Operatori Pastorali… Agevolare la preparazione evita l’improvvisazione
Tutti i documenti del Magistero, ma è sufficiente anche il buon senso, raccomandano con insistenza che un operatore pastorale non può essere in alcun modo improvvisato, sopratutto in rapporto al particolare compito, che la comunità gli affida. Si pensi, specialmente, a quei settori che richiedono una sicura competenza, senza la quale non solo non si perseguono gli obiettivi, ma si rischia di arrecare gravi e spesso irreparabili danni ai destinatari. È il caso dei catechisti sia dell’iniziazione cristiana, come della formazione permanente dei giovani e degli adulti, ma anche degli animatori della liturgia e degli operatori della Pastorale Familiare, la cui varietà e complessità delle situazioni non possono sfuggire a nessuno. Una formazione qualificata e specifica, una conseguente operatività di comprovata efficacia, ne precisano l’identità, per cui acquisiscono nella comunità un “volto” ben preciso. Non sono semplicemente dei volenterosi che prestano servizio, ma sono catechisti, accoliti, lettori, guida alla preparazione al matrimonio e il loro ricordo permane nell’animo di chi ha goduto del loro impegno e della loro testimonianza, anche a distanza di anni, quasi un permanente punto di riferimento. Non basta una preparazione superficiale di qualche incontro, né una attenzione generica, uguale per tutti, neppure una semplice appartenenza ad un gruppo o movimento ecclesiale. Certamente, sono fondamentali: una sicura formazione spirituale, una reale testimonianza di vita evangelica, una viva appartenenza alla Comunità, una provata predisposizione al particolare servizio in cui s’intende impegnarsi.
Ma tutto questo si persegue nella propria comunità, in parrocchia attraverso i cammini di fede che sono in essa presenti e che suppongono tutta un’attenzione particolare, sin dall’adolescenza, ma in seguito in ogni età, per suscitare in giovani e adulti una risposta vocazionale per collaborare alla crescita della propria comunità, nei suoi vari compiti. E nasce di, conseguenza, la necessità di offrire percorsi di formazione di base biblico-teologica, ma anche specifica in rapporto al particolare Ufficio, che viene affidato. C’è da acquisire sicurezza nei contenuti, nelle scelte metodologiche, nella capacità di progettare. Programmare per raggiungere obbiettivi di reale competenza, sempre nell’orizzonte dell’intera pastorale della comunità parrocchiale. Se poi ci si riferisce alla pastorale della famiglia e della vita, si avverte tutta la complessità e la difficoltà delle situazioni, per cui diventa necessario avere degli Operatori di valida competenza per ognuna di esse. Non sono poche le parrocchie prive di coppie capaci di guidare con il sacerdote un reale itinerario di preparazione al matrimonio o alla celebrazione del Battesimo di un figlio. Ancora, nonostante le numerose indicazioni in parrocchie non sono presenti gruppi famiglia o giovani sposi o di fidanzati, e questo soprattutto per mancanza di operatori. Non si riesce ancora ad avviare nelle parrocchie un movimento a favore della “famiglia ferita “divorziati, separati, divorziati risposati, sposati civilmente, mancano specifici operatori. È tutto questo che spinge l’Ufficio Pastorale della Diocesi a proporre un facile percorso di formazione per operatori, iniziato l’8 gennaio, con l’auspicio di trovare consensi in tutte le parrocchie.
Salvatore Carriero
















