la carità della sua gente, per la sua storia e le tradizioni, per i suoi santi, e per la tenacia e la speranza con cui ogni giorno lottano per uscire dalle situazioni sociali difficili che stiamo vivendo.

Signore, ti lodo oggi e ti ringrazio per i benefici che mi hai con­cesso, soprattutto per il dono del ministero sacerdotale. Ti lodo con la consapevolezza delle fede, che illuminata dalla preghiera liturgica , ripete: “Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie. I nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza ma ci ottengono la grazia che ci salva”. Amen (IV prefazio)

+ Fernando Filograna

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