Pubblicato in: Gio, Feb 19th, 2015

Ricordando Padre Arturo Caprioli, Gesuita e Missionario leccese

Pubblicate le lettere ai familiari dall’India e dallo Sri Lanka.

Arturo Maria Ca­prioli, Dall’Isola risplendente. Let­tere (1954-1977), a cura di Maria Teresa Romanello Caprio­li: nel novembre del 2014 è stato pubblicato dalle Edizioni Congedo un nuovo numero di Saggi e Ricerche delle Pub­blicazioni del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uo­mo dell’Università del Salento. Si tratta della prima opera di ricostruzione della biografia e del pensiero del gesuita leccese Arturo Caprioli (1928 -1977): partito giovanissimo dalla sua citta (1944) per il noviziato a Vico Equense, laureato a Madrid, ordinato sacerdote a Poona (India), missionario in Ceylon (dal 1972 Sri Lanka) muore, nell’esercizio della sua attivita, nella sua terra di mis­sione. L’Isola risplendente e lo Sri Lanka; le Lettere sono una selezione di quelle che – in gran numero – ha spedito alla madre e ai fratelli. Si tratta di lettere familiari. Ma il loro valore supera la dimensione privata. Il legame particolarmente forte con i suoi, e la confidenza, che la diversità di vita non incrinerà mai, fanno sì che P. Arturo parli di tutto quello che fa parte della sua esperienza. In tal modo l’epistolario è fonte di cono­scenza importante, su diversi livelli. Le lettere raccontano di una persona in continua ricerca di senso: del proprio ruolo, delle capacità di servizio, delle modalità piu corrette di essere sacerdote in quella terra di mis­sione. Con una tensione forte verso la dimensione contem­plativa.

PADRE CAPRIOLI

Definiscono l’immagi­ne di un uomo continuamente in movimento, impegnato in luoghi e in attività di gene­re diverso. Padre Arturo fa assistenza ai vecchietti malati, e manda in stampa un’introdu­zione al buddismo nell’Isola; prepara gli esercizi spirituali per il clero e per le suore, e fa l’operaio; insegna discipline varie ai giovani del suo St. Aloysius’ College, e traduce documenti storici dal portoghe­se; collabora con il Vescovo e si preoccupa della formazione dei laici; prepara relazioni per il Vaticano, e dichiara conti­nuamente la scelta di rimanere accanto alla gente più povera. Senza perdere mai l’attenzione per i suoi in Italia, e per le cose italiane in generale. Senza aver paura di dichiarare le difficoltà, i momenti di solitudine, la nostalgia. Questa raccolta epistolare è tuttavia documento che si offre ad una fruizione più vasta di quella privata e  personale. Essa introduce in un mondo culturale ‘diverso’, di cui fa conoscere molti elemen­ti. È il racconto di una espe­rienza pastorale non comune, in cui la riflessione teologica in prospettiva interconfessionale e indispensabile, per poter operare insieme a Buddisti, Induisti, Cristiani Riformati. Nella migliore tradizione della Compagnia di Gesù, sempre attenta “a tentare la strada della conciliazione con le culture al­tre” (dalla Premessa di Bruno Pellegrino).

copertina

Le lettere pro­pongono – con evidenza – un itinerario, nel quale la ricerca dell’essenziale del Cristianesi­mo diventa riflessione sul ruolo della Missione, specialmente in Terre, come quelle d’Oriente, dotate di tradizioni spirituali e religiose di grande peso. E poi analisi politiche: le conseguen­ze dei regimi coloniali europei (lo Sri Lanka ha conosciuto quello Portoghese, successiva­mente quello Olandese, infine quello Inglese) sono in gran­dissima parte responsabili delle condizioni di povertà della popolazione, e delle inevitabili tensioni sociali. L’affermazio­ne della democrazia nell’Isola (la Costituzione è del 1972), è estremamente faticosa, mentre perdurano i contrasti – spesso anche violenti – fra i gruppi etnici. Nel tempo delle e-mail, degli sms, dei diversi network, la lettera spedita per posta, scritta a mano o a macchina, e destinata alla scomparsa definitiva. Questa raccolta restituisce ancora l’emozione delle lettere vere. (M.T.R.C.)

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