Pubblicato in: Gio, Mar 13th, 2014

Otto Marzo, parità e norme elettorali … Ritratto della donna ideale

Sono anni ormai che l’8 di marzo viene dedicato alla Festa della Donna e da anni la festa si ripete con il medesimo cerimoniale: il mattino si consuma nello spoglio degli alberi di mimosa i cui fiori, nel giro di poche ore, passano da un festoso sventolio come di bandiere, all’abbando­no in ogni angolo di strada; la sera invece vede le vie della città percorse da gruppi di sole donne, alla ricerca di una emozione che non arriverà, le quali, dopo una sosta in pizzeria, al termine di uno stanco girovagare, ritorneranno a casa, por­tando con sé la malinconia di una identità cercata invano.

MIMOSA

Se uguale è il cerimoniale, diverso inve­ce è stato nel corso degli anni il ritratto cui gran parte delle donne avrebbe voluto somigliare: al ritratto della donna in cerca di emancipazione degli anni sessanta, è seguito quello della donna spregiudicata degli anni settanta, quindi della donna in carriera, sino alla donna senza uomo e infine alla donna col solo figlio. Attraverso la storia, l’arte e la letteratura abbiamo conosciuto tante figure di donne ideali: muse ispiratrici, ma anche artiste e letterate, eroine e amanti, sante ed educatrici, popolane ed aristocratiche, esempi di virtù ma anche di scelleratezze. Resta da chieder­si: qual è il ritratto della donna ideale? Qual è la donna perfetta? Vi è un libro intitolato “Proverbi” che risale al V secolo a.C. e fa parte della Bibbia: esso raccoglie la saggezza di un popolo ispirato da Dio.

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Ecco il ritratto che questo libro (31,10-31) fa della donna ideale: “In lei confida il cuore del marito … essa gli dà felicità … per tutti i giorni della sua vita”. Non è l’immagine perfetta di una coppia che vive di amore tutta una vita? “Si procura lana e lino… fa venire da lontano le provviste… pre­para il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche… pensa ad un campo e lo compra e con il frutto delle sue mani pianta una vigna”.

donna

Non è un modello per la donna moderna, mana­ger nelle attività commerciali ma con il rispetto del suo ruolo di donna all’interno della famiglia? “Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero”. Tante donne impegnate nelle attività di volontariato e di carità potrebbero riconoscersi in tale figura. “Suo marito è stimato alle porte della città dove siede con gli anziani”. Quando si dice che dietro il successo di un uomo, c’è la presenza di una donna dalle virtù eccezio­nali. “Apre la sua bocca con saggezza…”. Certamente non parla con la volgarità cui ci hanno abituati certi spettacoli televisi­vi. Ne esce il ritratto di una donna inna­morata, attiva, dedita alla sua famiglia ma anche impegnata nel sociale, attiva nel volontariato e con ruoli di rilievo nella comunità; riservata e saggia; una donna consapevole delle responsabi­lità che il suo ruolo richiede; una donna che non conosce la malinconia e la solitudine; una donna che sa di valere per il solo fatto di essere donna. È un ritratto cui può fare riferimento anche la donna attuale, come attuale ancora una volta si rivela la Parola di Dio.

Giuseppe Mascello

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