Origine e sviluppo del culto di Sant’Irene a Lecce
Quello qui esposto è il lavoro di una tesi di Laurea sostenuta presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Lecce dal candidato D’ Agostino Antonio, relatore prof. Paolo Agostino Vetrugno nell’anno Accademico 2006-2007. La ricerca ha per titolo : S. Irene a Lecce – Notizie sull’origine, sullo sviluppo e sulla decadenza del culto.
L’analisi è organizzata in quattro capitoli dal titolo: Notizie biografiche; S. Irene nella tradizione leccese; Il culto di S. Irene, vergine e martire, in Lecce; Note iconografiche leccesi. A ciò si aggiungono: “Conclusioni”, ”Appendice”e “Bibliografia”.
L’obiettivo della ricerca è metodologicamente risolto dall’autore attraverso uno studio delle fonti o meglio per usare le sue stesse parole: “Io ho preferito, tuttavia, distinguere la tradizione, la paradosis, dalla legenda: per questo ho voluto consultare l’agiografia contenuta da diversi scrittori, considerati, in ogni modo, veritieri.”. In quanto alle conclusioni l’autore così le sintetizza: 1) Il culto di Santa Irene fu introdotto a Lecce forse nel XII secolo, nel periodo normanno: quando il vescovo Formoso decise di costruire il Campanile a forma di torre e lo fece, secondo il Beatillo, con l’intezione di riprodurre il luogo in cui vi rimase rinchiusa per lungo tempo la giovane martire (S. Irene, n.d.r.); 2) Il culto di Sant’Irene ebbe la sua maggiore fioritura nel XV secolo, quando la Santa fu proclamata patrona della città; 3) Il culto di S. Irene iniziò il suo declino a partire dal XVII secolo, quando i Leccesi posero al posto di S. Irene gli attuali Santi patroni Oronzo, Giusto e Fortunato.”
Fabio Grasso















