Paolo De Matteis e i due dipinti del Seminario
Nella Cappella/Anche la tela di San Vincenzo Levita e Martire gli è stata attribuita dopo un recente restauro. Tra i piedi dell’angelo è riemerso il suo autografo con l’anno di realizzazione.
Del pittore giordanesco Paolo de Matteis (1662- 1728) negli ultimi anni sono state proposte nuove attribuzioni che hanno così ampliato il già significativo catalogo. Le opere di questo pittore nel Salento sono collocabili tutte nell’arco di un trentennio: tra 1696 e il1726. A Lecce sull’altare maggiore della chiesa privata del Palazzo del Seminario è collocato il noto dipinto di Paolo de Matteis del 1696 raffigurante San Gregorio Nazianzeno, patrono del Seminario. Sulla nuvola al centro si legge l’ampia firma del pittore “Paulus de Matteis1696”.
A sinistra di quello maggiore è l’altare di S. Vincenzo Levita e Martire, il quale fu voluto – da come si ricava dall’epigrafe nel fastigio – dall’ecclesiastico “Vincentius Antonius Capotius” nel 1705. Lo stesso prelato ha probabilmente commissionato anche il coevo dipinto della Vergine col Bambino e San Vincenzo inserito al centro dell’altare. Questo dipinto è stato attribuito in un primo momento al pittore Giovanni Battista Lama (cfr. Lecce: Antico Seminario, 2008), mentre il recente restauro ha fatto riemergere l’autografo del De Matteis: in basso al centro, tra i piedi dell’angelo, compare la scritta “Paulus de Matteis F[ecit]1705”.
In alto troviamo la Vergineseduta su nuvole con il suo sguardo rivolto a sinistra verso San Vincenzo. Essa stringe nelle sue braccia il Bambino intento a consegnare la palma del martire al santo. Il santo, vestito con una lunga dalmatica, è inginocchiato a sinistra su di un gradino. La luce che proviene da sinistra mette in risalto l’incrocio di sguardi tra San Vincenzo, la Verginee il Bambino. A queste opere leccesi va accostato il dipinto della Madonna di Costantinopoli e i Santi Giuseppe e Carlo Borromeo conservato nella chiesa dell’Addolorata di Maglie (cfr. S. Tanisi, Il dipinto della Madonna di Costantinopoli di Paolo De Matteis nella chiesa dell’Addolorata in Maglie, in “Spicilegia Sallentina”, n° 6, 2009) che mostra chiari riferimenti alla pittura del De Matteis: ritroviamo, infatti, le solite tonalità calde e contrastate, i dolci e delicati volti dei personaggi come quello del Bimbo e gli angeli dai tipici riccioluti e biondi capelli.
Stefano Tanisi















