Omnia in Bonum/Don Fernando Vescovo
La vita terrena di S. Maria, Madre di Cristo e dei sacerdoti, fu un fiat sincero, pieno di dedizione, portato a compimento fino alle ultime conseguenze, non si è manifestato in gesti spettacolari, ma nel sacrificio nascosto e silenzioso di ogni giorno. E ora ringrazio ciascuno di voi qui presenti per aver risposto all’invito dell’Arcivescovo. Non volevo scomodarvi in questo giorno di vacanza. Ringrazio Papa Francesco che presiede alla carità della Chiesa: grazie per la fiducia che ha riposto nella mia povera persona, grazie per la freschezza del Vangelo che in maniera speciale, viva, risplende sul suo volto innamorato di Dio.
Un grazie particolare, pieno di affetto e riconoscenza al nostro Padre e Pastore, per quello che è stato per me sin dal primo incontro a Manfredonia, per il bene e la stima che ha riposto in me. Eccellenza, è dal profondo del cuore che le esprimo la mia riconoscenza, perché in questi anni mi ha permesso di starle vicino e avvertire la sua statura di maestro e padre. La ringrazio per aver creduto alla mia persona, grazie per il suo amore premuroso: mi ha accompagnato con pazienza, illuminando con il suo esempio e con le sue confidenze i passi della mia vita di prete. Sarà sempre per me Padre, fratello e amico. In Lei rivedo e ringrazio tutti i pastori della nostra Chiesa che mi hanno guidato nel cammino vocazionale e sacerdotale: i vari pastori da mons. Minerva a mons. Mincuzzi, che ancora giovane di anni di sacerdozio ha scommesso su di me affidandomi la cura del Seminario minore. Grazie a mons. Ruppi e Mons. Mannarini: quanti insegnamenti, incoraggiamenti, ricordi… quando erano vicini alla morte e avevo la possibilità di incontrali, mi stringevano forte la mano e mi fissavano con gli occhi quasi a dirmi… Ora capisco.
Il Signore li porti nella sua Gloria. E parlando di coloro che ci hanno preceduti, concedetemi di ricordare don Ugo De Blasi, del quale ho sentito l’affetto e una forte guida all’inizio del mio sacerdozio, e poi Mons. De Grisantis, Mons. Riezzo… e tante figure belle del nostro presbiterio. Hanno lasciato un segno indelebile in tutti noi. La loro preghiera e la loro intercessione ci siano di aiuto nel nostro ministero. Dal cielo ci sorridono e ci benedicono. Tornando ora sulla terra rivedo il volto amico di Mons. Donato Negro, sempre vicino e fratello sincero, Mons. Marcello Semeraro, di Mons. Luigi Pezzuto, del Card. Salvatore De Giorgi…
E grazie a voi confratelli sacerdoti: il vostro impegno sacerdotale, lo zelo e l’amicizia mi hanno aiutato a conoscere, amare e servire la nostra Chiesa. È colpa anche vostra la mia nomina a vescovo, avendo fornito voi le informazioni. Ringrazio le comunità parrocchiali di Trepuzzi e S. Giovanni Vianney per il bene con cui mi hanno circondato, i miei compaesani…
Saluto e ringrazio Voi, Autorità qui presenti, perché vi siete scomodate: voglio oggi dirvi il mio grazie perché in questi anni mi è stato possibile dialogare con voi nel rispetto delle competenze di ciascuno, e ho apprezzato la vostra dedizione per il bene del nostro Popolo.
Ho finito, ma concedetemi un pensiero di lode al Signore per la Chiesa di Nardò-Gallipoli alla quale mi invia come pastore e maestro. Anche Nardò Gallipoli è una Chiesa bella, per la fede e la carità della sua gente, per la sua storia e le tradizioni, per i suoi santi, e per la tenacia e la speranza con cui ogni giorno lottano per uscire dalle situazioni sociali difficili che stiamo vivendo.
Signore, ti lodo oggi e ti ringrazio per i benefici che mi hai concesso, soprattutto per il dono del ministero sacerdotale. Ti lodo con la consapevolezza delle fede, che illuminata dalla preghiera liturgica , ripete: “Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie. I nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza ma ci ottengono la grazia che ci salva”. Amen (IV prefazio)
+ Fernando Filograna















