Padre Raffaello Pantaloni…Tecniche artistiche per il sacro
Dal 2002, anno del cinquantesimo anniversario della morte di Padre Raffaello Pantaloni (Santa Fiora di Grosseto 15 marzo 1888 – Lecce 23 agosto 1952), si sono susseguite molte iniziative per ricordare la figura di quest’umile e semplice frate francescano.
Pantaloni nacque in un piccolo paese dislocato sulle pendici del Monte Amiata, luogo in cui gli abitanti erano dediti al lavoro di estrazione del mercurio dalle miniere.
Pantaloni, Bozzetti per Prospetto Ch. S. Giovanni, Lecce-Fulgenzio
Il frate artista, figlio di Giuseppe e di Elisabetta Bianchi, all’età di 16 anni fu novizio alla Verna con il nome di fra Epifanio ed emise i voti solenni nel 1914 con il nome di fra Raffaello. Tra il 1915 e il 1918 prestò il servizio militare di leva durante il primo conflitto mondiale presso l’Ospedaletto da Campo n. 79 dell’XI Corpo d’Armata Militare a Bari. Tra il 1919 ed il 1923 rientrò nel convento dell’Osservanza di Siena, dove riprese gli studi ed ebbe modo di conseguire il diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Siena.
Pantaloni, Bozzetti per Prospetto Ch. S. Giovanni, Lecce-Fulgenzio
Nel convento dell’Osservanza era presente padre Tommaso Tommasi (Stazzema 1883 – Lucca 1924), anch’egli pittore, col quale si impregnò, in seguito, alla decorazione della cappella di Sant’Antonio nella chiesa di San Francesco a Lucca.
Pantaloni, Bozzetti per Prospetto Ch. S. Giovanni, Lecce-Fulgenzio
Nel 1923 fra Raffaello approdò nel convento di San Leone Magno a Firenze, dove tenne bottega un altro frate-pittore Antonio (Angelo) Jerone (Cangi di Palermo 1879 – Firenze 1956) col quale realizzò la decorazione della cappella dei caduti e di quella del SS. Sacramento nella chiesa di Ognissanti a Firenze. La collaborazione con lo Jerone terminò nel 1927, anno in cui il frate siciliano lasciò il Salento per rientrare a Firenze. Da questo momento iniziò un proficuo rapporto di collaborazione del Pantaloni con l’ambiente artistico Salentino.
Pantaloni, Bozzetti per Prospetto Ch. S. Giovanni, Lecce-Fulgenzio
Illuminante si rivela a tal proposito la testimonianza fornita da Carlo Carlà che fa emergere un intenso rapporto artistico del frate con i più alti esponenti dell’arte salentina dell’epoca. Carlà, già studente modello dell’Istituto d’Arte di Lecce, ottimo conoscitore degli artisti e degli artigiani salentini attivi in quel periodo, riferisce che Pantaloni fu l’unico tra gli ecclesiastici a seguire il feretro di Geremia Re (Leverano 21.06.1894 – Lecce 13.01.1950) nel rito della sepoltura, nonostante il divieto dell’ordinario diocesano scaturito dalle convinzioni politiche dell’artista.
Pantaloni, Bozzetti per Prospetto Ch. S. Giovanni, Lecce-Fulgenzio
La collaborazione di Raffaello Pantaloni con gli artisti e artigiani dell’epoca emerge anche dai quaderni di schizzi e disegni appartenuto allo stesso frate, tuttora conservati nella Pinacoteca Francescana di Lecce.
Pantaloni, Bozzetti per Prospetto Ch. S. Giovanni, Lecce-Fulgenzio
In alcuni quaderni, infatti, egli fornisce disegni con le relative misure in scala per la realizzazione di alcuni confessionali di Fulgenzio e allo stesso tempo per alcune lumiere che Antonio D’Andrea realizzò per la medesima chiesa, per la Parrocchia e la chiesa di San Giovanni Battista di Monteroni.
R. Pantaloni, Progetto per confessionali di Fulgenzio, disegno, Lecce-Pinacoteca Francescana
L’attività del Pantaloni fu inerente anche alla progettazione, così come emerge dai citati quaderni di appunti nei quali è tangibile la sua influenza nelle fasi progettuali della ristrutturazione della chiesa di San Giovanni. Nuovo impulso alle ricerche sull’attività del frate-artista di origini toscane è giunto dalla costituzione del Centro Studi e Ricerca “Fra Raffaello Pantaloni”, grazie al quale è stato possibile accertare la tecnica con la quale Pantaloni ha realizzato gran parte dei dipinti su compensato: si trattava di una vera e propria lacuna che, solo oggi, è stato possibile appianare.
R. Pantaloni, S. Lazzaro, 1935, Tecnica mista, Monteroni-Ch. S. Giovanni Battista
Un ringraziamento particolare si deve alla restauratrice Daniela Verdesca-Zain che, dopo uno studio meticoloso effettuato su alcuni dipinti, ha stabilito come Pantaloni li realizzava: attraverso una tecnica mista che prevedeva l’utilizzo contemporaneo della tempera e di colori a olio stesi su una preparazione in gesso. Le stesse opere, infine, presentano, in alcuni casi, inserti in legno trattati a foglia oro che impreziosiscono i dipinti del Pantaloni e li avvicinano in modo significativo alle opere del quattrocento senese.
Giuseppe Mancarella
























