Pubblicato in: Ven, Mag 9th, 2014

Oronzo Cosentino da Lecce…

Le tracce plastiche dello scultore del primo ‘900 italiano. 

Lo scultore Oronzo Cosentino nacque a Lecce il 13 settembre 1870 da Luigi e da Enrichetta Zambrano. In segui­to alla morte del padre, egli trascorse gran parte della sua giovinezza nelle sofferenze e nelle privazioni. In tenera età fu condotto a Napoli e, dopo molte insistenze, fu ammesso alla Scuola di Disegno Applicato alle Arti del Toma (1836-1891). Dopo avere appreso i primi rudimenti, si iscrisse all’Istituto di Belle Arti che frequentò per molti anni sotto la guida di Tommaso Solari (1820-1889) e di Achille D’Orsi (1845-1929).

A causa delle sue disastrose condizioni finanziarie, fu costretto a interrompere gli studi; ebbe per tale moti­vo l’esigenza di trovare un lavoro per vivere insieme alla madre vedova. La sua passione per l’arte, però, gli fece modellare una Testa di contadino che, fuso in bronzo, fu inviato alla Mostra Permanente di Milano del 1895. Nell’anno seguente, lo stesso bronzo fu esposto alla Promotrice di Napoli e fu acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione. Partecipò all’Esposizione Nazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma del 1895-1896, dove presentò le opere in gesso raffiguranti: Busto di marinaio, Testa. Le stesse opere furono esposte alla III Esposi­zione Triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera del 1897. Lo stesso anno inviò una mezza figura Pescatore all’Esposizione di Roma. E all’Esposizione Nazionale che si tenne a Torino per il cinquantesimo anniversario della proclamazione dello Statuto. All’Esposizione di Belle Arti regionale pugliese di Bari del 1900, Oronzo Cosentino espose un bronzo dal titolo L’orfanella, che meritò la meda­glia d’argento, e altre due opere: Testa di contadino e Testa di giovinetto. Nel 1902 presentò due teste in bronzo all’Esposi­zione di Bologna, dove ebbero un buon successo che gli valse una medaglia d’argento e la vendita di una sua opera.

Cosentino

Cosentino O., Baseball, 1911, bronzo

Nel 1903, i suoi lavori: Il riposo e Rosa di Pompei furono esposti alla Promotrice di Genova e in questa occasione riuscì a ven­dere uno di essi. In seguito alla morte della madre, avvenuta 1’11 aprile 1903, decise di emigrare in America. Si stabilì a New York e dopo qualche tempo, fra i patimenti per la mancata conoscenza della lingua, fu introdotto in uno studio privato di scultura per guadagnarsi da vivere. In questo studio Cosentino fu sfruttato abbondantemente dal titolare e, per tale motivo, fu obbli­gato ad abbandonare quest’occupazione. Fortunatamente l’artista salentino ricevette l’incarico di modellare un busto in bronzo per un circolo repubblicano, oltre ad altre piccole commissioni, che gli permisero di partecipare ad alcune esposizioni. Nel 1906 Oronzo Cosentino fu coinvolto in una polemica insieme all’artista americana Elizabeth St. John Matthews, in merito alla paternità del calco di una statua alta dodici pollici e raffigurante la Defunta attrice signora GH Gilbert. La polemica emerse in un articolo di Henry Savage, pubblicato sulla celebre rivista The New York Times (30 marzo 1906), dal quale si apprese che il professor Oronzo Cosentino aveva uno studio a Bro­adway.

Durante il soggiorno americano, l’artista salentino trovò anche il tempo di partecipare alla Mostra Artistica di Bari, presso la quale espose: un Busto di contadino e una Testa di giovinetta. Il Cosentino restò a New York fino al 1913, anno in cui fece ritorno in Italia, stabilendosi a Roma. Lo scultore presentò le sue opere anche ad altre mostre: Esposizione Nazionale di Vero­na del 1900; Mostra nell’Accademia Nazionale di disegno del 1909-1910; Promotrice di Napoli tenutasi del 1911 e Mostra degli Artisti Indipen­denti di Roma del 1911. Oronzo Cosentino morì in Roma il 2 gennaio 1922.  Il Museo Civico di Lecce possedeva alcuni la­vori di questo geniale scultore salentino: il Doux Repòs (gesso), un Busto di donna nuda, una Testa in bronzo e un Ritratto di Achille Costa (busto in gesso). Nell’ambito della “IV Mezza Estate Salentina”, organizzata dall’Ente Pro­vinciale per il Turismo di Lecce dal 20 agosto al 20 settembre 1939, fu allestita una “Mostra retrospettiva degli artisti salentini”, curata da Mario D’Orsi; in quest’occasione, nella Sala E, furono esposte due opere del Cosentino: Busto di donna, Busto di A. Costa. 

Giuseppe Mancarella

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