Ricordando Padre Arturo Caprioli, Gesuita e Missionario leccese
Pubblicate le lettere ai familiari dall’India e dallo Sri Lanka.
Arturo Maria Caprioli, Dall’Isola risplendente. Lettere (1954-1977), a cura di Maria Teresa Romanello Caprioli: nel novembre del 2014 è stato pubblicato dalle Edizioni Congedo un nuovo numero di Saggi e Ricerche delle Pubblicazioni del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento. Si tratta della prima opera di ricostruzione della biografia e del pensiero del gesuita leccese Arturo Caprioli (1928 -1977): partito giovanissimo dalla sua citta (1944) per il noviziato a Vico Equense, laureato a Madrid, ordinato sacerdote a Poona (India), missionario in Ceylon (dal 1972 Sri Lanka) muore, nell’esercizio della sua attivita, nella sua terra di missione. L’Isola risplendente e lo Sri Lanka; le Lettere sono una selezione di quelle che – in gran numero – ha spedito alla madre e ai fratelli. Si tratta di lettere familiari. Ma il loro valore supera la dimensione privata. Il legame particolarmente forte con i suoi, e la confidenza, che la diversità di vita non incrinerà mai, fanno sì che P. Arturo parli di tutto quello che fa parte della sua esperienza. In tal modo l’epistolario è fonte di conoscenza importante, su diversi livelli. Le lettere raccontano di una persona in continua ricerca di senso: del proprio ruolo, delle capacità di servizio, delle modalità piu corrette di essere sacerdote in quella terra di missione. Con una tensione forte verso la dimensione contemplativa.
Definiscono l’immagine di un uomo continuamente in movimento, impegnato in luoghi e in attività di genere diverso. Padre Arturo fa assistenza ai vecchietti malati, e manda in stampa un’introduzione al buddismo nell’Isola; prepara gli esercizi spirituali per il clero e per le suore, e fa l’operaio; insegna discipline varie ai giovani del suo St. Aloysius’ College, e traduce documenti storici dal portoghese; collabora con il Vescovo e si preoccupa della formazione dei laici; prepara relazioni per il Vaticano, e dichiara continuamente la scelta di rimanere accanto alla gente più povera. Senza perdere mai l’attenzione per i suoi in Italia, e per le cose italiane in generale. Senza aver paura di dichiarare le difficoltà, i momenti di solitudine, la nostalgia. Questa raccolta epistolare è tuttavia documento che si offre ad una fruizione più vasta di quella privata e personale. Essa introduce in un mondo culturale ‘diverso’, di cui fa conoscere molti elementi. È il racconto di una esperienza pastorale non comune, in cui la riflessione teologica in prospettiva interconfessionale e indispensabile, per poter operare insieme a Buddisti, Induisti, Cristiani Riformati. Nella migliore tradizione della Compagnia di Gesù, sempre attenta “a tentare la strada della conciliazione con le culture altre” (dalla Premessa di Bruno Pellegrino).
Le lettere propongono – con evidenza – un itinerario, nel quale la ricerca dell’essenziale del Cristianesimo diventa riflessione sul ruolo della Missione, specialmente in Terre, come quelle d’Oriente, dotate di tradizioni spirituali e religiose di grande peso. E poi analisi politiche: le conseguenze dei regimi coloniali europei (lo Sri Lanka ha conosciuto quello Portoghese, successivamente quello Olandese, infine quello Inglese) sono in grandissima parte responsabili delle condizioni di povertà della popolazione, e delle inevitabili tensioni sociali. L’affermazione della democrazia nell’Isola (la Costituzione è del 1972), è estremamente faticosa, mentre perdurano i contrasti – spesso anche violenti – fra i gruppi etnici. Nel tempo delle e-mail, degli sms, dei diversi network, la lettera spedita per posta, scritta a mano o a macchina, e destinata alla scomparsa definitiva. Questa raccolta restituisce ancora l’emozione delle lettere vere. (M.T.R.C.)

















