OTRANTO IN TV. PROTAGONISTI GLI 800 MARTIRI
Dove girerete il film?
Tutto nel Salento, tranne pochissime scene necessariamente da girare in Turchia. Fatti i sopralluoghi il giugno scorso, in primavera, snoccioleremo la storia partendo dalla Turchia meridionale, nella zona di Marmares, che vanta location straordinarie, posti incontaminati. E mostreremo il formarsi della flotta, le navi che da varie parti anche della Siria settentrionale convergevano in quella zona e issavano le vele. E che di là si fermavano a Valona, ove si organizzavano definitivamente.
Perché è importante sottolinearlo?
Perché una fanciulla identificata in genere, ma non è storicamente confermato, con la famosa ragazza idrusa, fidanzata del figlio di Primaldo fu portata schiava in Albania, la cui popolazione aveva dato un supporto importante alle truppe musulmane. La ragazza, presso una famiglia patrizia, serviva con altre donne. Mentre la sua padrona, incinta, stava per esalare l’ultimo respiro, ella pregò per lei davanti alla statua della Madonna rubata a Otranto e portata come trofeo di guerra in Albania. La donna si salvò e il bimbo nacque. La giovane poteva essere affrancata, ma negando i suoi meriti sul miracolo, preferì chiedere di liberare l’immagine rubata e, su una barca, lasciarla in mare. Così la statua tornò ad Otranto, portata dalle correnti. Circa Primaldo che, decapitato per primo, rimase ritto fino all’uccisione di suo figlio, l’ultimo martire, un rianimatore mi ha spiegato come sia scientificamente possibile che una morte così atroce possa causare un irrigidimento del corpo. Certo, è più difficile che resti in piedi e per tanto tempo.
Perché Depardieu e Sharif nel cast?
Esclusivamente per le facce. Depardieu interpreterà Primaldo, di 55-60 anni. Non abbiamo ancora firmato i contratti, su Gerard siamo alla fine delle trattative e poiché dobbiamo rappresentare anche Maometto II, Omar Sharif sarebbe adatto al ruolo, mentre per i più giovani il regista ha in mente 5-6 nomi ancora da definire. È un lavoro internazionale. Sabrina Bulgarelli ha vergato tutto il soggetto.
Maria Corti ha scritto “L’ora di tutti” ed è riuscita a comporre ciò che la critica definisce “uno spartito musicale” dove la Terra d’Otranto “suona” vivissima e diventa terra delle passioni più vere. Condivide?
Assolutamente sì, ma non ci siamo ispirati in nulla al suo lavoro, un romanzo puro che ho letto due volte e adesso ho riesaminato. Onore al merito, perché è l’unica scrittrice ad aver divulgato la vicenda, prima ignorata dal punto di vista mediatico. A noi non è interessato poiché il suo è quasi un docufilm. Abbiamo, invece, attinto molto più a fatti storici argomentati e non romanzati.
Quale sarà il titolo di questo Colossal?
Gli 800 Martiri di Otranto.

















